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25 Aprile a Monza

Posted by PRC Muggiò su domenica 9 aprile 2017

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[12\12] Seregno non commemori i fascisti!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 4 dicembre 2015

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Il fascismo non passerà!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 27 agosto 2015

Le ragioni in più per una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Invitiamo compagni e compagne, cittadini e cittadine amanti della Costituzione italiana nata dalla Resistenza a partecipare domenica 30 agosto ad Agrate al presidio antifascista indetto dall’ANPI dalle ore 9 alle ore 12 per contrastare l’iniziativa che il gruppo neofascista di Forza Nuova terrà in una piazza del Comune e il 12 settembre alle 21 a Cantù alla assemblea di protesta e denuncia per dire No al festival neonazista che è convocato in quei giorni.

Saranno i primi impegni di una stagione difficile, che richiede una mobilitazione ininterrotta contro i vecchi e nuovi fascismi.

Il presidio di Forza Nuova ad Agrate e il raduno neonazista di Cantù non sono solo rievocazioni di fantasmi passati, ma fenomeni politici pericolosissimi ben radicati nel presente, e accelerati da un apparato mediatico ignorante e bugiardo, che fomenta odio e razzismo (oggi una testata di destra diceva che i soldi dei disabili non ci sono perchè con quelli si paga il vitto ai rifugiati).

Che fascisti e i nazisti si possano impunemente radunare e fare la loro propaganda è di per sè una offesa alla Costituzione e ai martiri della Resistenza e dell’Olocausto e ora che, con la progressiva scomparsa degli ultimi superstiti dei campi e della Resistenza italiana ed europea, più subdola e pericolosa è la funzione del revisionismo storico, del negazionismo e dell’invito alla conciliazione o all’oblio, maggiore è la nostra responsabilità nella tenuta e nella qualificazione dell’antifascismo, sganciato dalla retorica e capace di far fronte ai problemi del presente.

il-fascismoOggi infatti quelle ideologie e quelle tendenze svolgono una funzione precisa nel quadro europeo, in una crisi senza fine e dentro scelte politiche della UE che gettano in povertà interi paesi europei (come la Grecia), precarizzano il lavoro, distruggono lo stato sociale, imponendo politiche di austerità.

L’Europa fa i conti anche con le politiche guerrafondaie che ha condotto negli ultimi 20 anni, con le conseguenze della guerra in Irak, in Afganisthan, con l’ultima impresa neocoloniale libica, con le politiche di spoliazione che le multinazionali hanno condotto in Africa: l’immigrazione di massa è un dato strutturale e le sue cause si moltiplicano: guerra, fame, disoccupazione, speranza di una vita migliore.

Mentre migliaia di uomini, donne e bambini muoiono nel mediterraneo annegato o soffocati nelle stive o stremati dalle violenze e dalle fatiche, altri riescono sbarcare in italia, in qualche isola greca e ora si aprono la strada in Europa anche attraverso la Macedonia e la Serbia, la politica neoliberista della EU, incapace di progettare una europa accogliente, multiculturale, aiutata dai migranti a uscire dalla crisi e dalla stagnazione alimenta il rinascere delle destre naziste e razziste, da Salvini a Forza Nuova.
Per questo è irresponsabile politicamente che prefetti e questori e sindaci non capiscano la novità della situazione e il suo carettere eccezionale. Le istituzioni non possono essere neutrali in uno scontro politico epocale.

Antifascismo ora e sempre come antidoto alla barbarie.

Giovanna Capelli
Segretaria Federazione di Monza

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9 Maggio – Giornata della Vittoria sul nazifascimo

Posted by PRC Muggiò su sabato 9 maggio 2015

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La liberazione di Berlino da parte delle truppe sovietiche, nel maggio 1945, è il segnale della vittoria dei popoli nella Seconda Guerra Mondiale e della sconfitta del nazi-fascismo – la più violenta forma di dominio di classe generata dal capitalismo e causa diretta della guerra e della morte di decine di milioni di esseri umani.

Il ruolo decisivo nella Vittoria del 9 maggio spettò all’Unione Sovietica, al suo popolo e all’Esercito Rosso, sotto la direzione del loro Partito Comunista. Fu sul Fronte Orientale che si svolsero le grandi battaglie che decisero l’esito della Seconda Guerra Mondiale. Celebrare il 70° anniversario della Vittoria è ricordare ed esaltare l’eroismo, il coraggio e la determinazione di milioni di uomini e donne sovietici che, a costo di enormi sacrifici e più di 27 milioni di morti, resistettero e lottarono, dando il contributo determinante alla sconfitta della barbarie nazi-fascista. Celebrare il 70° anniversario della Vittoria è ricordare ed esaltare l’eroismo, il coraggio e la determinazione di altri milioni di resistenti e combattenti antifascisti di tutto il mondo che hanno dedicato e offerto le proprie vite alla lotta per la Vittoria.

