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Posts Tagged ‘scuola’

Ottimo risultato per il referendum contro la riforma della scuola di Renzi

Posted by PRC Muggiò su giovedì 7 luglio 2016

Anche Muggiò ha dato il suo contributo con le firme raccolte dal comitato promotore e da Rifondazione Comunista: 150 muggioresi hanno sostenuto la raccolta. Grazie!

da retescuole.net

4siI quattro quesiti che vengono proposti, per chiedere la cancellazione di quattro articoli di legge, sono: i poteri dei dirigenti scolastici, l’alternanza scuola-lavoro, il buono scuola per le private e i comitati di valutazione per l’assegnazione dei premi ai docenti più meritevoli.

Raggiunta quota 530.000 firme, contro la Buona scuola si può chiedere un referendum

Domani il comitato promotore andrà in Cassazione. Quattro quesiti per abrogare i poteri dei presidi, l’alternanza scuola-lavoro, il buono scuola per le private e i comitati di valutazione per i premi ai docenti

di  Corrado Zunino,  la Repubblica, 6.7.2016 

ROMA – Le firme ci sono, più del mezzo milione necessario. E sembrano tutte buone, certificate. I quattro quesiti per abrogare, nei suoi passaggi più importanti, la Legge “La buona scuola”, la contestata 107, domani mattina alle nove saranno portati in Corte di Cassazione. Nella giornata di lunedì sono arrivate nella sede romana della Cgil scuola, la Federazione dei lavoratori della conoscenza al secondo piano di via Leopoldo Serra 31, quarantamila firme raccolte in diversi comuni italiani e non ancora inviate al Comitato promotore insediato a Trastevere. In periferia, molti non avevano capito che domenica 3 luglio era una data spartiacque. E le ultime firme – decisive – sono arrivate posticipate di due giorni.

Il conteggio di ieri sera, definitivo, dava 530.000 firme acquisite, al netto delle undicimila non vidimate dai municipi e quindi non utilizzabili. I numeri sono apparsi sufficientemente sicuri per portare in Cassazione una richiesta di referendum abrogativo senza rischi. I quattro quesiti che vengono proposti, per chiedere la cancellazione di quattro articoli di legge, sono: i poteri dei dirigenti scolastici, l’alternanza scuola-lavoro, il buono scuola per le private e i comitati di valutazione per l’assegnazione dei premi ai docenti più meritevoli. Il centro della Buona scuola, ecco. Non sarà necessario riaprire i banchetti per una settimana, come inizialmente previsto: gli scatoloni con le firme possono essere portati in Suprema Corte.

In attesa dell’ultimazione della raccolta firme per i due comitati per il “sì” e per il “no” al referendum costituzionale (che, comunque, è già stato fissato per via parlamentare), ad oggi sono approdati in Cassazione i tre requisiti per abrogare pezzi del Jobs Act (cancellazione dei voucher per il lavoro accessorio, reintegro in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende sopra i cinque dipendenti, reintroduzione della piena responsabilità solidale negli appalti) e i quattro della Buona scuola. Non sono state raggiunte firme sufficienti (devono essere, appunto, 500.000) per abrogare la legge elettorale detta Italicum e per due quesiti ambientali (trivelle e inceneritori).

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Cena del comitato referendum sociali MB

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 8 giugno 2016

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Raccolta firme per i Referendum Sociali: scuola, trivelle, inceneritori, acqua

Posted by PRC Muggiò su domenica 22 maggio 2016

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[10\12 Monza] Buona scuola…ma buona per chi?

Posted by PRC Muggiò su lunedì 7 dicembre 2015

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9 Ottobre: in piazza contro la Mala Scuola!

Posted by PRC Muggiò su lunedì 5 ottobre 2015

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Una vittoria amara – Arnaldo Cestaro ha fatto condannare l’Italia a Strasburgo per tortura

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 aprile 2015

Dal sito dell’Huffington Post.

Arnaldo Cestaro è l’uomo che ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’Uomo per vedere riconosciuto quello che da anni testimoniava, e cioè di essere stato vittima di tortura durante l’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Ha vinto, e ora riceverà 45mila euro dallo Stato italiano come risarcimento.

All’epoca Cestaro, originario di Agugliaro (Vicenza), aveva 61 anni. Era partito per Genova con gli amici delle sezioni di Rifondazione comunista di Vicenza e Montecchio Maggiore e mai avrebbe pensato di finire nel mezzo di un vero e proprio massacro a opera delle forze dell’ordine.

