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Posts Tagged ‘Sandro Sisler’

I MERAVIGLIATI SIAMO NOI

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 31 ottobre 2012

O forse dovremmo dire sconcertati.
Sconcertati dalla parole del sindaco Zanantoni che nell’edizione del Giornale di Monza del 23 ottobre 2012 non crede ai propri occhi: avviso di garanzia per presunte tangenti da 30.000 euro all’amico, ed ex collega di Giunta a Muggiò,  Sandro Sisler.
Sisler, ex assessore all’urbanistica a Carate e Muggiò, presidente Aler di Monza e Brianza e coordinatore del PDL della provincia di Milano, è accusato di aver intascato (ovviamente a sua insaputa, nel cruscotto dell’auto…) una cospicua tangente per alcuni favori edilizi.
Che il sindaco non creda ai propri occhi è cosa abbastanza prevedibile: non è un caso che durante il su primo mandato da sindaco (1999 – 2004) non tutto fu rose e fiori. Ci sembra di ricordare che fu la sua Giunta a non accorgersi che impegnare i soldi della Multiservizi nei bond argentini era altamente pericoloso, che non si accorse di aver nominato Assessore un signore che millantava titoli accademici inesistenti, che non si accorse di sottoscrivere titoli derivati altamente rischiosi per le casse comunali, che non si accorse di sottoscrivere una convenzione capestro per il campo sportivo 25 Aprile, che ignorando 3.000 firme di cittadini che chiedevano di resistere allo scempio non si accorse di autorizzare la devastazione del Parco permettendo l’edificazione del Multiplex. Ci sembra di ricordare che Sisler quale membro di Giunta fosse corresponsabile, se non promotore, in alcune di quelle disattenzioni.
Oggi Sisler ha convito con una telefonata il nostro primo cittadino della sua innocenza, ora spetta alla Procura di Monza e Brianza procedere con le indagini.
Spaventa la dilagante corruzione politico-imprenditoriale che, purtroppo, distingue fior fior di politicanti lombardi e brianzoli; ma sul nostro territorio quello che preoccupa è la miopia (o sarà totale cecità?) del sindaco Zanantoni nel curare gli interessi della cittadinanza da un lato, mentre dall’altro (per un’acuta visione politica?), sembra elargire la fiducia sua e della Giunta Comunale che presiede a destra e a manca… come si fa con gli amici di una bocciofila.
Tutto questo si ripercuote nelle azioni e nei progetti che l’Amministrazione promuove sulla città, governata senza professionalità: vi ricordate le trattative che il sindaco ha tenuto negli ultimi anni? Tutto concluse con un danno alla cittadinanza a favore di pochi imprenditori privati (ultimo esempio: come mai dell’area feste non si parla più ma l’area agricola del privato, classificata nel PGT come “rispetto ambientale“, è già stata trasformata di fatto in un parcheggio per camion?).
La scarsa lungimiranza e l’assenza di acume nella scelta degli amministratori pubblici sfiduciano l’operato del sindaco che, sbalordito o meno, se le indagini daranno gli esiti paventati, dovrà ammettere l’abbaglio.

“La politica deve essere fatta con le mani pulite” S. Pertini.

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ECCO CHE SPUNTA IL NOME DELL’EX ASSESSORE ALL’URBANISTICA DI MUGGIO’ ED ORA PRESIDENTE DELL’ALER: SISLER

Posted by PRC Muggiò su martedì 28 agosto 2012

I magistrati hanno indagato l’ex capogruppo Pdl Antonino Brambilla per il ruolo di consigliere nella vicenda
Sequestrati beni per altri 60 milioni di euro, tra cui il cavallo spagnolo Pintor IV

di Pier Attilio Trivulzio da l’Esagono

Generoso Paolo Vivacqua lo era di sicuro. Con il Comune di Ravanusa a cui aveva pagato il restauro del muro di cinta del cimitero e fatto costruire la grande statua col Cristo a braccia aperte che richiama l’identica scultura che t’accoglie quando arrivi a Rio de Janeiro. E poi la palificazione del tratto di strada che conduce al Monte Saraceno, affinché la gente potesse percorrerla, illuminata, anche d’inverno la sera tardi. Aveva donato l’organo alla chiesa e s’era impegnato a pagare il conto di una vetrata che è stata da poco inaugurata. A chi, povero, gli chiedeva un sussidio qualche decina di euro li allungava. Era fatto così. Aveva il cuore d’oro. Aveva invece il braccio corto quando si trattava di pagare le consulenze per i molti affari – anche poco puliti – che trattava. Lo dichiara ai magistrati che l’interrogano l’indagato, ancora agli arresti domiciliari nella sua casa di Paina, Felice Tagliabue, a cui non sono mai state pagate consulenze per 600mila euro per l’intermediazione sui terreni che hanno consentito l’operazione Bricoman Italia in via Marengo, a ridosso della Valassina.