Il nazi-fascismo è stato uno strumento brutale di imposizione del potere del grande capitale, di fronte alla profonda crisi del capitalismo che era seguita alla Prima Guerra Mondiale, in particolare dopo la grande crisi del 1929, e le ripercussioni della Rivoluzione d’Ottobre. L’anticomunismo sempre è stato il tratto distintivo del nazi-fascismo. Dovunque, il movimento operaio, e i comunisti in particolar modo, furono le sue prime vittime. Dovunque i comunisti furono sulla prima linea della resistenza al fascismo, rappresentando l’avanguardia della resistenza di massa e armata che portò alla liberazione.

Oggi, la riapparizione della minaccia del fascismo e i pericoli di una nuova guerra di grandi proporzioni sono reali e sempre più grandi. Di nuovo, nel quadro dell’approfondimento della crisi del capitalismo – risultato delle sue contraddizioni irrisolvibili – il grande capitale cerca di uscire dalla crisi con la forza, imponendo livelli brutali di sfruttamento e aggredendo la sovranità dei popoli e l’indipendenza degli Stati, in tutti i continenti. Le grandi potenze imperialiste cercano di imporre la loro egemonia planetaria per via militare, moltiplicando le guerre di aggressione. L’Ucraina soffre le conseguenze dell’azione fascista, con l’appoggio attivo degli USA e dell’Unione Europea – e del loro braccio armato, la NATO. In nome della “lotta al comunismo”, il revisionismo e la falsificazione della storia, con la vergognosa equiparazione di fascismo e comunismo, promuovono la riabilitazione del fascismo.

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25 aprile 2015

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 22 aprile 2015

Come si comportano nel mondo i nostri antifascisti (o presunti tali) e tutti gli altri che mai lo sono stati.

Il caso ucraino.

Rinchiusi, circondati, braccati. Stanati come si fa con le api, allontanandole col fumo e col fuoco dal proprio alveare. Peccato che l’alveare è un palazzo di 5 piani con le uscite sbarrate da un’orda di neofascisti e neonazisti ucraini, armati con spranghe e pistole.

incendio sindacato odessaCon l’incendio della Casa dei Sindacati ad Odessa la nuova Ucraina si macchia di un crimine efferato, non solo per la strage umana commessa – decine di morti, di tutte le età, donne e uomini, ardono vive – ma anche per la scelta del luogo da assaltare. Un luogo democratico, vivo, sede dei lavoratori, un luogo identico a quelle Case del Popolo bruciate dalle squadracce fasciste italiane nei decenni bui della storia italiana.

Il governo ucraino, nato dal golpe filoamericano ed europeista, formatosi nelle piazze del movimento Maidan e tra l’estrema destra, è espressione diretta delle ideologie fasciste e naziste.

I ribelli antifascisti che ancora oggi combattono nel Donbass, in particolar maniera nelle provincie di Lugansk e Donetsk, sono l’ultimo baluardo – assieme ai compagni del Partito Comunista Ucraino – di una Ucraina libera e antifascista.
In questa fase storica così tesa e annebbiata, eppure con schieramenti avversari così nettamente separati che solo per eccessiva ingenuità o malafede non si riconosce chi è il fascista e chi il compagno in armi, come si comportano i nostri rappresentanti politici istituzionali?

Il Partito Democratico, che ancora oggi si vanta di essere l’erede del PCI, anche in questo caso ha fatto dell’ipocrisia un suo biglietto da visita.

Già nel gennaio 2014 Gianni Pittella, eurodeputato PD e già vicepresidente del Parlamento Europeo, si è esposto nettamente a sostegno del progetto europeista dell’attuale governo di Kiev, divenendo uno dei primi politici occidentali a parlare sul palco del Maidan di fronte a una folla acclamante che esponeva i vessilli blu di Svoboda, partito nazionalsocialista ucraino, e quelli rosso-neri dell’UPA, esercito ucraino collaborazionista con la Germania nazista nella seconda guerra mondiale [1].

Pittella era accompagnato da Matteo Cazzulani, presunto analista politico e responsabile per i Rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo con delega alle Relazioni con il dissenso in Ucraina [2].

Per Forza Italia la questione è posta in termini di amicizia personale tra Putin e Berlusconi, desideroso – quest’ultimo – di recuperare terreno mediatico.
Nessuna posizione è presa nei confronti dei ribelli, ma non si fatica ad immaginarla da chi ha sempre sostenuto le occupazioni militari israeliane e le torture inflitte dalle forze dell’ordine italiane (vedi Sallusti e i suoi editoriali), ha più volte stretto alleanze con i neofascisti nostrani e ha revisionato la storia contro la Resistenza partigiana.

