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Posts Tagged ‘sciopero’

In pensione a 70 anni?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 10 novembre 2017

pensioni

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Solidarietà e vicinanza alle lavoratrici ed ai lavoratori della Canali di Carate Brianza e a tutte/i coloro che lottano per la difesa del posto di lavoro.

Posted by PRC Muggiò su giovedì 26 ottobre 2017

pugno_chiuso_salutoOltre 130 licenziamenti alla Canali Spa di Carate Brianza.

Senza preavviso, senza avvisaglie, se non un periodo concordato di assegno di solidarietà e alcune riduzioni orarie.

L’azienda chiude, sprezzante del dialogo aperto nei mesi precedenti coi sindacati.

L’ennesimo “omicidio sociale” in Brianza, cui si aggiunge sia la beffa del finanziamento europeo milionario per lo stabilimento K-Flex polacco, costato il posto di lavoro per quasi 200 dipendenti, sia gli esuberi annunciati da Nokia.

Le tensioni sociali sono alle stelle, anche nel territorio della Brianza, dove produttività e rendita superano gli standard.

Tensioni alimentate dal governo che – con la ridicola legge di bilancio appena varata – non interviene per risolvere di netto il problema della povertà e dell’instabilità, non investe su welfare e diritti. Dopo il Jobs Act sembra di leggere la trama del solito film: abbassare il potere contrattuale dei lavoratori, impoverendoli, per favorire fantomatici investimenti delle aziende sul territorio.

La pazienza ha un limite.

Lo Stato intervenga assieme a tutte le istituzioni locali: se la Repubblica è davvero fondata sul lavoro si faccia qualcosa, si impediscano le delocalizzazioni, si nazionalizzino i settori produttivi, si elimini la povertà e la precarietà, si crei lavoro!

Occorre pianificare e investire per invertire la desertificazione produttiva, manifatturiera e industriale del territorio, per contrastare la disgregazione dei rapporti sociali.

I sindacati di base sono in fibrillazione e hanno proclamato lo sciopero generale, anche il leader CGIL ha rispolverato la parola “sciopero” dal vocabolario: noi non ignoriamo questi segnali e sosterremo le legittime rivendicazioni e proteste del mondo del lavoro.

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Monza e Brianza

via Borgazzi 9, Monza 20900

www.brianzapopolare.it

Monza, 19 ottobre 2017

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Il lavoro al nostro tempo

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 marzo 2017

altan-da-la-repubblica-del-30-agosto-2011.jpg

Leggi il comunicato di solidarietà del PRC Muggiò.

Succede che un imprenditore voglia aprire un’attività produttiva senza assumere manodopera e che perciò si rivolga ad una “cooperativa” a cui delega tutta la gestione della produzione e del personale.

Succede però che la “cooperativa”, costituita a stragrande maggioranza da lavoratori stranieri, non applichi il contratto di lavoro previsto, non paghi malattia, straordinari e ferie ed inoltre il “responsabile” si renda colpevole di molestie sessuali.

Succede che i lavoratori si arrabbino, si organizzino in un sindacato, scioperino ed ottengano il licenziamento del “responsabile” e la sostituzione della “cooperativa”.

Succede che la nuova “cooperativa” (che non a caso si chiama Etika, con la Kappa), continui a comportarsi come la precedente, i vari incontri con le parti risultino inconcludenti e che di conseguenza continuino anche gli scioperi ed i presidi ai cancelli.

Succede allora che l’imprenditore chieda che i lavoratori iscritti al sindacato non lavorino più per lui, licenziandoli di fatto. Alla faccia del “lavoro di squadra e affiatamento” pubblicizzati negli slogan aziendali.

Succede quindi che la “cooperativa” convochi altri lavoratori in sostituzione di quelli licenziati i quali però bloccano i cancelli dell’azienda per impedirne l’accesso.

Succede che questi ultimi vengano manganellati dai carabinieri, (clicca e guarda il video) i media ne parlino ed intervengano finalmente le Autorità per tentare di trovare una soluzione condivisa.

Succede anche che in Consiglio Comunale c’è chi – tra le massime cariche cittadine – vuole salvare capra e cavoli, l’imprenditore e i lavoratori depredati dei diritti contrattuali, il manganello e il manganellato, il boia e il condannato.

Non è la sceneggiatura di un film ma è quanto avvenuto e sta avvenendo alla TONCAR di via Sondrio a Muggiò tra i 90 lavoratori organizzati dal SOL COBAS e la proprietà dell’azienda.

