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Posts Tagged ‘sblocca Italia’

Acqua pubblica: passo dopo passo si torna indietro

Posted by PRC Muggiò su lunedì 21 settembre 2015

Approvata la Riforma della Pubblica Amministrazione: un ennesimo attacco del Governo ai referendum e alla volontà popolare

Passo dopo passo, si torna indietro

Ieri mattina il Senato ha licenziato in via definitiva la cosiddetta Riforma della Pubblica Amministrazione.
Nel corso dell’esame parlamentare questo disegno di legge si è trasformato in un ennesimo provvedimento omnibus con cui il Governo si arroga una serie di deleghe in bianco.

Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua c’interessa denunciare il fatto che con tale provvedimento il Governo avrà il potere di ridefinire la disciplina in materia di servizi pubblici locali con indicazioni esplicite volte al rilancio dei processi di privatizzazione.

Infatti, dietro la propaganda della razionalizzazione delle aziende partecipate dagli Enti Locali si cela un preoccupante disegno per l’aggiramento della volontà popolare espressa a giugno 2011 attraverso i referendum.
Diverse norme puntano a limitare drasticamente la possibilità di gestione pubblica, incentivano i processi di aggregazione, favoriscono attraverso premialità economiche la perdita del controllo pubblico dei soggetti gestori. Inoltre, si arriva addirittura a prevedere un sistema sanzionatorio per la mancata attuazione della cosiddetta razionalizzazione delle partecipate, basato sulla riduzione dei trasferimenti dello Stato alle amministrazioni inadempienti.
Non si obbliga più alla privatizzazione come fece il Governo Berlusconi nel 2009, ma si favoriscono processi che puntano ad raggiungere il medesimo obiettivo attraverso incentivi e premi o ritorsioni e rappresaglie.

In sostanza, si deve privatizzare o con le buone o con le cattive.

Dichiariamo da subito che nei prossimi mesi rilanceremo con forza la mobilitazione per far attuare l’esito referendario e ribadiamo che un’altra strada è praticabile, come dimostra l’esperienza di Napoli in cui il servizio idrico è stato ripubblicizzato e quella di Reggio Emilia dove assolutamente deve riprendere il percorso anch’esso volto ad una gestione pubblica.

Roma, 5 Agosto 2015.

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Attacchi all’acqua pubblica su tutti i fronti

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 luglio 2015

Abbiamo già evidenziato la brutta vicenda della regione Emilia dove, passo dopo passo, si persegue lucidamente la strada di rinnegare la scelta democratica e progressista di 27 milioni di italiani (in settimana il consiglio locale di Atersir ha votato a favore dell’apertura della gara per l’affidamento dei servizi idrici e della gestione dei rifiuti a terzi).

Non è un’eccezione nel panorama italiano, ma uno dei tanti casi nei quali, con l’insediamento del governo PD di Renzi e della sua rete di uomini di potere collusi con l’ideologia del profitto privato e del capitale, si è smarrita la missione delle forze di sinistra.

Di seguito riportiamo un interessante dibattito che è chiarificatore delle posizioni in campo.

—————————————————————–

Risposta di Emilio Molinari a Erasmo D’Angelis.

Prima dei contenuti colpisce il linguaggio di quanto scrive su il manifesto Erasmo D’Angelis, nuovo direttore dell’Unità (giornale fondato da Antonio Gramsci), rivolgendosi a Marco Bersani a proposito di privatizzazione dei servizi pubblici locali e idrici in particolare (http://ilmanifesto.info/erasmo-dangelis-lo-sblocca-italia-e-di-sinistra/). Rozzo, con paradossi estremi, nel giudicare coloro che difendono il servizio pubblico, D’Angelis dice che l’Italia è “l’ultimo paese sovietico d’Europa” e chi sostiene i servizi pubblici è fermo a Giolitti (liberale) cioè ad un Paese arretrato e miserabile, dove“la civiltà e il progresso si misuravano nella gratuità e nell’universalità dei servizi” (presumo intendesse l’universalità del diritto all’acqua potabile).