Sinistra Ecologia Libertà tace, nulla fa per sostenere la resistenza antifascista e preferisce continuare ad aggiungersi al coro di critica indiscriminata alla Russia. SEL si è in passato espressa con una mozione parlamentare sulla crisi in Ucraina. Mozione in cui – tra l’altro – si chiede che venga difesa l’integrità territoriale dello Stato ucraino…[3]

La posizione della Lega la si deve ricercare non tanto nelle dichiarazioni del delirante Salvini (che probabilmente deve ancora capire se Kiev è a nord o a sud di Roma), ma nelle azioni dei suoi compagni di merenda, i fascisti di CasaPound che hanno rapporti con l’estrema destra ucraina e nel loro organico contano dei volontari che si sono arruolati – pagandosi il biglietto dell’aereo, ci tengono a precisare – tra le fila del battaglione Azov, ovvero quel reggimento formato da bande neonaziste che combatte dalla prima ora contro i ribelli antifascisti e le opposizioni [4].

Il Movimento 5 Stelle, pur avendo persone elette e nominate in settori nevralgici della politica nazionale ed europea si limita sinora ad una campagna low profile contro la guerra.
Per essere antifascisti bisogna esserlo sempre e in tutto il globo.

Non soltanto il 25 aprile.

Non soltanto in Italia.

Non soltanto a parole.

donbass

[1] https://www.facebook.com/giannipittella/photos/pb.25923864548.-2207520000.1429453506./10152131286764549/?type=3&theater https://www.facebook.com/giannipittella/photos/a.10152131286599549.1073741896.25923864548/10152131286764549/?type=3&theater https://www.facebook.com/giannipittella/photos/a.10152131286599549.1073741896.25923864548/10152131286864549/?type=3&theater https://www.youtube.com/watch?v=q7FCeBTK6NI.

[2] http://pdmilano.net/new/europa/535-il-pd-per-la-democrazia-in-ucraina

[3] http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/ucraina-sel-unica-via-per-soluzione-e-quella-diplomatica/

[4] http://www.casapounditalia.org/2014/02/ucraina-casapound-sovranita.html http://contropiano.org/internazionale/item/26422-ucraina-fascisti-e-confusi-casapound-con-kiev-forza-nuova-con-putin http://contropiano.org/internazionale/item/24802-fascisti-italiani-insieme-ai-golpisti-di-kiev-nuove-conferme http://www.intelligonews.it/articoli/3-marzo-2014/15335/di-stefano-cpi-ucraina-bene-gli-sforzi-di-putin-per-mondo-multipolare-caso-cremona-conferma-nostre-idee-oscar-e-renzi-

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La vittoria dei kurdi

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 28 gennaio 2015

Kobane si è liberata

di Chiara Cruciati – 26/01/2015 – ilmanifesto

Siria. Dopo 134 giorni di resistenza, le Unità di Difesa kurde cacciano definitivamente l’Isis dalla città. Dall’altro lato della frontiera, l’esercito iracheno libera la provincia di Diyala. Ma il califfo cresce in Libano.kobane

Kobane si è libe­rata: una ban­diera del Kur­di­stan, lunga 75 metri, ieri sven­to­lava sulla col­lina di Miste­nur, strap­pata al con­trollo dello Stato Isla­mico. Ad issarla sul tra­lic­cio della cor­rente, quello che da set­tem­bre i rifu­giati di Kobane guar­da­vano ogni giorno dal vil­lag­gio turco di Meh­ser, sono stati gli uomini e le donne delle Unità di Difesa Popolare.

Una vit­to­ria dal sapore di sto­ria, impen­sa­bile 4 mesi fa quando gran parte della popo­la­zione della città fu costretta alla fuga dall’avanzata bru­tale del calif­fato: in pochi giorni gli isla­mi­sti hanno occu­pato 300 vil­laggi kurdi e tra­sfor­mato 150mila per­sone in pro­fu­ghi, ospiti inde­si­de­rati in Turchia.

Kobane ha com­bat­tuto pres­so­ché da sola, gua­da­gnan­dosi l’appellativo di «Sta­lin­grado kurda», con­tro la mac­china da guerra isla­mi­sta, forte delle armi made in Usa raz­ziate dalle basi mili­tari ira­chene. Ha com­bat­tuto da sola per­ché i raid della coa­li­zione, sep­pur con­ti­nui (l’80% dei bom­bar­da­menti Usa in Siria hanno avuto come tar­get le aree intorno Kobane), non erano così pre­cisi da riu­scire a fre­nare l’offensiva isla­mi­sta. Ha com­bat­tuto da sola per­ché i 150 pesh­merga inviati da Irbil erano una goc­cia nel mare del pro­se­li­ti­smo del calif­fato che a Kobane riu­sciva ad inviare ogni giorno forze fresche.