La sera del 21 luglio, dopo aver manifestato tutta la giornata, aveva trovato un posto dove dormire all’interno della Diaz, messa a disposizione dal Genoa Social Forum e dal Comune di Genova. Stanco, si era addormentato al piano terra dell’edificio ma si era svegliato improvvisamente per il rumore dei celerini che erano entrati con violenza nell’edificio.

Spaventato, si era messo contro il muro con le braccia alzate. Qui, inerme, aveva ricevuto colpi alla testa, sulla testa e sulle gambe che gli provocarono fratture multiple. Racconta che gli agenti continuarono a manganellarlo nonostante gridasse: “Fermatevi, sono un uomo vecchio e pacifico!”.

Diaz: Corte Strasburgo condanna Italia per tortura

È lui “l’uomo anziano con i capelli bianchi” citato anni dopo dal vicequestore Michelangelo Fournier davanti ai giudici, quando definì l’operazione alla Diaz “macelleria messicana”. Fournier raccontò che gridò ai celerini “Basta!” quando li vide picchiare Cestaro, che in effetti aveva un’età incompatibile con quella dei manifestanti ritenuti “facinorosi”.

L’uomo fu operato nell’immediato all’ospedale di Genova e qualche anno più tardi di nuovo al Careggi di Firenze. Le ferite, riferisce la Corte, gli hanno procurato danni permanenti, con debolezza persistente del braccio e della gamba destri.

I soldi non risarciscono il male che è stato fatto. È vero, è un primo passo quello di oggi, ma mi sentirò davvero risarcito solo quando lo Stato introdurrà il reato di tortura“, è il primo commento di Cestaro dopo la sentenza.

Poi ha aggiunto: “Oggi ho 75 anni ma non cancellerò mai l’orrore vissuto. Ho visto il massacro in diretta, ho visto l’orrore del nostro Stato. Dopo quindici anni, le scuse migliori sono le risposte reali, non i soldi. Il reato di tortura è una cosa legale”.

——————-

E sempre da sito dell’Huffington Post, il suo avvocato denuncia:

G8 Genova: Emanuele Tambuscio, avvocato di 93 persone picchiate a Bolzaneto: “14 anni e ancor nessun risarcimento”

Alcuni di loro non sono mai più voluti tornare in Italia, perché il ricordo di quei giorni infernali è ancora vivo nella loro mente, ha provocato traumi e ferite profondissime, che nemmeno anni di terapie sono riusciti a curare. Altri, invece, hanno perso la fiducia nelle forze di polizia e nelle istituzioni. In quello Stato che ancora oggi, dopo 14 anni, oltre a doverli risarcire, “non vuole spiegare se sono stati presi dei provvedimenti disciplinari verso gli agenti responsabili di fatti che finalmente oggi la corte di Strasburgo chiama con il proprio nome: tortura”.

Emanuele Tambuscio, genovese, è l’avvocato che da fin dall’inizio dell’odissea giudiziaria sui fatti del G8 ha difeso i manifestanti picchiati a sangue dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz di Genova, la notte del 21 luglio 2001, in un blitz notturno talmente feroce che la stessa polizia arrivò a definire “una macelleria messicana”. E che oggi, pur soddisfatto per la condanna dell’Italia da parte dei giudici europei, ricorda che per le vittime la strada verso la piena giustizia è ancora lunga.

Quante sono le parti civili del blitz alla scuola Diaz che stanno ancora aspettando i risarcimenti definitivi?

Novantatrè parti offese. Fino a oggi hanno ottenuto solo provvisionali ridicole, in sede di primo grado. Cifre che vanno dai diecimila ai trentamila euro. E’ stato considerato un danno morale molto basso rispetto a quelli che sono stati realmente i fatti, che oggi la corte di Strasburgo definisce “tortura”. Le cause civili per i risarcimenti sono ancora in corso, ma sono cause singole e dunque hanno tempi lunghissimi. C’è però un dato positivo: il ministero ha comunicato la volontà di arrivare alle transazioni, che speriamo siano soddisfacenti.

Per quanto riguarda i fatti alla caserma di Bolzaneto, invece?

Anche lì ci furono torture e tremende violazioni dei diritti umani. Anche lì i ricorsi sono ancora pendenti. Stiamo ancora aspettando il pagamento delle provvisionali dopo la sentenza di primo grado del 2010. Il ministero ci ha assicurato che avrebbe disposto il pagamento, ma non è ancora arrivato.