Ne discende che per l’ex presidente di Publiacqua Spa il diritto è un qualcosa che si acquista e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, testuali parole di D’Angelis, “si esprime comprando azioni delle imprese” e giocando in Borsa. E’ un modo di pensare che merita di essere ripreso, perché vi si possono leggere, brutalizzate, le fondamenta di quel pensiero politico e di quella cultura amministrativa che oggi, come un cancro, sta uccidendo la Comunità Europea, la Grecia, la democrazia; che strangola i Comuni, li spinge alla privatizzazione ricattandoli con lo Sblocca Italia (che per l’Erasmo è di “sinistra”, cretini noi a non capirlo) e si sta disfacendo non solo delle aziende municipalizzate ma anche delle Istituzioni.

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Io, lo confesso, sono vecchio ed ho rispetto per la storia. Penso che ci siano diritti e servizi fondamentali che attengono alla vita degli essere umani, l’accesso ai quali deve essere garantito a tutti, universalmente e gratuitamente (nel minimo) per vivere decentemente. Questa è la missione della politica dei “beni comuni” dalla Rivoluzione francese in poi. Non so se Turati e altri socialisti, oggi, avrebbero cambiato idea come dice l’Erasmo; so che questo è il pensiero della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e delle Costituzioni italiana ed europee nate dalla Resistenza e lo è stato della politica d’ogni colore… fino all’arrivo dei Chicago Boys.

Noi, inoltre, non abbiamo mai parlato di totale gratuità per tali servizi, abbiamo detto che non si devono fare profitti e che si deve garantirne l’accesso; abbiamo detto poi che la fiscalità generale deve garantire tali servizi e la loro efficienza e che questa è una priorità superiore agli armamenti, ad Expo, alle grandi opere inutili disseminate sul territorio italico ed alle migliaia di Enti inutili.

Chiariamoci subito alcune questioni: il movimento dell’acqua non ha mai difeso gli ottomila Enti pubblici, molti dei quali inventati dalla casta.

Le domande, a questo proposito, sono altre.

Perché, se proliferano gli Enti inutili, per la casta politica che li ha generati diventa un buon pretesto per privatizzare servizi essenziali come quelli idrici, dello smaltimento dei rifiuti o del trasporto pubblico?

Perché la questione morale, l’inefficienza, la corruzione degli amministratori pubblici devono essere impugnate dagli stessi come ragione per svendere al privato il patrimonio pubblico?

Perché il Sud viene presentato come il modello corrotto ed inefficiente, dimenticando che i servizi idrici del sud (salvo Napoli e l’acquedotto pugliese in house che se la cavano) sono già stati tutti privatizzati?

Perché non si denuncia che in Italia gli investimenti nei servizi sono 10 euro per persona all’anno contro gli 80/120 in Europa ?

Chi non investe sono coloro che tagliano la spesa pubblica e strangolano i Comuni e tutti quei privati a cui è stata affidata la gestione del 50% dei servizi idrici italiani (in particolare Acea, Iren, A2A, Hera, Suez, Veolia, tutte quotate in borsa). Vorrei fare una scommessa, sicuro di vincerla: sono convinto che tutti gli amministratori indagati per corruzione siano stati sostenitori delle privatizzazioni!!!

Perché non si vuole vedere quali disastri hanno fatto nel nostro Paese i privati: Parmalat, Cirio, Fiat, Ilva e poi Telecom, Alitalia ecc.?

Provi, D’Angelis, ad andare in Liguria ed a chiedere ai cittadini un po’ anziani cosa pensano di Iren, o provi a Milano a chiedere come funziona la quotata in borsa A2A; vedrà quanta nostalgia per la vecchia municipalizzata AEM che funzionava benissimo.

E’ immorale, questo sì, sentire tanta furia privatizzatrice e tanto accanimento contro ogni gestione pubblica da chi ricopre da anni ruoli di amministratore della cosa pubblica.

Erasmo D’Angelis è stato: Consigliere regionale, Presidente di Publiacqua, Presidente della Commissione Ambiente, Sottosegretario alle infrastrutture e trasporti e infine responsabile dell’unità contro il dissesto idrogeologico. E’ mai possibile che uno che ha ricoperto tante cariche pubbliche e gestito direttamente aziende pubbliche, debba essere l’accusatore della mala gestione e si permetta di definire i movimenti ed i 27 milioni di cittadini che hanno votato per la ripubblicizzazione come retrogradi sovietici?