Ha com­bat­tuto da sola per­ché la vicina Tur­chia ha impe­dito – o cer­cato di impe­dire – il pas­sag­gio di aiuti e armi a chi resi­steva, ma anche l’arrivo di altri rifu­giati, spa­ran­do­gli addosso men­tre ten­ta­vano di attra­ver­sare la fron­tiera. Ha indi­ret­ta­mente soste­nuto l’Isis, come dimo­strato da video e foto pub­bli­cate dagli atti­vi­sti al con­fine che per mesi hanno moni­to­rato eser­cito turco e miliziani.

A fianco di Kobane si è sol­le­vata la soli­da­rietà di tanti movi­menti inter­na­zio­nali e inter­na­zio­na­li­sti e del Pkk, che da subito ha man­dato com­bat­tenti e armi a difesa della città, sim­bolo – insieme al resto di Rojava – del modello di demo­cra­zia diretta e par­te­ci­pa­zione popo­lare che le comu­nità kurde in Siria hanno messo in piedi dopo lo scop­pio della guerra civile. A Kobane non si è com­bat­tuto solo per la libe­ra­zione della città: si è difeso quel pro­getto poli­tico con­tro l’oppressione socioe­co­no­mica impo­sta dallo Stato-nazione libe­ri­sta (di cui la Tur­chia è modello) e con­tro il fasci­smo e l’autoritarismo del califfo.

Ad una set­ti­mana dalla presa della stra­te­gica col­lina di Miste­nur, ieri le Ypg e le Ypj hanno assunto il con­trollo della strada pro­ve­niente da Aleppo che l’Isis ha uti­liz­zato per oltre 130 giorni per rifor­nire i suoi mili­ziani di cibo e armi. Chiusa quella strada, Kobane si è libe­rata: «L’Isis è stato scon­fitto. Le loro difese sono col­las­sate e i suoi mili­ziani sono fug­giti», ha com­men­tato il fun­zio­na­rio kurdo Idriss Nas­san, aggiun­gendo che negli ultimi giorni i raid aerei Usa si sono inten­si­fi­cati per­met­tendo alla resi­stenza kurda di lan­ciare la con­trof­fen­siva decisiva.

«Non ave­vamo dubbi, avremmo ripreso Miste­nur. Così abbiamo rispet­tato i desi­deri di tutti i com­pa­gni caduti nella lotta – ha com­men­tato il coman­dante Ken­dal – Adesso abbiamo il con­trollo di tutta la città e dei vil­laggi a est e a sud».

Ora è il momento di pen­sare alla rico­stru­zione e all’apertura di un cor­ri­doio uma­ni­ta­rio: la città è ancora cir­con­data dagli isla­mi­sti che occu­pano molti vil­laggi, i quar­tieri sono deva­stati dai mis­sili dell’Isis e dai com­bat­ti­menti strada per strada, scuole e ospe­dali distrutti insieme alle infra­strut­ture base, ordi­gni giac­ciono ine­splosi tra le mace­rie e reti idri­che e elet­tri­che non funzionanti.

E men­tre Kobane festeg­giava, dall’altro lato del con­fine orien­tale si cele­brava un’altra libe­ra­zione: l’esercito ira­cheno ha annun­ciato ieri la fine dell’occupazione isla­mi­sta della pro­vin­cia di Diyala, est del paese, uno dei due con­fini imma­gi­nati dal califfo al-Baghdadi per il suo calif­fato. Avrebbe dovuto cor­rere da Diyala a Aleppo (o magari Bei­rut), ma ieri il gene­rale ira­cheno al-Zaidi gli ha rotto le uova nel paniere: «Annun­ciamo la libe­ra­zione di Diyala dall’Isis. Le forze ira­chene hanno il con­trollo totale di tutte e città e i distretti della provincia».

Con Kobane e Diyala libere cre­sce la spe­ranza di scon­fig­gere l’Isis e il modello di sepa­ra­zione di cui è indi­ret­ta­mente por­ta­tore, spec­chio delle agende poli­ti­che di tanti attori regio­nali. Ma non man­cano le fonti di pre­oc­cu­pa­zione: secondo il quo­ti­diano Asharq ala­w­sat, oltre il 4% del Libano sarebbe oggi sotto il con­trollo dei mili­ziani dell’Isis e del suo alleato a metà, il Fronte al Nusra. In un simile con­te­sto il dia­logo for­zato tra Dama­sco e oppo­si­zioni siriane, comin­ciato ieri a Mosca, sem­bra già desti­nato a fal­lire: buona parte della Coa­li­zione Nazio­nale ha rifiu­tato di pren­dervi parte, men­tre il pre­si­dente Assad in un’intervista ha defi­nito le oppo­si­zioni «i burat­tini di Qatar, Ara­bia Sau­dita e Occidente».