Con Vivacqua, Tagliabue si sarebbe dovuto incontrare il 15 novembre. L’incontro non ci fu perché il giorno prima l’industriale dei rottami e delle false fatturazioni era stato freddato da un killer con cinque colpi di revolver calibro 7,65. All’appuntamento con Vivacqua, Felice Tagliabue si sarebbe presentato con il cognato Mario Riva e il nipote Fausto Terranno. La fissazione dell’incontro è documentata dalla email spedita da Tagliabue a Vivacqua proprio il giorno in cui l’ex rotamat di Ravanusa è stato ucciso. “Paolo Vivacqua – dice Fausto Terranno – aveva promesso di far partecipare mio zio (Tagliabue –ndr) agli utili finali dell’operazione Bricoman, però, ad operazione conclusa, alla sua richiesta d’essere liquidato Vivacqua aveva iniziato a dilazionare nel tempo le spettanze dovutegli”. Dall’affare Bricoman Paolo Vivacqua ha incassato 5,1milioni di euro. Somma che dopo essere stata depositata sui conti delle società Loviro srl e Immobiliare V.L.B. srl è stata ritirata per contanti; la Guardia di finanza sta cercando di capire dove siano finiti.

Ai primi di agosto le “fiamme gialle” sono riuscite ad operare sequestri per altri 60milioni di euro tra terreni a Campobello di Licata e Ravanusa, immobili, a Desio, sette moto d’epoca e perfino tre animali: “Pintor IV” cavallo spagnolo di 9 anni dal manto grigio figlio di Impetuoso VIII e Acurela III adatto anche ai concorsi; il pony “Mah” e il frisone “Feoris”. Mentre i carabinieri stanno cercando di dare un volto al killer che ha ucciso il rotamat appena concluso l’affare che gli avrebbe dovuto cambiare la vita. E sì, perché con quei 5,1milioni di euro Vivacqua avrebbe smesso il traffico delle false fatture, chiuso l’impianto di rottamazione di Gessate e si sarebbe goduto la vita assieme alla compagna rumena Lavinia Mihalache. Come dargli torto. Abbandonate le false fatturazioni dopo l’incriminazione della Procura di Brescia, per sei anni Vivacqua aveva deciso di investire i proventi delle illecite fatturazioni nell’acquisto di terreni. Soprattutto quelli di via Marengo a Carate Brianza. Un grosso affare iniziato con rilevare nel 2006 dai fratelli Premarini la Loviro srl che possedeva i terreni di via Marengo e quindi quelli della Edil Casa ceduti alla Edil V.L.B. Quattro anni di trattativa e impegno finanziario che aveva portato alla stipula di un contratto preliminare di compravendita “subordinata all’approvazione in un piano di lottizzazione del comune di Carate”.

Per seguire le pratiche Vivacqua aveva scelto l’avvocato bolognese Loreno Magni e l’architetto Giorgio Aldeghi. E soltanto dopo l’approvazione del piano di lottizzazione, il 12 settembre 2011, aveva firmato il contratto definitivo. Ma per arrivare a questo atto finale era stato necessario distribuire mazzette alla “cooperativa”. Che era riuscita ad organizzare anche un “Consiglio straordinario” composto da Sandro Sisler, Silvio Citterio, Paolo Bertacco, Carlo Camesasca, Maurizio Altobelli, l’architetto Giancarlo Parma, responsabile dell’ufficio Urbanistica e Davide Aldeghi in rappresentanza dello Studio Aldeghi. “Riunione ristretta ad hoc di cui ti comunico in via riservata i rappresentanti”, scrive Giorgio Aldeghi nell’email inviata all’indomani all’avvocato Loviro Magni ed aggiunge: “Ho sentito l’avvocato Antonino Brambilla (ora agli arresti domiciliari per l’affare Ponzoni e ultimo indagato nell’operazione Carate Nostra della magistratura monzese – ndr) e mi ha detto che possiamo inserire le superfici e i parcheggi come previsti dall’opzione e con l’aggiunta: aumentabili sia nella superficie coperta che nei parcheggi in conformità a quanto previsto nella planimetria allegata, che ha ottenuto l’assenso dell’amministrazione comunale di Carate Brianza nella riunione tenutasi presso il municipio il giorno 22 novembre 2010”.

A fronte di un maggior impegno di 200mila euro Bricoman – che garantisce 5,3milioni di euro – chiede la costruzione di un edificio di 5.315 mq di cui 275 mq all’ammezzato per uffici; area esterna drive di almeno 2.040 mq, ulteriore area esterna di 1.120 mq. Con una superficie coperta dei fabbricati di 5920 mq con edificio principale di 5.040, parcheggi per 250/260 posti ed apertura centro commerciale di 2.490 mq di vendita complessiva di cui 2.235 coperta e 255 di vendita drive in”. Questa opzione ottiene parere preventivo il 12 ottobre 2010. Però il Cda di Bricoman non s’accontenta: vuole 116 mq in più di SLP dell’edificio, area drive in di 3.175, ulteriore area scoperta di 1.340 mq e 70 ulteriori posti auto. Tallardo, incaricato di Bricoman riesce a far convocare il “Consiglio” straordinario ristretto di novembre che dà parere positivo ufficioso. Ed è poi così che in Consiglio il progetto viene definitivamente approvato.

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