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Posts Tagged ‘sciopero generale’

[8 marzo] Sciopero generale delle DONNE

Posted by PRC Muggiò su sabato 4 marzo 2017

Maggiori info: nonunadimeno

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Solidarietà ai lavoratori Fiat. Adesione allo sciopero generale Fiom del 28!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 28 gennaio 2011

La situazione che è stata creata dalla firma degli accordi Fiat di Mirafiori e di Pomigliano è gravissima. La sottoscrizione di nuove regole fortemente penalizzanti per i lavoratori è solo l’ultima fase di un violento attacco ai diritti di tutti i cittadini che è in atto, nel nostro paese, da ormai molto tempo.

Con gli accordi Fiat viene messo in discussione tutto a partire dal diritto di sciopero e dall’applicazione della democrazia nei luoghi di lavoro. I lavoratori non avranno più la possibilità di eleggere i propri rappresentanti sindacali perché questi verranno nominati “dall’alto” e solo da chi ha firmato l’accordo.

I ritmi di lavoro saranno sempre più alti per chi lavora alla catena di montaggio, verranno diminuite le pause. Ci sarà un consistente aumento del carico di lavoro dal momento che sono stabilite un monte ore consistente (fino a 200 ore) di straordinari che i lavoratori saranno obbligati a fare a discrezione dell’azienda. Viene instaurato un sistema “ergonomico” che non permetterà al lavoratore di muoversi e che aumenterà l’alienazione di chi opera in catena di montaggio. Il diritto al dissenso viene cancellato attraverso sanzioni che possono colpire il singolo lavoratore. Sanzioni che potranno arrivare anche al licenziamento per chi eserciterà il diritto di sciopero.
Il primo giorno di malattia potrà non essere retribuito in base a statistiche, imposte dalla direzione aziendale, che stabiliscono la percentuale di assenteismo ammissibile.

Con l’applicazione di questi accordi i lavoratori non saranno più persone ma verranno trasformati in automi, ingranaggi del ciclo produttivo. In pratica i diritti costituzionali verranno bloccati fuori dai cancelli della fabbrica.

Molti dirigenti del maggiore partito di “opposizione parlamentare”, il PD, si sono schierati apertamente con i padroni della Fiat e hanno criticato duramente la posizione della FIOM perché ha deciso di non firmare gli accordi.

Il tentativo è chiaro, si vuole far pagare tutta la crisi ai lavoratori, si vuole far tornare i rapporti di lavoro a situazioni in vigore oltre 50 anni or sono, si vuole isolare la FIOM e chiunque non sia d’accordo con la restaurazione in atto.

Noi comunisti diamo tutta la nostra solidarietà alla FIOM e sosteniamo la decisione di proclamare uno sciopero generale di 8 ore per il prossimo 28 gennaio.

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Sì ai diritti, No ai ricatti – La società civile con la Fiom

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 5 gennaio 2011

La società civile con la Fiom: “Sì ai diritti, No ai ricatti”.
Firma l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari:

don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d’Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa.

(4 gennaio 2011)

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Bene lo sciopero generale. Adesso il governo cambi rotta!

Posted by PRC Muggiò su sabato 13 dicembre 2008

Il PRC ha pienamente condiviso le finalità dello sciopero generale indetto dalla CGIL per il 12 dicembre, considerando la piattaforma programmatica su cui è stato indetto importante per lo sviluppo economico e sociale, per la salvaguarda dell’occupazione e la tutela delle condizioni di vita dei lavoratori, dei precari, dei pensionati e di tutti coloro che “non arrivano alla terza settimana”, per evitare che siano i lavoratori a pagare gli effetti della drammatica
crisi economica mondiale.

Adesso bisogna proseguire, nelle lotte, e non fermarsi, per costruire una vertenza generale per uscire dall’attuale crisi economica a sinistra.
Ecco perché è necessario da un lato aumentare stipendi e pensioni e finanziare la spesa sociale attraverso la tassazione delle rendite e delle specculazioni finanziarie e una patrimoniale, dall’altro dare garanzia a chiunque perda il posto di lavoro della cassa integrazione.