Una situazione che evidenzia quanto ormai il lavoro manuale non sia un valore in sé ma accessorio come tanti altri del processo di produzione e come tale venga usato. Un accessorio così come vengono considerati i lavoratori stessi, sostituibili a seconda dei capricci del padrone e delle fluttuazioni di mercato: si veda la K-Flex di Roncello e le centinaia di lavoratori in presidio contro i licenziamenti di massa e la delocalizzazione della fabbrica attuata per ridurre i costi del lavoro oppure la lotta dei mesi precedenti dei lavoratori licenziati da Marcegaglia che mise in vendita un sito produttivo a Sesto S.Giovanni per ottenere liquidità utile per operazioni finanziarie e immobiliari; o ancora l’annosa vicenda Panem, dove i litigi famigliari tra proprietari hanno bloccato un intero sito produttivo.

E’ la stessa filosofia che sta alla base del Job Act, dei voucher, delle norme sugli appalti, dell’abolizione dell’Art. 18, tutti aspetti del lavoro affrontati con la legge di iniziativa popolare ed i referendum proposti dalla CGIL dei quali però ad oggi nessuno ne parla.

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[8 marzo] Sciopero generale delle DONNE

Posted by PRC Muggiò su sabato 4 marzo 2017

Maggiori info: nonunadimeno

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No alla delocalizzazione, no ai licenziamenti

Posted by PRC Muggiò su venerdì 3 marzo 2017

da brianzapopolare.it

La K-Flex, dopo aver intascato 7 milioni di euro di finanziamenti, vorrebbe delocalizzare in Polonia lo stabilimento di Roncello.
“Noi lavoratori abbiamo contribuito a rendere grande la società e ora questo è il ringraziamento”

Chiediamo l’intervento dello stato per impedire il trasferimento degli impianti.

170144290-7fd047fb-ebf6-4161-a0b6-f4d35f555b08.jpgLa vertenza K-flex, di Roncello (MB) si può risolvere: lo può fare il governo, che, invece di perdere tempo a trovare i modi per evitare i referendum sui vaucher e appalti, impedisca questa delocalizzazione in Polonia di una azienda italiana in espansione, che dopo aver usufruito di un finanziamento agevolato di 7 milioni di euro e di circa 700 mila euro a fondo perso, mette sul lastrico 187 uomini e donne.

La loro giusta lotta dura da settimane e fa i conti con una ingiustizia di fondo che va denunciata ed eliminata: grande è la solidarietà intorno a questa lotta, comprese le autorità locali, ma miseri per ora sono i risultati.

Tutto è nelle mani dei lavoratori che hanno dovuto vigilare anche sulla integrità della fabbrica impedendo con presenza di massa, la mobilitazione sindacale e popolare la sottrazione illegittima di materiale per la produzione.

In realtà chi dovrebbe essere perseguita è la proprietà che agisce contro l’interesse nazionale e collettivo, in spregio alla Costituzione. Alle parola seguano i fatti: No alla delocalizzazione, no ai licenziamenti.

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TONCAR: SCIOPERARE PER I DIRITTI E’ GIUSTO!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 1 febbraio 2017

Rifondazione Comunista sosProtesta-a-Muggio-lavoratori-Toncar-sulle-barricate-588b096d0cb8a2.jpgtiene e solidarizza con i lavoratori dell’azienda di imballaggi Toncar di Muggiò, che hanno scioperato dinanzi al luogo di lavoro con le bandiere del sindacato di base Sol Cobas.

I lavoratori rivendicano l’applicazione del contratto collettivo nazionale del loro settore, rispettando i minimi contrattuali e i diritti connessi. Si chiede inoltre che le cooperative appaltatrici tutelino i dipendenti e non li sfruttino per meri interessi economici, dettati dalle scadenze d’appalto.

Vengono denunciate per di più vessazioni e molestie sul posto di lavoro.

La situazione intollerabile è aggravata dall’intervento delle forze dell’ordine, che hanno represso la giusta protesta.

Il titolare dell’azienda dichiara che questa situazione mette “in imbarazzo l’azienda”.

L’imbarazzo più grosso però è il fatto che si continua a ottene profitti sulla pelle dei lavoratori.

Il circolo muggiorese di Rifondazione intende inviare questo breve messaggio ai lavoratori in protesta e alle sigle sindacali, appoggiando lo sciopero in corso e quelli futuri.