Viene spontaneo chiedersi: ma dove ha vissuto e dove vive costui?

Dove si è costruito una simile lettura del passato e del presente, dell’Italia e dell’Europa?

In Europa e nel mondo le cose vanno in modo diverso da quanto D’Angelis sostiene: Parigi, Bordeaux, Nizza, Stoccarda, Berlino, Napoli, hanno ripubblicizzato; in Olanda ed in Belgio non hanno mai privatizzato; l’Irlanda è stata percorsa da manifestazioni per l’acqua pubblica; la Commissione del Parlamento europeo ha di recente votato per l’acqua diritto umano e aperto la discussione sul bene comune non mercificabile.

Dal marzo 2000 al marzo 2015 si sono verificati nel mondo 235 casi di rimunicipalizzazione dell’acqua in 37 Paesi diversi, per un totale di più di 100 milioni di persone; la maggioranza delle città sono in Francia (94) e negli USA (58, tra cui Atlanta e Houston); in Colombia Bogotà, in Argentina Santa Fè, Rosario, Mendoza, la provincia di Buenos Aires, in Guinea Conakry, in Uganda Kampala, in Mali Bamako, in SudAfrica Johannesburg, in Malesia Kuala Lumpur, ecc.

Tutti bolscevichi? Tutti non hanno capito la “modernità”?

I ricercatori dell’Università di Greenwich hanno anche indicano le ragioni di insoddisfazione per la gestione privata: scarsi investimenti in infrastrutture; degrado nella qualità dell’acqua; mancanza di trasparenza sui costi e sull’aumento delle tariffe; crescita esponenziale dei costi; rischi ambientali; non trasparenza finanziaria; riduzione dei posti di lavoro e prestazione di servizi scadenti.

Infine mi chiedo: ma il nostro detrattore della cosa pubblica si è accorto che anche il Papa è uno degli ultimi sovietici?

Ha letto l’Enciclica dove si dichiara, senza se e senza ma, che l’acqua potabile è un diritto umano e non si deve privatizzare né mercificare?

Che facciamo, rottamiamo anche il Papa?

Emilio Molinari

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Privatizzare è facile come bere un bicchier d’ACQUA!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 17 dicembre 2014

Il governo Renzi ha deciso che il referendum del 2011 è carta straccia; basta con i valori dello “scorso secolo” secondo cui la gestione dei beni comuni e dell’acqua debbano essere pubblici, partecipati, su gestione territoriale e senza profitti!

Ben 3 manovre infatti tentano di correggere questo “eccesso di democrazia”:

  • con la “Spending Review” si vogliono razionalizzare tutte le società partecipate dagli enti locali riducendole e demansionando il ruolo della pubblica amministrazione;

  • col decreto “Sblocca Italia” si impone ai Comuni di aggregare le società del servizio idrico in un unico grande soggetto, favorendo i grandi capitali finanziari di A2A, Iren, Hera, Acea;

  • Con la Legge di Stabilità si incentivano le privatizzazioni, in modo da dare liquidità immediata ai Comuni; e sotto traccia viene eliminata dall’art.26 del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità (votato nei mesi scorsi alla Camera), la norma che imponeva l’installazione di erogatori idrici per garantire il minimo vitale (circa 40 litri al giorno) a tutti i cittadini, anche se caduti nella morosità incolpevole per la perdita del lavoro e la crisi economica

Le conquiste ottenute negli anni scorsi con l’ampio fronte di realtà sociali coinvolte nei comitati vengono cancellate con una sequela di voti in un Parlamento di non eletti.

il mio votoChi si era esposto per la campagna referendaria del 2011 ha oggi il dovere morale tornare a mobilitarsi.

Ci sono Comuni – come Muggiò – che si sono più volte dichiarati sul tema dell’universalità dei diritti legati all’acqua. Da questi Comuni deve partire una nuova e vasta campagna.

