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Posts Tagged ‘scontri’

Il lavoro al nostro tempo

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 marzo 2017

altan-da-la-repubblica-del-30-agosto-2011.jpg

Leggi il comunicato di solidarietà del PRC Muggiò.

Succede che un imprenditore voglia aprire un’attività produttiva senza assumere manodopera e che perciò si rivolga ad una “cooperativa” a cui delega tutta la gestione della produzione e del personale.

Succede però che la “cooperativa”, costituita a stragrande maggioranza da lavoratori stranieri, non applichi il contratto di lavoro previsto, non paghi malattia, straordinari e ferie ed inoltre il “responsabile” si renda colpevole di molestie sessuali.

Succede che i lavoratori si arrabbino, si organizzino in un sindacato, scioperino ed ottengano il licenziamento del “responsabile” e la sostituzione della “cooperativa”.

Succede che la nuova “cooperativa” (che non a caso si chiama Etika, con la Kappa), continui a comportarsi come la precedente, i vari incontri con le parti risultino inconcludenti e che di conseguenza continuino anche gli scioperi ed i presidi ai cancelli.

Succede allora che l’imprenditore chieda che i lavoratori iscritti al sindacato non lavorino più per lui, licenziandoli di fatto. Alla faccia del “lavoro di squadra e affiatamento” pubblicizzati negli slogan aziendali.

Succede quindi che la “cooperativa” convochi altri lavoratori in sostituzione di quelli licenziati i quali però bloccano i cancelli dell’azienda per impedirne l’accesso.

Succede che questi ultimi vengano manganellati dai carabinieri, (clicca e guarda il video) i media ne parlino ed intervengano finalmente le Autorità per tentare di trovare una soluzione condivisa.

Succede anche che in Consiglio Comunale c’è chi – tra le massime cariche cittadine – vuole salvare capra e cavoli, l’imprenditore e i lavoratori depredati dei diritti contrattuali, il manganello e il manganellato, il boia e il condannato.

Non è la sceneggiatura di un film ma è quanto avvenuto e sta avvenendo alla TONCAR di via Sondrio a Muggiò tra i 90 lavoratori organizzati dal SOL COBAS e la proprietà dell’azienda.

Una situazione che evidenzia quanto ormai il lavoro manuale non sia un valore in sé ma accessorio come tanti altri del processo di produzione e come tale venga usato. Un accessorio così come vengono considerati i lavoratori stessi, sostituibili a seconda dei capricci del padrone e delle fluttuazioni di mercato: si veda la K-Flex di Roncello e le centinaia di lavoratori in presidio contro i licenziamenti di massa e la delocalizzazione della fabbrica attuata per ridurre i costi del lavoro oppure la lotta dei mesi precedenti dei lavoratori licenziati da Marcegaglia che mise in vendita un sito produttivo a Sesto S.Giovanni per ottenere liquidità utile per operazioni finanziarie e immobiliari; o ancora l’annosa vicenda Panem, dove i litigi famigliari tra proprietari hanno bloccato un intero sito produttivo.

E’ la stessa filosofia che sta alla base del Job Act, dei voucher, delle norme sugli appalti, dell’abolizione dell’Art. 18, tutti aspetti del lavoro affrontati con la legge di iniziativa popolare ed i referendum proposti dalla CGIL dei quali però ad oggi nessuno ne parla.

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Ucraina: è guerra civile

Posted by PRC Muggiò su venerdì 21 febbraio 2014

Scrive Paolo Ferrero, segretario nazionale, circa gli eventi di Kiev.

Lo spettro della guerra civile sta tornando in Europa.

Il drammatico susseguirsi degli eventi ucraini, è il risultato del braccio di ferro che è stato messo in atto sul futuro della collocazione internazionale dell’Ucraina, di cui portano grande e grave responsabilità l’Unione Europea e gli Usa che non hanno esitato in queste settimane ad alimentare il clima di scontro, invece di favorire le condizioni per soluzioni politiche del conflitto apertosi dopo la revoca dell’accordo di associazione.

kievL’Unione Europea, gli Usa e la Nato, mirano ad estendere la loro influenza alle porte della Russia, e con questo comportamento stanno creando le condizioni per la guerra civile col rischio di avere una nuova Siria in Europa.

La strada da seguire è stata suggerita da tempo dai comunisti ucraini – in queste ore vittime di inaccettabili intimidazioni e attacchi da parte dei neofascisti, e a cui esprimiamo la nostra solidarietà – ovvero quella di un referendum popolare che desse la possibilità al popolo ucraino di decidere sul proprio destino e sul futuro rapporto fra Ucraina e UE, assieme ad una riforma elettorale proporzionale che consentisse nuove elezioni.

Questa proposta di pace è stata purtroppo ignorata dal governo come dall’opposizione ma rappresenta l’unica via d’uscita possibile per evitare ulteriori bagni di sangue e lo smembramento di un paese, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili.

Il PRC è impegnato, insieme alle forze del partito della Sinistra Europea, in questa direzione.

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In strada, con orgoglio

Posted by PRC Muggiò su sabato 25 gennaio 2014

Contro l’ultima impopolare decisione che grava sulle fasce deboli – aumento degli affitti per le case popolari –, il pomeriggio di mercoledì 22 gennaio ha raccolto centinaia di manifestanti sotto la sede milanese dell’Aler.

IMG_3573La disdetta dell’accordo sindacale del 2011, che scontava gli affitti in relazione allo stato di manutenzione dell’immobile e del contesto abitativo, ha di colpo elevato i canoni ai quasi 60.000 inquilini di Milano e provincia, colpendo pesantemente nuclei a basso reddito.

L’indignazione monta perché gli immediati rincari vanno a compensare il pesantissimo deficit accumulato negli anni, non certo per colpa degli inquilini scesi in piazza!

La prospettiva strombazzata di “valorizzare il patrimonio immobiliare”, in realtà prefigura il disimpegno verso la funzione sociale dell’edilizia pubblica. Chi poIMG_3506trà comprare l’alloggio, se già oggi fatica a pagare canoni esorbitanti e slegati dal reddito familiare?

Senza una politica equa, e concordata, saranno ancora molti quelli che ingrosseranno le già numerose schiere degli sfrattati, nella regione più ricca d’Italia, dove il diritto costituzionale alla casa continua a essere violato.

Rifondazione Comunista c’è e vuole stare al fianco degli inquilini che lottano per un diritto negato.
Partecipiamo e diffondiamo le proteste, vogliamo essere un punto di riferimento per co
nnettere i territori, da Milano a Monza, da Cinisello a Sesto, nella Brianza e nel Nord Milano.
Quando scoppierà l’emergenza case a Muggiò?

Prepariamoci ora per difendere il domani: esigiamo il censimento e la tassazione degli sfitti, una moratoria contro gli sfratti, una politica tributaria più equa e una macchina comunale più efficiente.

Insieme si può!

IMG_3526

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