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No Renzi day: a Roma 21 e 22 ottobre

Posted by PRC Muggiò su lunedì 17 ottobre 2016

Pubblicato il 14 ott 2016 su rifondazione.it

Si comincia a definire il programma della due giorni per il No Renzi Day

Venerdi 21 ottobre

9ccee2f26dgiornata dello sciopero generale indetto da USB, UNICOBAS, USI  ci saranno iniziative territoriali in tutta Italia.

Dalle ore 16.00 a Roma in P.zza San Giovanni“accampata” di lotta con dibattiti su Europa e riforme

dalle 21 concerti di Banda Bassotti, Assalti frontali, Pugni in tasca, The Conspirators, Los 3 altos, Skasso,  intermezzi con Giordano Deplano, Cristian Raimo ed altri. Parteciperà anche Rikom Carnera con il suo rap per Abd Elsalam. La serata è intitolata ad Abd Elsalam, operaio ucciso mentre lottava per i diritti di tutti.

Sabato 22 ottobre  ore 14.00 corteo nazionale da piazza San Giovanni

la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/198463470588390/

……………………………

Ripubblichiamo l’appello con l’elenco aggiornato delle adesioni:

NO RENZI DAY

NO ALLA CONTRORIFORMA E AL GOVERNO RENZI

L’appello del Coordinamento per il NO Sociale alla Controriforma Costituzionale:

No-_Renziday.pngIl governo Renzi dopo infiniti ritardi ha fissato la data del voto referendario per il 4 dicembre. Organizzazioni sindacali di base, movimenti civili e sociali, organizzazioni politiche militanti della lotta per la democrazia, il lavoro e l’ambiente, partigiani, hanno dato vita al COORDINAMENTO PER UN NO SOCIALE ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE che propone due scadenze nelle quali far sentire le ragioni sociali del NO:

– Il 21 ottobre il coordinamento sostiene lo SCIOPERO GENERALE proclamato sinora da USB, UNICOBAS, USI per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale, per difendere ed applicare la Costituzione del 1948, per dire basta al governo Renzi e al massacro sociale. Lo sciopero si svolgerà con iniziative diffuse in tutto il paese.

– Il 22 ottobre il COORDINAMENTO indice il NORENZIDAY, manifestazione nazionale a Roma per dire NO alla Controriforma Costituzionale ed a tutti i suoi autori nel nome del popolo sfruttato, precario, senza lavoro, impoverito, avvelenato.

I temi della mobilitazione saranno:

PER L’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI E DEI DIRITTI DELLA COSTITUZIONE DEL1948: IL LAVORO,  LA FORMAZIONE E LA SCUOLA PUBBLICA, LA CASA,  IL REDDITO,  LO STATO SOCIALE E I BENI COMUNI IN MANO PUBBLICA, L’AMBIENTE E LA DEMOCRAZIA, LA DEMOCRAZIA E LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO. LA LIBERTÀ E LA SOVRANITÀ DEMOCRATICA DEL POPOLO ITALIANO, OGGI SOTTOPOSTA AD UN VERGOGNOSO ATTACCO DA PARTE DEI GOVERNI DEGLI USA, DELLA GERMANIA E DALLA BUROCRAZIA DELLA UE.

NO ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE DEL GOVERNO, DELLA CONFINDUSTRIA,  DELLE BANCHE E DELL’ UNIONE EUROPEA.

NO AL JOBSACT, ALLA PRECARIETA’ SOCIALE, ALLA BUONA SCUOLA, ALLA LEGGE FORNERO, AL DECRETO MADIA, ALLA TAV E ALLE GRANDI OPERE, ALLA PERSECUZIONE DEI MIGRANTI, ALLA DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE, ALLE PRIVATIZZAZIONI, AI TAGLI ALLA SANITA’, AGLI INTERVENTI SULLE PENSIONI A FAVORE DELLE BANCHE, AL TTIP ED AL CETA.

NO ALLA GUERRA, ALLA NATO, ALLE SPESE E ALLE MISSIONI MILITARI, ALLA REPRESSIONE PADRONALE, POLIZIESCA E GIUDIZIARIA.