Quali sono i punti ancora dolenti della vicenda alla scuola Diaz?

Sono essenzialmente tre, e la sentenza di Strasburgo li mette in chiaro tutti. Innanzitutto, la prescrizione che ha “salvato” i vertici della polizia condannati. Poi l’assenza di identificazione degli autori materiali del blitz alla scuola Diaz, molto bene evidenziata al punto 214 della sentenza. Infine, un fatto gravissimo: Strasburgo ha espressamente chiesto allo Stato italiano se fossero stati presi dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei poliziotti ritenuti responsabili delle violenze. E lo Stato non ha risposto. Questo ci porta a pensare che nessun provvedimento verso di loro sia stato preso.

Ancora oggi inoltre rimangono sconosciuti i nomi degli agenti del Reparto Mobile che presero parte al blitz.

Questo è un altro punto centrale: si conoscevano i nomi degli agenti del nucleo antisommossa ma non si sono potute attribuire le singole responsabilità e il numero esatto di chi mise piede in quella scuola. Non potendo accertare chi avesse fatto cosa, tutto fu archiviato. Oggi la sentenza ce lo chiede: anche l’Italia si deve adeguare alle targhette di identificazione sulle divise degli agenti.

Lei ha seguito questa vicenda fin dall’inizio, accompagnando le vittime passo dopo passo in interminabili e dolorosi processi. Come vivono oggi?
Chi ha avuto danni maggiori sono stati quelli che allora erano soltanto ragazzi. C’è fra di loro, per esempio, una ragazza che aveva 20 anni appena, passata attraverso i pestaggi alla scuola Diaz e le torture di Bolzaneto, che ha avuto danni psicologici importanti, non è più tornata la stessa. Qualcuno di loro, fra i ragazzi stranieri, non è mai più voluto tornare in Italia. Non si fidano più della polizia, della nostra in particolare. Immaginate cosa significa subire trattamenti del genere in un Paese straniero, lontano da casa. E’ stato devastante.

E lei, da avvocato, ha mai sentito vacillare la sua fiducia nelle forze dell’ordine?

Le sembrerà strano, ma a provocarmi la delusione maggiore in tutta questa vicenda non sono state le forze dell’ordine. Ma lo Stato, le risposte ministeriali e soprattutto il modo in cui la politica ha affrontato il problema. Sono loro che mi hanno fatto perdere la fiducia.

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Buona scuola: ma buona a chi?

Posted by PRC Muggiò su martedì 10 marzo 2015

scuola

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SCUOLA LAVORO SINISTRA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 29 ottobre 2014

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Gli studenti scendono in piazza!

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 ottobre 2014

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Difendiamo la scuola della Costituzione dagli attacchi di Renzi e dei padroni!

Posted by PRC Muggiò su martedì 30 settembre 2014

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Cartagine deve essere distrutta (Delenda Carthago)!

Posted by PRC Muggiò su lunedì 6 gennaio 2014

Questo il sobrio titolo che la Lega Nord ha dato al proprio messaggio natalizio rivolto ai cittadini muggioresi tramite l’informatore comunale… il succo dell’articolo è il seguente:

“Non deleghiamo alla scuola il compito di trasformare piccoli alunni in grandi maestri di comportalegamento civico per mamma e papà.

Mettiamoci anche del nostro: trasmettiamo a chi ci sta vicino il gusto ed il piacere di camminare per vie e piazze pulite. Dichiariamo guerra agli sozzoni e denunciamoli! Chiediamo un più attento controllo del servizio nettezza urbana ed il raddoppio delle multe per chi insozza la città. Vigili urbani: qualche divieto di sosta in meno e qualche sporcaccione in più!