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Solidarietà all’ANPI di Muggiò

Posted by PRC Muggiò su martedì 28 ottobre 2014

Venuti a sapere dell’attacco subito dall’ANPI locale, i compagni del circolo di Muggiò di Rifondazione Comunista intendono esprimere la propria vicinanza e solidarietà all’associazione antifascista e ai suoi membri.

Non è da escludersi una matrice politica in questo gesto e questo fatto ci rende ancora più sconcertati e vigili.antifa

Il territorio brianzolo, Monza in primis, si è spesso dimostrato un terreno fertile per il proliferare delle nuove (e vecchie) destre fasciste, naziste e razziste.

Troppe formazioni (da Casapound, a Lealtà Azione, a Leone Crociato) presidiano e agiscono a macchia di leopardo sul nostro territorio, chi con azioni politiche, chi culturali, chi violente.

L’occupazione di Piazza Duomo a Milano – nel corso della manifestazione xenofoba della Lega – è la lampante dichiarazione d’intenti di una nuova pericolosa formazione politica.

Anche a Muggiò abbiamo registrato la massiccia presenza di forzanuovisti nel corso della celebrazione del Giorno del Ricordo dello scorso anno a supporto di una relatrice fin troppo invischiata nei salotti dell’estrema destra.

Rifondazione sostiene l’antifascismo e invita quindi tutti i sinceri antifascisti ad essere vigili sul proprio territorio e promotori della cultura democratica nata in seno alla Resistenza.

Leggi il comunicato ANPI

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Per la pace e la giustizia in Palestina

Posted by PRC Muggiò su giovedì 4 settembre 2014

PROPOSTA DI MOZIONE PER LA PACE E LA GIUSTIZIA IN PALESTINA INVIATA AI CONSIGLIERI COMUNALI.

Una tregua duratura nel conflitto israelo-palestinese sembra essere stata raggiunta.

840b3e0cde_1883198_medNonostante ciò questo estremo conflitto non troverà facilmente una via d’uscita, se prima non si individuano le chiare e prestabilite responsabilità dello stato israeliano.

Prerogative assolute per la pace sono la fine dell’occupazione illegittima, la cessazione della vendita di armamenti (anche italiani), il riconoscimento delle direttive ONU e la costituzione del libero stato della Palestina, nonchè un vero negoziato di pace alla pari.

Non è più tempo di assistere impotenti all’usurpazione dei diritti della gente palestinese e al rischio di perdere ogni forma di sostentamento della popolazione civile: occorre mobilitarsi per la pace.

Se Rifondazione Comunista fosse stata rappresentata nel Consiglio Comunale di Muggiò, avrebbe letto e proposto al voto questa mozione allegata, per la giustizia e la pace in Palestina.

Non essendo fisicamente presenti con un nostro consigliere eletto, inviamo il testo ai consiglieri comunali eletti, con l’augurio che questo scritto venga discusso e approvato nel prossimo Consiglio Comunale.

Di seguito il testo della mozione.

 

 

Mozione per pace e giustizia in Palestina

 

Visto quanto è accaduto nella striscia di Gaza, con l’uccisione di oltre 2000 persone, in maggioranza civili, il ferimento di 11000, la distruzione di migliaia case e di infrastrutture civili indispensabili per la vita e la sicurezza umana della popolazione;

visto che la popolazione civile, non solo palestinese, è in serio pericolo di vita;

visto che non ci può essere soluzione alla questione palestinese e non ci può essere pace per il popolo israeliano e palestinese se non attraverso la condanna dell’occupazione come origine del conflitto, e il congelamento dell’espansione delle colonie come precondizione per la ripresa dei colloqui di pace;

visto che l’Italia è il principale esportatore europeo di sistemi militari a Israele, principalmente a causa di una commessa di aerei da addestramento e combattimento M-346, che il gruppo Finmeccanica ha iniziato a fornire a Israele il 9 luglio 2014, a bombardamenti su Gaza iniziati;

considerato che, dal 1947 ad oggi, sono oltre 60 le Risoluzioni ONU violate da Israele.

 

Il Consiglio Comunale di Muggiò

esprime il proprio orrore per quanto sta accadendo nella striscia di Gaza, nei territori della Palestina occupata e in Israele, e condanna ogni uso della violenza sulla popolazione civile;

esprime la propria speranza affinché la tregua duratura annunciata nei giorni scorsi non si interrompa e sia momento di seria riflessione e dialogo internazionale;

esprime la propria vicinanza e solidarietà con il popolo palestinese soggetto da anni a massacri e deprivazioni di territorio, in violazione delle risoluzioni Onu, senza che ne sia stato riconosciuto lo stato di nazione autonoma e indipendente.