Da questo punto di vista, pensiamo non solo che sia profondamente sbagliata l’assenza del PD dalle piazze e dagli scioperi di oggi, ma anche che questa assenza la dica lunga sulla subalternità del PD alle politiche di Confindustria e, di conseguenza, del governo.

Lo sciopero a Monza 12.12.2008

Lo sciopero a Monza 12.12.2008

Lo sciopero a Monza 12.12.2008

Lo sciopero a Monza 12.12.2008

Lo sciopero a Monza 12.12.2008

Lo sciopero a Monza 12.12.2008

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Sciopero generale CGIL del 12 dicembre: il PD è neutrale!

Posted by PRC Muggiò su giovedì 20 novembre 2008

12 Dicembre Sciopero Generale

12 Dicembre Sciopero Generale

Noi non pagheremo la vostra crisi” è il grido di lotta che dai trasporti, dalla scuola, dall’università, dagli ospedali e dalle fabbriche si diffonde nelle strade e nelle piazze nel Paese.

Ma nel Pd spunta l’ala filo Cisl che dichiara senza mezzi termini essere un errore la mobilitazione Cgil. Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica ora deputato del Pd, la mette giù dura: «La Cgil non è il sindacato, ma un sindacato», con il sott’inteso che Governo, Confindustria, CISL e UIL possono benissimo andare avanti e fare a meno della CGIL.

E fare a meno della CGIL vuole dire che il PD non sosterrà lo sciopero generale del 12 Dicembre 2008 ed anzi, suoi autorevoli esponenti come Fioroni rilasciano dichiarazioni del tipo
«Non è che si può esaltare Obama e poi andare appresso a vecchi riti comunisti. Bisogna togliere le incrostazioni, la Cgil non è la cinghia di trasmissione del Pd e il suo leader non può fare come Giosuè e dire: “fermati sole”».

Va da sé che la risposta dei lavoratori deve essere all’altezza dello scontro che si avvicina. Proprio per questo riteniamo che la Cgil, ed al suo interno la Rete 28 Aprile, deve battersi per l’unificazione delle vertenze in una serie di grandi giornate di lotta e di sciopero generale, oltre che porsi l’obiettivo di rilanciare la convergenza con tutto il sindacalismo conflittuale (Rdb Cub, C. Cobas, Sdl) a partire dalle lotte del movimento degli studenti e dei lavoratori della scuola.

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Accordo sul sistema contrattuale o sciopero generale?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 10 ottobre 2008

Le Confederazioni ed Organizzazioni sindacali CUB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale hanno proclamato uno SCIOPERO GENERALE di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 17 ottobre 2008.
Lo sciopero è indetto per

  • forti aumenti generalizzati per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica – rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito – difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all’istruzione;
  • abolizione delle leggi Treu e 30 – continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale, con forme di reddito legate al diritto alla casa, allo studio, alla formazione e alla mobilità;
  • sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali;
    fermare il razzismo che, oltre a negare diritti uguali e la dignità delle persone, scarica sui migranti la responsabilità dei principali problemi sociali;
  • restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare – pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori – difesa del diritto di sciopero.

Per contro il sindacato confederale tace e continua una trattativa a perdere sul sistema contrattuale che, se portata a compimento, segnerà l’impoverimento programmato dei lavoratori. Dopo un’ennesima stagione di contratti incapaci anche solo di recuperare l’inflazione pregressa e di precarizzazione del lavoro, ci si aspetterebbe che anche CGIL CISL e UIL proclamino lo SCIOPERO GENERALE-NAZIONALE DI TUTTE LE CATEGORIE, uno sciopero che segni una discontinuità con le politiche conniventi di questi anni concertativi e che segni un salto di qualità nella lotta.

Per chi lavora l’unico modo per conquistare contratti dignitosi è promuovere una piattaforma che risponda realmente ai bisogni dei lavoratori mettendo in campo metodi di lotta efficaci. Per fare questo è indispensabile mettere da parte la linea concertativa degli ultimi anni e abbracciare una linea sindacale basata sul protagonismo dei lavoratori.

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