Curiose le argomentazioni e, a ben pensarci, grottesche le conseguenze:

  • “Non deleghiamo alla scuola il compito di trasformare piccoli alunni in grandi maestri di comportamento civico per mamma e papà”.
    Certo che una scuola che ha rimosso dal suo programma l’insegnamento dell’educazione civica sembra proprio quella scuola evocata (e quindi rivendicata) da questa Lega Nord, una scuola che non ha diritto di insegnare l’educazione civica (a cui l’articolista della Lega non vuole “delegare”) e il basilare insegnamento del rispetto dei beni comuni e del vivere civile.
    Uno stato che arretra sulla trasmissione del valore legato alla tutela dei beni comuni e dell’educazione civica è uno stato che getta le premesse per la propria disgregazione (ma forse questo è in linea con le aspirazioni della Lega Nord).
    Negli scorsi anni è toccato all’educazione civica, nel burrascoso presente è messa in discussione l’educazione tout curt, come è tragicamente sotto i nostri occhi con la brutta pagina dei tagli draconiani al sistema scolastico e universitario o la triste vicenda dei contributi economici alla scuola cattolica a danno della scuola pubblica (p.s.: ma la Lega Nord dov’era mentre si pianificavano ed attuavano queste scelte dementi? Sbagliamo oppure era proprio al Governo?).
    Che senso ha lamentarsi per lo scarso senso civico dei cittadini e contemporanemente demolire le iniziative (“non deleghiamo la scuola”… “Iniziative tipo Puliamo il mondo convincono i lordatori che esistano persone felici di raccogliere la merda altrui!”) di chi, tra mille difficoltà, lavora per far crescere quel germoglio di senso civico ed amore per i beni comuni che spesso dimostriamo di non avere?
  • “Dichiariamo guerra agli sozzoni e denunciamoli! … Vigili urbani: qualche divieto di sosta in meno e qualche sporcaccione in più!”.
    Ecco l’uovo di Colombo: dimostri amore per la tua città quando denunci lo sozzone… ed i vigili? Sostanzialmente accusati di manipolare la scala dei problemi cittadini, vengono richiamati al supremo dovere della caccia allo sporcaccione.
    Quindi quando il giardinetto pubblico si riempie di cartacce o rifiuti, non alzare un dito (o meglio, non chinarti a raccogliere lo sporco, non chiamare i vicini alla moltiplicazione delle giornate del verde pulito in cui mobilitarsi e fare festa per la cura dell’ambiente), ma osserva in cagnesco i vicini e cerca in loro lo sozzone (che è in te?).
    Fa niente se è un bambino… denuncialo! Fa niente se è uno studente cui è stato colpevolmente omesso l’insegnamento dell’educazione civica… denuncialo! E il servizio di nettezza urbana? Fa niente se è gestito dalla TUA Amministrazione. Ed i vigili? Fa niente se dipendono dagli indirizzi politici della TUA Amministrazione (e cercano, tra l’altro, di impedire che si parcheggi sulle strisce pedonali, sulle curve e così via)… denunciali, e per dare l’esempio la Lega Nord, i vigili, li ha richiamati sulle pagine dell’informatore comunale!

Denunciali, denunciali, denunciali… un po’ povero come agire di una forza politica, ma soprattutto ipocrita se pronunciato da chi ha le redini dell’Amministrazione comunale.

Delenda Lega Nord!

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Genova 2001, le vittime attendono ancora le scuse dallo Stato

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 gennaio 2014

di Vittorio Agnoletto

violenze-alla-diazIn un Paese nor­male non ci sarebbe nulla per cui ral­le­grarsi: chi è con­dan­nato, deve espiare una pena; ed è altret­tanto ovvio che tutti i cit­ta­dini siano uguali di fronte alla legge.

Non è così in Ita­lia, dove l’impunità è troppo spesso stata garan­tita a coloro che indos­sano una divisa, soprat­tutto quando i reati com­messi sono con­tro donne e uomini che mani­fe­stano per la difesa della democrazia.

Per que­ste ragioni sto­ri­che non deve pas­sare sotto silen­zio la deci­sione dei magi­strati che il 31 dicem­bre hanno arre­stato per fatti con­nessi alla «macel­le­ria mes­si­cana» della Diaz, tre dei poli­ziotti più alti in grado pre­senti a Genova durante il G8. Sono stati con­dan­nati agli arre­sti domi­ci­liari ed è stata rifiu­tata la loro richie­sta di essere inviati ai ser­vizi sociali.