Nel 2010 in Consiglio Comunale si votò all’unanimità una mozione che recita tra le altre cose: “l’acqua rappresenta l’esempio più evidente di un bene comune a livello mondiale, un bene comune che non si può rifiutare agli esseri umani ed alle specie viventi, un bene naturale fondamentale che non può essere sostituito da altre sostanze né si può evitare o posticiparne l’uso, non esistendo scelte alternative”.

E 5 anni prima un’altra mozione, per il “Riconoscimento dell’acqua come bene comune e patrimonio dell’umanità”, approvata a maggioranza col solo voto contrario di Zanantoni e alcuni astenuti dalla destra, impegnava l’allora Sindaco Fossati “a garantire la sicurezza dell’accesso all’acqua, nelle quantità e qualità necessarie alla vita, a tutti i membri della comunità locale, in solidarietà con le altre comunità e con le generazioni future pari a 40 litri di acqua al giorno per ogni persona”.

L’acqua doveva essere uno strumento di pace, di sviluppo umano; oggi si toglie queste diritto elementare dell’acqua quale bene comune e patrimonio dell’umanità ai tanti cittadini in difficoltà economiche!

Si può rimanere in silenzio di fronte a tale spregiudicato arretramento, oppure si può partire dalla petizione disponibile su: www.acquabenecomune.org/petizione per iniziare a rilanciare i valori che sono stati condivisi dal popolo referendario del 2011. Noi ci schieriamo con questo fronte progressista, contro la barbarie di chi vuole privatizzare i patrimoni dell’umanità; se ci sono altre persone di buona volontà che vogliono condividere questa battaglia è bene che si attivino ora.

Volantino_A4_privatizzazioni

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E’ STATO APPROVATO LO “SBLOCCA-ITALIA”. Ecco cosa significa…

Posted by PRC Muggiò su giovedì 6 novembre 2014

1) La prima resistenza allo Sblocca Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere.
Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio.
E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se questo sciagurato decreto “Rottama-Italia” diventerà legge dello Stato.

2) Paolo Maddalena: Fuori dalla Costituzione

Il decreto non difende affatto il territorio, né dalla devastazione ambientale provocata dall’edilizia, dalle cementificazioni e dalle impermeabilizzazioni stradali, né tanto meno dalle privatizzazioni ed alienazioni a privati (anche stranieri).
Il “territorio”, elemento costitutivo della comunità , non è un bene liberamente disponibile da parte del governo o di amministratori locali, ma è nella “superproprietà ” del popolo, a titolo di sovranità .

3) Giovanni Losavio – Una legge illegale

Questa legge è incostituzionale! E tale illegittimità è insuperabile!
Stupisce che il Presidente della Repubblica non abbia colto, visti gli eterogenei provvedimenti qui appaiati, la palese violazione del principio per cui il contenuto dei decreti legge deve essere “specifico, omogeneo e corrispondente al titolo”.
Qui ci sono ben 24 articoli uno più illegittimo dell’altro.

4) Massimo Bray: Sblocca-regole

Sbloccare l’Italia.
Facile a dirsi, abbiamo tutti la necessità di un forte cambiamento che ridia competitività al nostro Paese, ma con questo provvedimento siamo di fronte all’ennesimo intervento
emergenziale e derogatorio con cui si bypassa il dibattito parlamentare.
Se vogliamo realmente cambiare il Paese ingessato dalla burocrazia rivediamo pure le procedure e le responsabilità, ma senza usare le solite vie d’urgenza, che troppe volte hanno favorito la corruzione.

5) Edoardo Salzano: Il cemento un vizio di famiglia

Craxi, Berlusconi, Renzi. Tre autori del disastro.
Con Craxi appare l’“urbanistica contrattata” e la deroga continua alla pianificazione.
Per Berlusconi: “Ciascuno è padrone a casa sua” Renzi: E’ in piena continuità . A quella dei due maestri Matteo aggiunge qualcosa di suo: coglie l’occasione offerta dall’austerity
della troika europea. “L’Europa lo chiede” è uno slogan che supera la necessità di ricorrere alle occasionali “emergenze” spesso artatamente provocate da Bettino e da Silvio.