DOPO LO SCIOPERO GENERALE DEL 21 OTTOBRE LA MOBILITAZIONE CONVERGERÀ DAL POMERIGGIO DEL 21 IN PIAZZA SAN GIOVANNI PER UNA ACCAMPATA DI PROTESTA DA CUI PARTIRÀ IL 22 OTTOBRE IL CORTEO DEL NORENZIDAY

 

Lidia Menapace partigiana Bruna, Umberto Lorenzoni partigiano Eros, Paolo Maddalena, Luigi De Magistris, Nicoletta Dosio, Moni Ovadia, Valerio Evangelisti, Dino Greco, Pino Marziale, Antonio Distasi, Mimmo Mignano, Stefano Fassina, Franco Russo, Giorgio Cremaschi, Fabrizio Tomaselli, Luciano Vasapollo, Carlo Formenti, Ernesto Screpanti, Sergio Cararo, Paolo Ferrero, Manuela Palermi, Mauro Casadio, Paolo Leonardi, Giovanni Russo Spena, Emiddia Papi, Paola Palmieri, Guido Lutrario, Eleonora Forenza, Claudia Candeloro, Carlo Guglielmi, Franco Turigliatto, Moreno Pasquinelli, Stefano D’Errico, Fabio Frati, Maurizio Acerbo, Andrea Ferroni, Roberta Fantozzi, Rosa Rinaldi, Laura Di Lucia Coletti, Ciccio Auletta, Marco Bersani, Roberto Musacchio, Cesare Antetomaso, Massimo Rossi, Italo Di Sabato, Haidi Giuliani, Francesco Caruso, Emilio Molinari, Alfio Nicotra, Fabio Alberti

 

Prime adesioni: USB, UNICOBAS, USI, CUB Trasporti Lazio, Eurostop, Movimento No TAV Val di Susa, Forum Diritti Lavoro, Contropiano, Carovana delle periferie Roma, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Partito della Rifondazione Comunista, Rossa, Rete dei Comunisti, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano, Noi Restiamo, L’Altra Europa con Tsipras, Militant Roma, CONUP (pensionati), Centro Sociale 28 Maggio Brescia, USI Cons,  FGCI, Giovani Comunisti,  Sinistra No Euro, CARC,  Circolo Agorà Pisa, Centro internazionale Crocevia, Rete NOWAR, Per un’altra città – Laboratorio Politico Firenze, Fronte Popolare Milano, Partito Comunista dei Lavoratori, P101, Economia Per I Cittadini, Comitato per il No di Roma, Coord. Per la Democrazia Costituzionale (comitato per il NO) Napoli, Comitato della Franciacorta per il NO, ATTAC Italia, Partigiani della Scuola Pubblica, MGA (associazione avvocati), Collettivo Comunista (M-L) Nuoro, Sinistra per Roma, Giuristi democratici, centro sociale Zona 22 (San Vito Ch),  Osservatorio sulla repressione, Controlacrisi

Movimento Nazionale Antifascista per la Difesa Integrale e il Rilancio della Costituzione, Comitato per “Un NO per la democrazia sociale”, Comitato per il ‘NO’ di Civitavecchia,  Comitato Nazionale Lipscuola, Comitato Ligure La Scuola per il NO, Rete per l’autorganizzazione popolare, collettivo politico della Casa del Popolo Giuseppe Tanas, Facciamosinistra, CSOA TERRA ROSSA Lecce, Università Popolare Asylum,  Arsave – Laboratorio per la città che vogliamo, PMLI, Lavoro e Salute, Forum Insegnanti, Partito di Alternativa Comunista, Associazione Politico Culturale “La Rossa” di Lari (PI), Commissione Audit sul debito pubblico di Parma, Fronte di Lotta No Austerity, autoconvocatiscuoleroma

Mario Agostinelli, Carlo Andreini, Carlo Barbiani, Gaetano Bucci, Giovanni Caggiati, Ciampi Angelo, Chirico Domenico, Gabriele Visco Gialardi, Enzo Lanini, Arianna Roggeri, Angelo Ruggeri, Paolo Andreozzi, Mario Eustachio de Bellis, Marina Boscaino, Alfredo Toppi, Stefano Galieni,  Fabio de Nardis,  Carla Maria Ruffini, Sergio Cesaratto, Angelo Di Naro

 

Coordinamento per NO Sociale alla Controriforma Costituzionale

Per informazioni, adesioni e contatti: coordinamentonosociale@gmail.com

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Con i metalmeccanici in sciopero!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 20 aprile 2016

LAVORO – Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale unitario delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici di domani, 20 aprile.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