Tutto il cir­cuito main­stream ha evi­tato di darne noti­zia; tanto più che Spar­taco Mor­tola, Gio­vanni Luperi e Fran­ce­sco Grat­teri non sono poli­ziotti qua­lun­que. Già nel 2001 rico­pri­vano inca­ri­chi di mas­sima impor­tanza: il primo capo della Digos geno­vese, il secondo ex diri­gente dell’Ucigos e Fran­ce­sco Grat­teri che era il numero tre della poli­zia ita­liana con la non velata aspi­ra­zione di diven­tarne il capo. Men­tre i magi­strati li inqui­si­vano, i super­po­li­ziotti veni­vano pro­mossi ad inca­ri­chi sem­pre più impor­tanti con l’approvazione bipar­ti­san del Par­la­mento. Nes­suno ha mai sen­tito la neces­sità, nem­meno dopo le con­danne di primo e secondo grado, di rimuo­verli dai loro inca­ri­chi; non è que­sta un’eccezione, infatti ci risulta che ad oggi la poli­zia non abbia avviato alcun pro­ce­di­mento interno nei con­fronti dei non pochi poli­ziotti con­dan­nati. Sono tutti ancora rego­lar­mente in sevi­zio, tranne quelli con­dan­nati dai magi­strati all’interdizione ai pub­blici uffici.

La deci­sone dei magi­strati è stata pos­si­bile pro­prio per l’indipendenza dal potere poli­tico che la Costi­tu­zione garan­ti­sce alla magi­stra­tura. Certo, l’arresto avviene a quasi dodici anni dai fatti, ma….meglio tardi che mai. Agli arre­sti domi­ci­liari reste­ranno per pochi mesi, gran parte della pena è stata can­cel­lata dal prov­vi­den­ziale indulto del 2006 ma le deci­sione del tri­bu­nale è comun­que impor­tante per­ché prova, tra mille dif­fi­coltà, a riba­dire un prin­ci­pio fon­da­men­tale: non ci sono zone fran­che, non ci sono impu­nità garan­tite dalla divisa che si indossa.

Le vit­time della Diaz stanno ancora aspet­tando da dodici anni una parola di scuse dalle nostre isti­tu­zioni; che finora non c’è stata. L’ultima occa­sione l’ha persa, pro­prio poche ore dopo gli arre­sti, nel discorso di fine anno, colui che dovrebbe rap­pre­sen­tare la nostra Costi­tu­zione cal­pe­stata e sospesa nelle gior­nate geno­vesi. Eppure aveva a dispo­si­zione ben più di una let­tera invia­ta­gli in que­sti lun­ghi anni da chi chie­deva che lo Stato si assu­messe le pro­prie respon­sa­bi­lità per la «macel­le­ria mes­si­cana». Ma si sa, ci sono let­tere e let­tere, alcune si pos­sono citare, altre è più sag­gio ignorarle.

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Un’Amministrazione “CONTRO”… ma non dovrebbe essere “PER”?

Posted by PRC Muggiò su venerdì 21 settembre 2012

Ci è toccato vedere anche questo!

Dopo le legittime richieste di documentazione in merito agli obblighi di legge relativi al monitoraggio della copertura in eternit della scuola Salvo d’Acquisto, un’Amministrazione seria avrebbe dovuto prendere atto dei suoi ritardi e collaborare con i cittadini per rispondere alle loro (LEGITTIME) richieste.

L’Amministrazione PDL-LEGA si è invece incamminata in un percorso surreale in assenza di un confronto vero con i diretti interessati, nel quale ha contribuito ad intorbidire i rapporti con i residenti di Taccona:

  •          Ingiustificato silenzio sull’esistenza o meno della prescritta documentazione di legge relativa all’Indice di Degrado della copertura della scuola
  •          Accuse preconcette di creare allarmismo ai Comitati di quartiere e dei genitori
  •          Corsa alla sostituzione del tetto che probabilmente ha rafforzato, in taluni, una sensazione di pericolo imminente
La tabella con i risultati delle analisi

La tabella con i risultati delle analisi

Morale?

Sostituito a tempo di record (amministrativamente parlando) la copertura in eternit, l’Amministrazione ha pensato bene di regolare i conti CONTRO i reprobi concittadini, genitori e Comitati, colpevoli di non aver atteso osannanti i tempi ed i modi di un’Amministrazione che a fine 2011 latitava; le accuse?  Le analisi della Medicina Del Lavoro dell’ospedale di Desio, effettuate nell’imminenza di rimuovere le coperture in eternit, hanno certificato che neppure una pagliuzza pericolosa era presente nel terreno e nell’aria della scuola (per modo di dire… vedi le analisi), e pertanto non era necessario sostituire con quella urgenza i tetti, ergo, i Comitati hanno artatamente fomentato allarmismo e disinformazione.

Ma che accuse sono mai queste? Su che fatti si basano?