 

Il Consiglio Comunale di Muggiò

impegna il sindaco Maria Arcangela Fiorito a chiedere al Ministro degli Esteri Federica Mogherini e al Governo Italiano tutto:

  • a pronunciarsi per l’apertura immediata di un corridoio umanitario che consenta ai soccorsi di arrivare a Gaza anche via mare, superando quindi l’inutile embargo;
  • a interrompere immediatamente ogni fornitura di armi e sistemi militari a Israele, in ottemperanza alla legge 185/90, e di promuovere analoga misura in sede UE;
  • a attivarsi per la riapertura di un reale negoziato di pace, oggi drammaticamente incrinato, per la fine dell’embargo che dal 2007 colpisce la Striscia di Gaza, e che rende le condizioni di vita della popolazione civile sempre più insostenibili e per la realizzazione di 2 stati per 2 popoli;

impegna l’assessore Monica Perez Gila, quale assessore alla cultura, sport, tempo libero e cooperazione internazionale:

  • a studiare e attivare iniziative sul territorio di informazione e solidarietà con i popoli occupati e per una cultura di pace.

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Dall’Ucraina alla Palestina la Resistenza continua!

Posted by PRC Muggiò su sabato 19 luglio 2014

Domenica 20 luglio dalle ore 9.00 in Piazza Garibaldi a sostegno della Resistenza ucraina e palestinese.

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Lutto per la morte del partigiano Carlo FANTIN

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 9 aprile 2014

I partigiani Margherita Redetti e Carlo Fantin

I partigiani Margherita Redetti e Carlo Fantin

  Esprimiamo cordoglio per la scomparsa del partigiano Carlo Fantin e solidarietà ai suoi familiari.

  Dopo l’otto settembre 1943, seguito dallo sbandamento dell’esercito nazionale, nel marzo del 1944 Carlo si unisce ad un battaglione partigiano di Giustizia e Libertà con il nome di battaglia “SCAFFA”, e lì combatte per la Libertà fino al 25 aprile 1945.

  Rifondazione Comunista lo ricorda con gratitudine oltre che per aver partecipato alla lotta di Liberazione, anche perchè ha sempre contribuito a mantenere vivo presso le generazioni che si sono soccedute lo spirito antifascista che lo ha animato.

 

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Fermate quella oratrice!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 6 febbraio 2014

Il 16 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo.

L’amministrazione comunale, non sappiamo se per dabbenaggine oppure per voluta strumentalizzazione di una giornata di riflessione su un periodo funesto della storia italiana, mette in campo una manifestazione pubblica nella quale interverranno esponenti nostalgici dell’oppressione nazifascista, con l’effetto pratico di riabilitare l’ideologia degli irriducibili fascisti che dall’8 settembre 1943 fino alla giornata della Liberazione hanno combattuto a fianco dei tedeschi contro le forze alleate e partigiane.

Ci riferiamo in particolare al ruolo pubblico svolto dalla signora Francesca Montagni Marchiori, che svolge con sollecitudine e vivo attivismo il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini”, ed in tale veste animatrice di siti internet dove si tramanda l’ideologia dell’estrema destra che tanti lutti ha prodotto a centinaia di migliaia di italiani.

La signora Francesca Montagni Marchiori, in qualità di Vicepresidente dell’Associazione Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini”, è intervenuta più volte nella pagina che l’Associazione Nazionale Bersaglieri ha, incautamente secondo noi, riservato a questo Battaglione nero (http://www.bersaglieri.net/default.aspx?S=1&L=1&D=293&idF=17&idM=62936 ), pagina che getta discredito agli innumerevoli meriti acquisiti in ben altre situazioni e con ben altre finalità dal Corpo dei Bersaglieri.

In questa pagina internet troviamo le motivazioni “simboliche” che hanno portato alla costituzione di questo Battaglione nero:

Questi ragazzi poi erano stati cresciuti nel sogno dell’uomo nuovo e della grande Nazione, non hanno potuto sopportare il tradimento di Casa Savoia e hanno portato fino all’estremo sacrificio il loro giuramento. Loro hanno tutto il mio amore, la mia stima e la mia missione” scrive accorato il Presidente dell’Associazione Battaglione “Benito Mussolini”, e successivamente, lo stesso Presidente dell’ Associazione Battaglione “Benito Mussolini” ricostruisce la nascita del Battaglione ripercorrendo le vicende del fondatore con queste parole:

Veneziano di nascita, volontario a 18 anni nella guerra di Spagna e poi in un Battaglione “M” nella Seconda Guerra mondiale, Cozzarini, sorpreso a Milano dall’armistizio e rientrato immediatamente nella sua caserma di Caserta, che trovò deserta, non si rassegnò agli eventi e riuscì a raccogliere attorno a se militari sbandati e volontari di ogni età ed estrazione, prima formando un plotone, poi una compagnia, infine – con una forza di circa 700 uomini – un Battaglione, denominato poi anch’esso Battaglione Mussolini, inquadrato nelle Forze armate tedesche, e impiegato nel settore operativo Falciano – Mondragone.