Cipputi«La riuscita dello sciopero è di decisiva importanza per fermare l’attacco al contratto collettivo nazionale che nell’impostazione di Federmeccanica escluderebbe il 95% dei metalmeccanici dagli aumenti salariali, annullando uno strumento decisivo di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori. Parallelamente viene richiesto un aumento dell’orario di lavoro: lavori di più, guadagni di meno! E’ un’impostazione inaccettabile con cui si vorrebbero mettere le lavoratrici e i lavoratori in competizione tra di loro, azienda per azienda. E’ un’impostazione inaccettabile a fronte di livelli salariali tra i più bassi d’Europa e orari di lavoro tra i più lunghi.
La riuscita dello sciopero di domani ha inoltre un valore generale essendo esplicito il consenso di Confindustria al ridisegno del modello contrattuale che Federmeccanica vorrebbe imporre.
Siamo sicuri che la risposta di domani sarà forte e determinata».

19 aprile 2016

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Sciopero dei medici

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 16 dicembre 2015

MILANO 15 – dicembre – 2015

COMUNICATO STAMPA

PRC/SE –  Lombardia: Sostegno convinto  allo sciopero dei medici contro la distruzione della sanità pubblica.

sciopero1Il PRC/SE  della Lombardia condivide pienamente le ragioni della lotta dei medici ospedalieri e sostiene lo sciopero del 16 dicembre indetto da tutte le sigle sindacali della categoria.
Il governo neoliberista di Renzi  persegue anche nella sanità lo smantellamento progressivo del pubblico e la fine dell’universalità dei diritti prevista dalla Costituzione.
Il taglio continuo delle risorse, il blocco del contratto, il mancato rinnovo del turno over e l’aumento del precariato, la restrizione burocratica delle prescrizioni per analisi ed esami tendono a impoverire sempre più la sanità pubblica e a ridurre progressivamente lo spazio dei servizi pubblici a vantaggio dei privati.
Non siamo di fronte solo all’ennesimo attacco ai diritti e alla dignità dei lavoratori, oramai in gioco è il diritto alla salute, la vita stessa delle persone, sempre più  discriminate nell’accesso alle cure in base alla classe di appartenenza.
E’ impressionante anche nell’eccellente Lombardia il numero  di malati che non si curano per problemi economici, di pazienti che vengono dimessi dagli ospedali ancora bisognosi di cure, mentre i ticket e  tempi d’attesa lunghissimi colpiscono in modo inaccettabile le fasce più deboli, i lavoratori e i pensionati.
Il PRC sostiene questo sciopero ed è  impegnato ad unificare le lotte di tutti i lavoratori pubblici e privati contro le privatizzazioni e lo smantellamento del ruolo pubblico nella tutela dei diritti costituzionali.

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SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI IN SCIOPERO

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 28 ottobre 2015

Non è mai troppo tardi per mobilitarsi per i propri diritti!

20130000_panem_muggio_400x301Venuti a conoscenza delle mobilitazioni che dall’Umbria hanno raggiunto lo stabilimento Panem di Muggiò, il Partito della Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza esprime solidarietà e attenzione ai lavoratori ed alle lavoratrici in sciopero.

Le scellerate scelte industriali del Gruppo Novelli non solo mettono a rischio un impianto produttivo che ha fatto la storia del nostro territorio ma prende in giro i tanti lavoratori che chiedono rispetto dei contratti, dignità sul lavoro e equa retribuzione.

L’assenza di un piano industriale apre le porte a nuovi scenari imprenditoriali a scapito dei lavoratori.

Non si può rischiare il posto per il capriccio di un imprenditore!

Su tutto il territorio le mobilitazioni e le agitazioni sono sempre più diffuse: dall’Alcatel di Vimercate, alla Candy di Brugherio, alla Marcegaglia di Milano, all’ST di Agrate.

Non siete soli!

I lavoratori si muovono e con loro la società e le organizzazioni sindacali e politiche.

Le istituzioni devono dare il loro contributo: dal Ministero ai Comuni si deve creare la giusta sinergia per preservare e garantire il lavoro ai dipendenti.

Sosteniamo lo sciopero, difendiamo i diritti e la dignità del lavoro.