  •          E’ colpa dei Comitati e dei genitori se la (prescritta) documentazione di legge non era presente?
  •          E’ colpa loro se il Responsabile del settore Urbanistica si è tenuto per sé un valore dell’Indice di Degrado stimato in 44, ben peggiore del valore cautelativamente determinato dal Comitato Taccona in 36?
  •          E’ colpa loro se Amministrazione e Dirigenti non hanno voluto condividere il reale stato della vicenda?  Non è per caso che la velocità con cui si è successivamente intervenuti dipende dalla stima di 44?
  •          E’ colpa loro se l’Amministrazione, senza certificazione di legge attestante l’urgenza, ha deciso di intervenire indicendo un Bando di Gara comprensivo di installazione di pannelli solari che è andato deserto, facendo perdere non solo tempo (che sembrava allora così prezioso), ma anche 40.000€ di possibile contributo da parte del Ministero dell’Istruzione?

Noi la pensiamo diversamente!

Noi pensiamo che le analisi della Medicina Del Lavoro dell’ospedale di Desio andavano fatte a Dicembre 2011 PER garantire la sicurezza e la serenità di genitori, insegnanti e bambini che frequentavano la scuola.

Noi pensiamo che genitori ed Associazioni andavano convocati a Gennaio 2012 PER valutare trasparentemente i risultati di quelle (mancate) analisi e PER impostare, in spirito di collaborazione, le azioni successive, fossero esse state la programmazione a breve di tempi e modi della rimozione piuttosto che prendere atto della assenza di pericoli imminenti e concordare un qualsiasi percorso diverso…

Dopo aver eluso le prescrizioni di legge, aver sbagliato nella strategia di marketing comunicativo verso genitori ed Associazioni di quartiere, dopo aver sbagliato (politicamente) il primo bando per la rimozione delle coperture, dopo aver sostituito un tetto che tecnicamente poteva (per ora) restare al suo posto, noi pensiamo che oggi, Settembre 2012, si doveva convocare una pubblica assemblea PER festeggiare lo scampato pericolo e ridere della reciproca commedia degli equivoci, recuperando il riconoscimento delle ragioni reciproche….

Per dirla con uno slogan, noi pensiamo che l’Amministrazione lavora PER i cittadini e non CONTRO di essi.

Nel giorno in cui Bersani a proposito delle vicende nazionali ha dichiarato “Siamo ad un passaggio drammatico, non possiamo stare chiusi nei fortini. La politica non è solo robaccia, ma se non recuperiamo il rapporto tra politica e società non ne veniamo fuori”, è stato triste vedere che su questa vicenda il PD locale ha fatto da sponda a questa Amministrazione.

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L’ora alternativa a quella di religione cattolica è un diritto che la scuola italiana è obbligata a garantire.

Posted by PRC Muggiò su lunedì 9 maggio 2011

Con un’ordinanza del 30 luglio 2010, il Tribunale di Padova ha stabilito che la sua mancata attivazione costituisce “un comportamento discriminatorio illegittimo”. Viene così riconosciuto un diritto civile, quello di scegliere. Un diritto che troppo spesso è taciuto o ostacolato, o anche semplicemente non conosciuto dagli studenti italiani e dalle loro famiglie. Un’importante vittoria legale dell’UAAR, che da anni si impegna per garantire il rispetto dei diritti civili dei milioni di cittadini che non appartengono a una religione.
Hai un’alternativa all’ora di religione. Fai valere il tuo diritto.
Aggiornamento del 26 marzo 2011:
LA RAGIONERIA DELLO STATO DÀ LE DISPOSIZIONI PER IL PAGAMENTO DELL’ORA ALTERNATIVA
Il MIUR, con nota del 22 marzo 2011, ha trasmesso alle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado le indicazioni della Ragioneria Generale dello Stato sul pagamento delle attività didattiche alternative all’insegnamento della religione cattolica.
Il parere, concordato tra il MIUR e il MEF, ribadisce che la scelta di genitori e alunni di avvalersi delle attività didattiche alternative alla religione cattolica rende le stesse un “servizio strutturale obbligatorio”, da pagare “a mezzo dei ruoli di spesa fissa”.
Come anticipato da diversi Uffici Scolastici Regionali, risulta certificato dai due ministeri competenti che i costi dell’ora alterativa sono coperti dallo Stato e non gravano sui singoli istituti scolastici.
I genitori che incontrassero difficoltà nell’accesso all’ora alternativa motivate da presunte mancanze di fondi, possono riferirsi alla nota MIUR del 22 marzo 2011 e/o rivolgersi all’UAAR per tutelare i loro diritti.