Ma al di la delle vicende specifiche del Battaglione “Benito Mussolini”, la signora Marchiori, sempre in veste di Vicepresidente, in occasione della morte del ex “presidente onorario” dell’Associazione di volontari “Benito Mussolini”, il 13 Agosto 2013 non ha mancato di far avere il suo saluto di commiato al sito di un’organizzazione politica denominata Unione per il Socialismo Nazionale – R.S.I. (http://socialismonazionale.wordpress.com/2013/08/21/presente-3/ dove R.S.I. è il triste acronimo che per riprodurre le iniziali della Repubblica Sociale Italiana aggiunge alla sua denominazione la specifica di Raggruppamento Sociale Italiano, questo il simbolo adottato).

L’ organizzazione politica Unione per il Socialismo Nazionale – R.S.I., al

Il simbolo di ispirazione nazi-fascista dell'Unione per il Socialismo Nazionale

Il simbolo di ispirazione nazi-fascista dell’Unione per il Socialismo Nazionale

fine riteniamo di aggirare le norme Costituzionali di divieto di ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, rifugge dall’utilizzare in qualsiasi suo atto statutario il termine “fascista”… ma non si fa problemi di allegare allo Statuto (http://socialismonazionale.wordpress.com/statuto/) di detta organizzazione politica un ALLEGATO 2 denominato “Tavola dei valori” dove, tra l’altro, si legge:

  • Promulgazione di una Nuova Costituzione Repubblicana in sostituzione della attuale Costituzione ormai desueta e antistorica.
  • Tutela dell’integrità nazionale territoriale e amministrativa da tutte le mire da localistiche foriere di minacce secessioniste
  • Creazione di una Repubblica Presidenziale a Partecipazione Popolare
  • Riconquista della Sovranità Nazionale: militare, culturale, monetaria economica, politica.
  • Ricostruzione dell’integrità morale del cittadino italiano
  • Riforma del sistema scolastico come istituzione educativa nazionale
  • Ricostruzione del nucleo familiare come pilastro fondamentale della società.

ed altre amenità del genere.

Ebbene, questa signora Marchiori è stata chiamata dal Sindaco Zanantoni a chiudere la celebrazione della Giornata del Ricordo con una lettura pubblica che si terrà domenica 16 nella piazza della Ex Filattice.

Ripetiamo, non sappiamo se questa operazione è il frutto di dabbenaggine politica oppure se sia un’operazione imbastita di nostalgia ed indice di una pressante strumentalizzazione in chiave nazionalista di eventi storici, le foibe in primis, utilizzata al solo fine di riabilitare i criminali nazisti e i loro fiancheggiatori fascisti, ma la nostra conoscenza delle scelte politiche di questo Sindaco ci fanno propendere per questa seconda interpretazione, e riteniamo pertanto urgente schierarci per l’ennesima volta a difesa della Costituzione TUTTA, compreso il suo ineliminabile monito antifascista.

Nel fare questa dichiarazione richiamiamo le forze democratiche ad analogo atteggiamento di ripulsa del revisionismo fascista; è urgente e non più rinviabile l’azione delle forze democratiche, progressiste e antifasciste nel porre un argine a questi tentativi di giustificazione e di mitizzazione di coloro che si sono indegnamente alleati all’oppressore nazista.

Se invece dovesse essere uno “svarione” politico verificatosi ad “insaputa” del Sindaco siamo ancora in tempo a porre rimedio; il Sindaco si dissoci da questa presenza dequalificata e ne rifiuti non solo l’intervento pubblico ma anche la sua partecipazione alla manifestazione!
In caso contrario invitiamo gli antifascisti e tutti i democratici a non partecipare alla manifestazione e a prendere posizione, anche con azioni pubbliche di protesta, su un tema così pressante come la strumentalizzazione personale e politica della storia e di passaggi fondativi della democrazia italiana.

La locandina della celebrazione ufficiale

La locandina della celebrazione ufficiale

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Sentieri partigiani 2013 – nona edizione

Posted by PRC Muggiò su domenica 24 marzo 2013

“Certi uomini sono quello che i tempi richiedono.
Si battono, a volte, muoiono, per cose che prima di tutto riguardano loro stessi.
Compiono scelte che il senno degli altri e il senno di poi stringono nella morsa
tra diffamazione ed epica di stato.
Scelte estreme, fatte a volte senza un chiaro perché, per il senso dell’ingiustizia provata sulla pelle, per elementare e sacrosanta volontà di riscatto…
Le storie non sono che asce di guerra da disseppellire”
.
da Asce di Guerra di Vitaliano Ravagli e Wu Ming

L’associazione Olinda dal 2005 organizza giornate aggregative nelle tre domeniche precedenti il 25 Aprile con la finalità di fare trekking sui monti della Lombardia, del Piemonte e dell’Emilia Romagna scoprendo quelli che furono i sentieri percorsi dai partigiani. La presenza di alcuni protagonisti di quelle vicende fornirà storie preziose su quei luoghi che durante la lotta di liberazione furono teatro di battaglia.