SCARICA IL COMUNICATO

Muggio’, 27 Ottobre 2015

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Monza e Brianza    facebook

Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Muggiò    facebook

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Ladri di atomi

Posted by PRC Muggiò su lunedì 21 settembre 2015

da rivoltiamonza.wordpress.com

homerIn una puntata dei Simpson il signor Burns – il vecchio e arcigno miliardario, titolare della centrale nucleare di Springfield – ricorda con nostalgia la sua infanzia, passata nella “fabbrica degli atomi” del padre nella quale gli operai martellano instancabilmente le incudini per “rompere e separare gli atomi”. Il padre di Burns, sospettoso, fruga nelle tasche di un povero operaio e – armato di lente di ingrandimento – inorridisce nel vedere la tasca piena di atomi! L’operaio sarà licenziato in tronco per il furto dei preziosi atomi prodotti.

È facile per chi si trova in posizione di potere trovare problemi dove non ci sono, esasperando la realtà e distorcendola.

La chiusura di 3 ore del Colosseo e altri siti romani degli scorsi giorni per assemblea sindacale regolarmente indetta e autorizzata (art. 20 dello Statuto dei Lavoratori) è servita a creare l’ennesimo affondo al mondo del sindacato e dei lavoratori: quante tasche di lazzaroni piene di atomi!

Ma come possono 3 ore fare così tanta notizia? Un’assemblea sindacale non la si chiede il giorno stesso, l’azienda è preallertata con largo anticipo. Eppure qualcuno ai piani alti ha voluto mettere i bastoni tra le ruote e dare un preavviso estremamente scarso – se non nullo – ai visitatori contravvenendo ai propri doveri. Chi ne dovrà rispondere, i lavoratori o il datore di lavoro?

Renzi è riuscito a fomentare il mal di pancia popolare contro i “cattivi” lavoratori, nessun interesse in realtà per la figuraccia che a suo parere avrebbe fatto l’Italia – nonostante le chiusure per assemblee sindacali di musei nazionali siano all’ordine del giorno in tutte le capitali europee…

“Dobbiamo avere più attenzione verso chi vuole bene all’Italia” dichiara alla stampa. Capito lavoratori romani? Voi sovversivi, anarchici rivoluzionari che fomentate l’odio verso il paese.

Giù le mani dagli atomi, non ve li meritate!

Ci sono i buoni da una parte, quelli che “vogliono bene all’Italia”, che fanno volontariato a EXPO, che non si lamentano e non si iscrivono ai sindacati.

Alla bontà dei volontari si appella anche l’ex sopraintendente archeologico di Roma, per garantire l’apertura del Colosseo.

E ci sono i cattivi, i sindacati, i gufi, quelli da combattere: “non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia” (Renzi), quelli che vogliono essere pagati per il lavoro che fanno, quelli che esigono di vedersi riconosciuti gli straordinari, quelli che vogliono usufruire dei loro diritti, quelli del Colosseo insomma.

I cattivi che fanno vertenza nazionale e chiedono un piano organizzativo di assunzioni e di regole.

Chi è il vero ostaggio, la cultura nelle mani dei sindacati o i lavoratori, con le mani legate e la bocca imbavagliata dal Governo?

Eliminare i cattivi per tornare a crescere, ecco la soluzione: basta furti di atomi.

Seguiamo il consiglio del CODACONS, facciamo intervenire l’esercito per riaprire il Colosseo!

Ma non basta eliminare i cattivi, occorre essere più subdoli ed eliminare un intero sistema.

Succede che alcuni servizi vengono resi “essenziali” in queste occasioni e altri vengono progressivamente eliminati, perché?

Stiamo forse sostituendo i servizi pubblici coi servizi di consumo, il diritto sindacale col diritto dei consumatori e del profitto?

Renzi fa gli interessi dei grandi capitali: smantellare il welfare state per rendere l’Italia un paese flessibile e con scarso potere rivendicativo dei lavoratori.

Per fermarlo dobbiamo agire, subito!

Chiediamo che i sindacati proclamino lo sciopero contro le manovre autoritarie e recessive di Renzi, del PD e delle destre, della finanza europea.

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In piazza con la FIOM

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 25 marzo 2015

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12 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE: DIRITTI, LAVORO, REDDITO

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 3 dicembre 2014

sciopero

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14 Novembre SCIOPERO SOCIALE: scendiamo in piazza contro il Governo e il Jobs Act!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 novembre 2014

nazmilano

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In piazza coi lavoratori, contro un Governo che ci vuole tutti precari!