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DIAMO I NUMERI DELLA GELMINI

Posted by PRC Muggiò su venerdì 12 novembre 2010

SITUAZIONE NAZIONALE DELLE SCUOLE
Con la Legge 133 del 2008 si decide il taglio di 87.400 insegnanti e 44.500 operatori scolastici e amministrativi in tre anni. In questo modo verranno tagliati entro il 2012 , 8 miliardi di euro sul bilancio della scuola pubblica .
Nei tre ordini di scuola i posti tagliati a livello nazionale per questo anno scolastico sono 26.118 così suddivisi:
PRIMARIA -8.711
SECONDARIA 1°GRADO -3.661
SCUOLA SECONDARIA 2° GRADO – 13.746

Il numero di insegnanti da utilizzare per le classi a TP non può superare quello degli insegnanti utilizzati nell’anno scolastico 2008/2009.
La Finanziaria 2010 ha ridotto di 100 milioni di euro il finanziamento per il funzionamento ordinario e amministrativo delle scuole (da due anni non riceviamo un euro per questo capitolo) + 130 milioni di euro in meno per il pagamento delle supplenze.
A fronte dei tagli che abbiamo detto sopra, 540 milioni sono stati stanziati per le scuole private (+138 rispetto al 2009) di questi 130 provengono dallo scudo fiscale a cui dobbiamo aggiungere gli incentivi e benefit per chi sceglie di mandare i figli/e alla scuola privata.

Dal 2001 al 2009 :
i fondi per l’autonomia didattica sono stati tagliati del 44,50%
i fondi per il Miglioramento Offerta Formativa sono stati tagliati del 68%
i fondi per la formazione del personale in servizio sono stati ridotti dell’ 83% arrivando con la Manovra economica 2010 a ben 5 euro per insegnante!

SITUAZIONE REGIONE LOMBARDIA rispetto all’organico di fatto dello scorso anno.
Posti primaria — 826,
posti secondaria 1° — 407
posti scuola superiore – 1.689

SITUAZIONE DELLA NOSTRA PROVINCIA PER LA SCUOLA PRIMARIA rispetto all’organico di fatto dello scorso anno.
Posti primaria tagliati a livello provinciale – 497
1900 bambini/e iscritti in più
738 docenti in meno rispetto all’anno scorso
147 classi prime trasformate da tempo pieno a tempo ordinario (27 ore)
sono state richieste 7.206 classi a tempo pieno e ne sono state autorizzate 7.059 .
2900 bambini senza tp
N° disabili provincia milano 4170 con soli 1110 insegnanti di sostegno
1.120 docenti di sostegno che mancano per arrivare al rapporto nazionale alunni disabili e insegnanti
SITUAZIONE SPECIALISTE DI INGLESE
Su 14mila posti docenti della primaria su posti comuni, tra quelli formati e idonei ad insegnare Inglese mancano all’appello più di 4mila maestre!!
Il Corso ultimo di formazione linguistica, finanziato dal Miur e partito in giugno, è rivolto ad appena cento docenti! Di questo passo, mentre le risorse sulla formazione con la finanziaria del 2011 invece di aumentare vengono dimezzate, non basteranno nemmeno 40 anni per formarli tutti!
Così anche l’Inglese, fiore all’occhiello della riforma Moratti, è finito nel tritacarne dei tagli Gelmini-Tremonti.

SITUAZIONE DELLA NOSTRA PROVINCIA PER LA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO
N. Studenti 95.057 (+1.567) —— N. Docenti 7.362 (-188)
NUMERO MASSIMO DI ALUNNI/E PER CLASSE:
29 alunni/e alla primaria —- 31 alunni/e all’infanzia —- 30 alunni/e alla media —-
33 alunni/e alle superiori