6) Paolo Berdini: Mani sulla città

Il decreto legge Stordisci-Italia interviene sul territorio con tre linee di azione.
– Con le “Misure per la semplificazione burocratica”, perfeziona il dominio del sistema finanziario sulle grandi opere e sulle città.
– Cancella il principio di civiltà che obbligava i costruttori ad eseguire in forma unitaria le opere di urbanizzazione.
– Infine completa la distruzione delle regole urbanistiche.

7) Vezio De Lucia: Bagnoli negata

Diciamoci la verità , il progetto Bagnoli non è mai piaciuto a chi conta davvero a Napoli e in Italia, e cioè al mondo della finanza e degli interessi immobiliari.
Il parco di oltre cento ettari, in una città nota per la totale assenza di verde pubblico, è stato considerato uno spreco e una follia degna di Erasmo da Rotterdam.
A far piazza pulita del sogno napoletano di un grande spazio pubblico sul mare ci ha pensato Matteo Renzi: l’articolo 33 è il deprofundis della bonifica ambientale e della rigenerazione urbana di Bagnoli e Coroglio.

8) Salvatore Settis: Silenzio-assenso

ll principio del “silenzio-assenso” , così come introdotto nella materia urbanistica e paesaggistica, è contrario alla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Lo Sventra-Italia:
– cancella del tutto l’autorizzazione paesaggistica per le telecomunicazioni.
– rimuove le autorizzazioni per “interventi minori privi di rilevanza paesaggistica”.
– sostituisce la “denuncia di inizio attività ”con una autocerficazione insindacabile;
– e si inventa un “permesso di costruire convenzionato”, vera e propria “licenza di uccidere” che affida al negoziato fra privati e Comune l’intero processo.

9) Tomaso Montanari: Svendi-Italia

Il decreto Svilisci-Italia lascia alla fantasia di ciascuno degli 8.057 comuni italiani ogni eventuale progetto per cambiare destinazione agli immobili del demanio statale non utilizzati.
Il governo “Renzusconi” non ha nessun progetto sociale per lo spazio pubblico  inutilizzato.
L’unico progetto è fare cassa. Avevamo sperato di vedere le caserme trasformate in scuole, musei, biblioteche, asili pubblici, centri culturali per i bambini, i giovani e gli  anziani.
E invece no: saranno outlet, resort di lusso, supermercati, sale giochi.

10) Luca Martinelli: Il diavolo nel comma, la Orte-Mestre

Per la Orte-Mestre, Lupi (ministro delle infra-storture) ha confezionato un apposito comma: via libera alla più insensata tra le grandi opere, che attraverserebbe una fetta di territorio di circa 400 chilometri, dal Lazio al Veneto.
Lo Sfigura-Italia riapre la possibilità di accedere al “finanziamento pubblico indiretto”.
Lo Stato, cioè , potrà di nuovo farsi carico di una parte dei costi di realizzazione di questa autostrada “scontando” al concessionario l’IVA, l’IRES e l’IRAP! Mentre i cittadini pagano tutto senza sconti.

11) Anna Donati: Blocca-città

Nel decreto Sotterra-Italia ci sono molte autostrade (47% dei fondi), qualche ferrovia (25%) , poche reti tramviarie e metropolitane (8,8%), NIENTE per l’acquisto di autobus e treni per i pendolari.
La solita lista di grandi opere che vengono direttamente dal passato a base di asfalto, cemento, petrolio, consumo di suolo.
Dunque la politica del governo Renzi sulla mobilità e le infrastrutture non “cambia verso”.
I pendolari dovranno aspettare il prossimo treno del cambiamento!

12) Maria Pia Guermandi: I predatori del territorio perduto

Lo Sfigura-Italia è la negazione in radice delle pratiche di pianificazione, fino a sospendere la valenza di piani urbanistici e paesistici, e delle loro garanzie di tutela.
L’intervento degli organismi di tutela è compromesso: quasi ospiti indesiderati, subentrano (e pure poco..) solo a “cose fatte”, mai a livello progettuale. Anche in fase di verifica successiva la loro azione può essere di “mitigazione del danno”, mai di opposizione radicale.
Invece che inserire, come vorrebbe la Convenzione di Malta, gli organismi di tutela fin nelle prime fasi progettuali, lo Sfiducia-Italia li espelle dai tavoli decisionali, confinandoli ad un ruolo marginale e mai inappellabile.