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 22 ottobre 2014

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IL GOVERNO DEI SERVI

Posted by PRC Muggiò su giovedì 9 ottobre 2014

Governo, Ferrero: Mentre la Francia disobbedisce, Renzi pone la fiducia per assecondare la Merkel: un governo di servi contro cui occorre lo sciopero generale

di Paolo Ferrero

Gli ultimi atti del governo sono vergognosi: mentre il governo francese disobbedisce ai trattati e pone le condizioni per cambiare le politiche economiche europee, il governo Renzi pone la fiducia sulla demolizione dell’articolo 18 per assecondare la Merkel: è un governo di servi contro cui occorre dichiarare subito lo sciopero generale. Il tempo delle scelte per cambiare le politiche europee è ora, mentre c’è una contraddizione tra Francia e Germania, e non bastano più le chiacchiere, nè da parte di Renzi nè da parte della Camusso che alle giuste critiche deve far seguire i fatti. Serve lo sciopero generale per obbligare Renzi ad un radicale mutamento delle politiche economiche, per allargare i diritti dei lavoratori invece di restringerli.

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RENZI-DORIAN-GRAY

Renzi non ha la nostra fiducia!

di L’Altra Europa con Tsipras

No al colpo di mano contro i diritti

La decisione di mettere la fiducia sul Jobs Act è un fatto di gravità estrema: si tratta di un gesto di rottura violenta delle prerogative del Parlamento e del dibattito politico e sociale.

Si vogliono spazzar via con un diktat elementi fondanti della nostra civiltà. Chiamiamo tutte e tutti a mobilitarsi contro l’arroganza renziana, contro questa inaudita  prevaricazione, per difendere la democrazia e i diritti.

Proprio mentre è presidente di turno della UE, in complicità con le politiche europee che sanno proporre solo austerità, tagli e privatizzazioni, il governo di Matteo Renzi ha sferrato l’attacco finale ai diritti del lavoro, ricorrendo addirittura al voto di fiducia.

  • Il Jobs Act demolisce quello che resta dell’art.18 e rende definitivamente precarie le nostre vite. Non crea lavoro, ma la libertà di licenziamento.
  • Non assicura maggiore uguaglianza, ma anzi determina più precarietà per tutti.
  • Demolisce la cassa integrazione e non garantisce un reddito di cittadinanza – che ci avvicinerebbe, questo si, a molti paesi europei – ma nega alle persone la possibilità di vivere in modo dignitoso.
  • Mette i lavoratori sotto controllo con l’uso delle videocamere.
  • Estende la precarietà estrema con l’uso generalizzato dei vaucher.

Il Jobs Act ci fa tornare indietro di 50 anni. Nel semestre di presidenza dell’UE, il governo Renzi fa da battistrada dunque ai falchi di un’Unione Europea che mira a smantellare una delle maggiori conquiste dell’Europa stessa, il welfare state.

NOI VOGLIAMO UN ALTRO LAVORO, UN’ALTRA EUROPA

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L’attacco ai dipendenti pubblici del Governo Renzi

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 17 settembre 2014

VOL-DIP-PUBBLICI sett2014

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Fasci e forconi

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 dicembre 2013

E’ stato annunciato un blocco degli autotrasportatori di 5 giorni, previsto dal 9 al 13 dicembre, da parte di una serie di movimenti e associazioni, perlopiù rappresentanti di autotrasportatori e agricoltori.

Un momento di conflitto, di partecipazione e di democrazia?
Purtroppo no.

220px-Mussolini-_the_duce_of_tractors_206Dietro a questi movimenti di protesta, apparentemente non politicizzati, si insinuano e si nascondono organizzazioni neofasciste, tra cui spicca, con un ruolo di regia occulta, Forza Nuova.

I nostalgici del Ventennio vogliono sfruttare la disperazione della gente e la voglia di conflitto sociale per rinforzare le proprie posizioni politiche violente e reazionarie. Dietro una iniziativa che parla di ripresa economica e sovranità nazionale si nasconde il tentativo di far presa sugli istinti più brutali dell’uomo, incanalati contro falsi nemici, contro i migranti, contro gli stranieri, contro vari capri espiatori, misteriosi autori di presunti complotti. Rimangono nascosti i veri problemi e le vere responsabilità.

Occorre capire che il vero responsabile di questa situazione di crisi è il potere economico-finanziario, che tramite l’azione dei governi nazionali, ormai ridotti a cassa di risonanza delle sue decisioni, ha consapevolmente operato per distruggere lo stato sociale e i diritti dei lavoratori, al solo scopo di incrementare il proprio profitto.

Per questo è importante ricostruire la solidarietà sociale, per poter lottare non contro chi è nella nostra situazione quando non peggio, ma contro gli oppressori, cioè chi ha realmente determinato questa condizione.