BILANCIO DEL MINISTERO della DIFESA : qui i soldi ci sono ! (fonte http://www.difesa.it)
Attività didattico-militare nelle scuole superiori “ALLENATI ALLA VITA” : 19,8 milioni di euro
La guerra in Afghanistan costa 50 milioni di euro al mese
CACCIABOMBARDIERE F 35
Costo unitario: 91 milioni di euro – Pezzi ordinati: 131 – Costo totale (al minimo): 12 miliardi di euro
CACCIABOMBARDIERE EUROFIGHTER
pezzi ordinati: 121 – costo totale al 2015: 18 miliardi di euro
PORTAEREI CAVOUR
consegna 2008-2009 – costo 1,3 miliardi di euro
FREGATE MULTIMISSIONE RINASCIMENTO
pezzi ordinati 10 – costo globale: 5,7 miliardi di euro
FREGATE MULTIMISSIONE ORIZZONTE
pezzi ordinati : 2 – costo globale 1,4 miliardi di euro
SOMMERGIBILI TODARO pezzi ordinati 2+2 – costo globale: 1,8 miliardi di euro

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Scuola pubblica: ennesima vergogna di stato

Posted by PRC Muggiò su sabato 6 dicembre 2008

I 120 milioni che muovono la CEI

I 120 milioni che muovono la CEI

Per Paolo Ferrero, segretario del Prc “siamo alla farsa, se non fossimo alla tragedia, sulla scuola si tratta dell’ennesima vergogna di Stato.”

Monsignor Bruno Stenco, direttore nazionale della Cei per l’educazione, aveva detto chiaramente che in questa situazione di tagli alla scuola paritaria le federazioni della scuole cattoliche presto si mobiliteranno in tutto il paese. La chiesa è molto preoccupata per le scuole dei figli dei ricchi, che definiscono “scuole pubbliche non statali”.
E il governo, naturalmente, non si è piegato, si è letteralmente genuflesso e in appena 3 ore, dopo il discorso di Monsignor Bruno Stenco, attraverso il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas ha chiuso la polemica con la Cei affermando: “Possono stare tranquilli, possono dormire su quattro cuscini” spiegando che tanto ci sarà un emendamento che ripristinerà il livello originario dei fondi per le scuole paritarie. Un emendamento dove vengono stanziati 120 milioni per il 2009 alle scuole private.

Confermato il taglio di 8 miliardi in tre anni per la scuola pubblica!

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IO NON CI STO! Il futuro è di chi lo ricerca

Posted by PRC Muggiò su venerdì 28 novembre 2008

Sabato 29 Novembre manifestazione in difesa della scuola pubblica

Sabato 29 Novembre manifestazione in difesa della scuola pubblica

Non si ferma la mobilitazione degli studenti universitari; per informazioni sulle loro iniziative visitare i seguenti siti:
Sono disponibili anche i seguenti video:

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Gelmini: la protesta a Muggiò

Posted by PRC Muggiò su venerdì 31 ottobre 2008

 

La protesta in via I maggio

La protesta in via I maggio

Anche a Muggiò si fa sentire la protesta contro i taglia alla scuola pubblica del governo di centro-destra.
Giù le mani dalla scuola pubblica

Giù le mani dalla scuola pubblica

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In difesa della scuola pubblica

Posted by PRC Muggiò su martedì 14 ottobre 2008

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare  le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.
Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.
A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà.
Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Piero Calamandrei, discorso pronunciato
al III Congresso in difesa della Scuola nazionale,
Roma, 11 Febbraio 1950

Piero Calamandrei, discorso pronunciato
al III Congresso in diuola nazionale, Roma, 11 Febbraio 1950

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Insegnati precari; resistere è possibile

Posted by PRC Muggiò su lunedì 6 ottobre 2008

Una sentenza del Tribunale di Roma ha condannato il ministero della Pubblica istruzione per un prolungato atto discriminatorio nei confronti degli insegnanti precari , vincitori di un pubblico concorso ed inseriti regolarmente nelle graduatorie su posto comune, a vantaggio degli insegnanti di religione cattolica (nominati dal Vicariato e immessi in ruolo senza concorso). A questi ultimi, durante il periodo di precariato, è riservato un trattamento di favore che consiste in un aumento dello stipendio del 2,5 per cento in più ogni 2 anni.

Il ricorso fatto, e vinto, dalla professoressa Rizzato di Roma (alla quale è stato riconosciuto un risarcimento di 2.611,35 euro) è un importante precedente.

Il partito mette a disposizione dei precari della scuola che vorranno vedersi riconosciuto il medesimo diritto un Ufficio legale per i ricorsi. Per contatti telefonare alla segreteria del dipartimento nazionale Scuola ai numeri: 0644182257 – 0644182236 o mandare una e-mail a scuola.prc@rifondazione.it.

11 Ottobre manifestazione nazionale contro Governo e padronato

11 Ottobre manifestazione nazionale contro Governo e padronato

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