L’iniziativa è gratuita e può essere una buona occasione per conoscere nuove persone, stare a contatto con la natura insieme agli amici o in famiglia considerando la piacevolezza dei percorsi adatti anche ai bambini.

per informazioni
t. +39 3397282610
brighela@tiscali.it

 

7 aprile 2013 ore 08.00
CASSANO VALCUVIA MONTE SAN MARTINO (VA) 
 
14 aprile 2013 ore 08.00
VARALLO ALPE PIANO (VC) 
 
21 aprile 2013 ore 08.00
RIVA DI SOLTO COLLETTO (BG)
 

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Sentieri partigiani – ottava edizione

Posted by PRC Muggiò su domenica 25 marzo 2012

Sono diversi anniche l’associazione Olinda è attiva nell’organizzazione di trekking sui monti. Abbiamo calcato moltissimi sentieri, con l’obiettivo di creare momenti di aggregazione e socialità non solo al Paolo Pini, ma anche in quei luoghi ed in quelle atmosfere che solo le montagne sanno trasmettere. Negli ultimi anni abbiamo unito alla finalità naturalistica delle passeggiate, la riscoperta di alcuni sentieri di montagna, che furono teatro di battaglia durante la lotta di liberazione. Oltre all’interesse specifico per l’argomento, la presenza di alcuni dei protagonisti di quelle vicende, ha fornito preziose informazioni lungo gli itinerari, coinvolgendo molto i presenti. Un ruolo forte hanno giocato gli scenari spettacolari e la piacevolezza dei percorsi, adatti anche ai bambini.

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Lutto per la morte del partigiano Umberto DIEGOLI

Posted by PRC Muggiò su sabato 14 gennaio 2012

DIEGOLI UMBERTO PARTIGIANO COMBATTENTE DELLA 3° GAP RUBINI (Brigate Garibaldi), ex deportato politico nel campo di concentramento di Mauthausen  è deceduto la notte del 13 gennaio 2012.

I funerali si svolgeranno a Muggiò in piazza Garibaldi, presso la chiesa S. Pietro e Paolo, lunedì 16 gennaio alle ore 15,30.

Esprimiamo al figlio Marco ed ai familiari  i nostri sinceri sentimenti di cordoglio e di solidarietà.

Il partigiano Umberto Diegoli

Il partigiano Umberto Diegoli

Nato a Monza il 23 maggio 1926. 
Professione: operaio ribattitore presso la Breda (sezione V: Aeronautica) di Sesto.

Arrestato la mattina del 13 febbraio 1944 presso la sua abitazione, a Monza, per aver preso parte, a 17 anni, ad un’azione partigiana (attentato alla Casa del Fascio di Sesto del 10 febbraio 1944). 
In un rapporto del febbraio 1944 del Gabinetto di Prefettura di è scritto: Diegoli Umberto, classe 1926 – “Confessa di aver lanciato due bombe e di aver partecipato ad altri attentati”. 

Incarcerato a Monza, trasferito poi a S. Vittore, trasferito a Fossoli il 27 aprile 1944.  
Inviato il 21 giugno 1944 a Mauthausen, e lì giunto il 24 giugno 1944.
Trasferito il 5 luglio 1944 a Wels presso la fabbrica ” Flugzeugwerke Wels”. 
Trasferito quindi a Linz.
Evaso da Linz il 10 aprile 1945 con Antonio Paleari.

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La compagna Nori Brambilla Pesce, partigiana, ci ha lasciati

Posted by PRC Muggiò su martedì 8 novembre 2011

Giovanni Pesce - il comandante Visone - e la compagna Nori Brambilla

Rifondazione Comunista è in lutto: il 6 Novembre 2001 è morta Norina Brambilla Pesce, partigiana, nome di battaglia Sandra, medaglia d’argento della Resistenza, compagna del comandante Visone, Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza.

E’ stata iscritta al PCI e poi a Rifondazione Comunista, dirigente nazionale della FIOM. La ricordiamo con queste sue parole:

eravamo giovani, ci sentivamo belle, allegre. E’ giusto che venga fuori anche questa nostra normalità. Non eravamo incoscienti, sapevamo di correre dei rischi. Ma volevamo un’Italia diversa, libera, e non c’era altra scelta oltre a quella di resistere e combattere”.

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Auguri Italia!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 17 marzo 2011

150° UNITA’ D’ITALIA

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