“Il problema è l’assenza di una guida sociale delle lotte (il sindacato) e la latitanza di un soggetto politico (il partito) che sappia assumerne la rappresentanza politica, scansando il rischio di una torsione reazionaria e di una rottura democratica dagli esiti devastanti. E’ l’assenza della lotta di classe che fa di sommosse come quelle che sempre più spesso scuotono il paese il ricettacolo, il brodo di coltura di spinte qualunquistiche su cui la destra estrema può costruire le proprie fortune e, persino, alimentare le proprie mai sopite tentazioni golpiste.” (Dino Greco)

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9 Marzo 2012 – In piazza con la FIOM

Posted by PRC Muggiò su domenica 4 marzo 2012

Col governo Monti cresce solo l’ingiustizia

La Fiom-Cgil ha proclamato per venerdì 9 marzo lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici con una manifestazione a Roma che si concluderà in piazza San Giovanni.
La democrazia ed il lavoro sono i nodi centrali del nostro tempo in Italia e in Europa.
Perché oggi il lavoro manca, è sempre più precario, è sempre meno pagato, al punto che pur lavorando si è poveri. Perché oggi nei luoghi di lavoro, a partire dalla Fiat, si rischia l’autoritarismo con la messa in discussione del Contratto nazionale, dei diritti individuali e collettivi.
Perché la democrazia è negata. Alle donne e agli uomini che lavorano è impedito di votare liberamente gli accordi che li riguardano e di potersi scegliere chi li rappresenta, fino alla messa al bando di un’intera organizzazione sindacale e all’esplicita discriminazione verso gli iscritti della Fiom-Cgil. È in questo contesto che Governo e Confindustria vogliono far passare l’idea, sbagliata e inaccettabile, che per uscire dalla crisi bisogna cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dopo aver manomesso il sistema pensionistico pubblico.

All’opposto devono essere universali, quindi estesi a tutti, la cassa integrazione quale alternativa ai licenziamenti collettivi e la tutela del reddito come diritto di cittadinanza. In una «Repubblica democratica fondata sul lavoro» quale l’Italia deve costituzionalmente essere, la libertà operaia è la libertà di tutti; la sicurezza del disoccupato e il superamento della precarietà è la sicurezza di tutti; un’economia ambientalmente sostenibile e un piano straordinario di investimenti pubblici e privati sono le condizioni per difendere i beni comuni e costruire nuovi posti di lavoro.
Lo sciopero generale e la manifestazione nazionale del 9 marzo diventano un appuntamento essenziale non solo per i metalmeccanici ma per tutti coloro che credono nella democrazia, nella giustizia sociale, nella libertà, nell’informazione libera e in un lavoro stabile con diritti. E in questo senso sono fondamentali il diritto allo studio, l’accesso alla cultura, la valorizzazione del patrimonio artistico e delle competenze. Nel nome della nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista invitiamo ogni cittadino non solo ad aderire alla manifestazione, ma a farsi promotore e protagonista di questa giornata di mobilitazione partecipando attivamente.

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I METALMECCANICI SCIOPERANO CONTRO L’ACCORDO ILLEGITTIMO SUL CCNL

Posted by PRC Muggiò su sabato 17 ottobre 2009

Comunicato stampa
Questa mattina hanno incrociato le braccia circa 1800 lavoratori nelle aziende del territorio

Sono circa 1800 le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della Brianza che, nella giornata, hanno scioperato contro l’accordo separato per il rinnovo della parte economica del CCNL, firmato ieri da Federmeccanica, FIM CISL e UILM UIL. I metalmeccanici hanno incrociato le braccia alla Candy (Brugherio), alla Morsetec (Arcore), alla Peg Perego (Arcore), alla VRV (Ornago), alla Linkra (Concorezzo), alla Microtecnica (Brugherio), alle Officine Meccaniche (Lesmo), alla Beta (Sovico), alla John Crane (Muggiò) e in altre medie realtà aziendali del territorio, organizzando molti presidi davanti ai cancelli delle fabbriche. Decine i comunicati delle RSU contro l’accordo separato.

…. clicca qui per leggere il comunicato stampa integrale ….

Monza, 16 ottobre 2009
CGIL MONZA E BRIANZA – Ufficio Stampa
Telefono: 039/2731214
Mail: simone.cereda@cgil.lombardia.it
Web: www.cgilbrianza.it

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