13) Pietro Dommarco: Come raschiare il fondo del barile

Con lo Stronca-Italia Renzi ha deciso di tendere una grande mano alle compagnie petrolifere. La prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi in terraferma ed in mare (compresi i nostri stupendi Golfi e le Isole Egadi), le infrastrutture dedicate al trasporto, alla rigassificazione ed allo stoccaggio sotterraneo del gas, comprese quelle di “servitù ” per l’Europa avranno “carattere di interesse strategico […] di pubblica utilità , urgenti e indifferibili”.
Se dovessero andare in porto tutti i progetti, magari in deroga ai poteri statali, la Basilicata passerebbe da un 35% di territorio interessato ad un 64%, l’Abruzzo dal 26% all’86%, l’Emilia Romagna dal 44% al 70%…

14) Domenico Finiguerra: Sblocca-inceneritori

Soffoca-Italia : “Entro 90 giorni il presidente del Consiglio dei ministri, […] individua gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno (SIC) di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell’ autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore”.
Non è vero! Non esiste alcuna Direttiva europea che ci obblighi ad incenerire una quota dei nostri rifiuti! Mentre tutti i Paesi europei abbandonano lo smaltimento dei rifiuti in
forno, imboccando la strada del riciclo nel rispetto dell’ambiente, della salute ed anche di riduzione dello spreco vista la scarsità delle risorse, il governo Renzi impone la  realizzazione di nuovi impianti.
E chissenemporta delle migliaia di firme per la Legge RIFIUTI ZERO contro gli inceneritori!

15) Anna Maria Bianchi: Carne da mattone

1) Lo slogan “tempi più rapidi” è il primo passepartout perché permette di comprimere il periodo necessario ad effettuare le verifiche per prendere decisioni circostanziate.
2) “la semplificazione burocratica”: si aggirano le regole e si riduce la gestione democratica delle decisioni.
3) Il terzo atto è lo spostamento sul soggetto privato di tutta una serie di poteri che dovrebbero restare in capo all’amministrazione pubblica.
DUE gli“effetti collaterali”: la ormai residuale partecipazione dei cittadini alla  trasformazione del territorio, e la mancanza di trasparenza sulle decisioni.

16) Antonello Caporale: Sblocca-corruzione

Lo Strozza-Italia sblocca anzitutto l’idea che la velocità sia il valore supremo. Fare  qualunque cosa, e in fretta!
Alla velocità la filosofia renziana aggiunge la voracità: fare a prescindere.
Ha a che fare col cemento, con la cultura del predominio del costruito sul restaurato, dell’opera grande, grandissima, e visibile, maestosa. Bisogna far girare le betoniere e impastare i soldi che non ci sono.
Ecco che la Sinistra che ieri era allarmata da una cosı̀ estrema virtù del “fatto”, oggi è silente. Stordita, non interessata più di dare alla propria storia e alle proprie battaglie un senso logico, una dignità e una coerenza.

17) Carlo Petrini: Un’altra idea di sviluppo

Nello Storta-Italia non vi è traccia di zero consumo di suolo e delle relative iniziative, non vi è nemmeno traccia degli obiettivi europei in termini di gestione del territorio: per Bruxelles si dovrà raggiungere l’occupazione di terreno pari a zero entro il 2050.
Anziché fermare la colata di cemento, qui la si rilancia!
Questo decreto è cosı̀ surreale e fuori dal tempo che è quasi impossibile scacciare il pensiero che a scriverlo sia stato un manipolo di lobbisti disperati, che non ha minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa povera Patria, non ha nessuna lungimiranza per il suo futuro, per la sopravvivenza dei nostri figli, per la bellezza che i loro occhi hanno il sacrosanto diritto di vedere nonostante le nostre ambizioni di produzione interna lorda!

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