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Posts Tagged ‘servizi sociali’

SFRATTI E PIANO CASA: MENO FESTE E PIÙ RISPOSTE

Posted by PRC Muggiò su giovedì 8 gennaio 2015

casa-bettola-diritto-alla-casaIn queste ultime settimane, a Cinisello, un gruppo di persone (donne, bambini, invalidi) sfrattati e senza casa, con l’appoggio dell’Unione Inquilini, ha occupato uno stabile pubblico, venendo sgomberati nel giro di pochi giorni alla luce del fatto che alcuni uffici erano ancora utilizzati dai servizi sociali. Questo non risolve comunque il problema di fondo di troppe famiglie condannate a vivere in strada, colpevoli forse di aver perso il lavoro e non potersi permettere di saldare affitti o mutui. Il gesto in sé non era funzionale all’interruzione di un servizio pubblico (come vuole far credere il Sindaco di Cinisello) ma è una modalità d’azione, forse l’unica rimasta, per organizzare i troppi nuclei familiari sfrattati e richiedere SUBITO una soluzione politica e pratica a questa nuova piaga.

Parallelamente invece, a Sesto S. Giovanni, gli sfratti sono stati bloccati fino a maggio 2015 utilizzando le possibilità offerte dal decreto attuativo dell’art 6, comma 5, del Decreto Legge del 31/08/2013 n.102 che permette di graduare gli sfratti esecutivi per “morosità incolpevole” contenuti in una lista compilata dal Comune e comunicata al Prefetto. Tale decreto stanzia anche dei fondi regionali, da ripartire tra i Comuni, da utilizzare per i rinnovi dei contratti d’affitto o per il pagamento delle caparre ai proprietari.

DECRETO LEGGE 31/08/2013 N.102

Art. 5 Priorità nella concessione dei contributi

1. I provvedimenti comunali di cui al presente decreto sono destinati alla concessione di contributi in favore: a) di inquilini, nei cui confronti sia stato emesso provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, che sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto a canone concordato; b) di inquilini la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione. In tal caso il comune prevede le modalità per assicurare che il contributo sia versato contestualmente alla consegna dell’immobile; c) di inquilini, ai fini del ristoro, anche parziale, del proprietario dell’alloggio, che dimostrino la disponibilità di quest’ultimo a consentire il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile.

Art. 6 Graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica

1. I comuni adottano le misure necessarie per comunicare alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo l’elenco dei soggetti richiedenti che abbiano i requisiti per l’accesso al contributo, per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto.

Due modi opposti per affrontare lo stesso problema.

A questo proposito saremmo curiosi di sapere come si pensa di affrontare la questione nel Comune di Muggiò.

E’ stata fatta un’inchiesta sulla situazione degli sfratti a Muggiò e in caso affermativo quali sono i risultati?

E’ stata redatta la lista dei “morosi incolpevoli” di Muggiò da trasmettere al Prefetto?

Quanti sono i fondi statali a disposizione dell’Amministrazione Comunale per interventi di sostegno agli inquilini in difficoltà?

Dalle risposte a queste domande si potrà capire che tipo di atteggiamento assumerà la nostra Amministrazione rispetto al “problema casa” che potrebbe assumere aspetti preoccupanti alla luce del “Piano Casa” renziano che prevede la cessione a i privati degli alloggi comunali e ALER, oppure alla luce delle norme del decreto Lupi che prevede la chiusura totale dell’erogazione di acqua potabile (in netto contrasto con le normative internazionali che garantiscono i minimi vitali di circa 40 litri al giorno), luce e gas agli inquilini occupanti, che rischiano anche di vedersi revocata la residenza.

Il PD vara questo tipo di manovre e al contempo si dichiara vicino agli ultimi…siamo forse gli unici a vedere una grossa contraddizione?

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Regolamento per la concessione di contributi e sussidi economici di Muggiò; un grave errore che causa una forte ingiustizia

Posted by PRC Muggiò su venerdì 31 ottobre 2014

Nel novembre 2009 la ex-Giunta di destra ha deliberato una versione del “Regolamento per la concessione di contributi e sussidi economici a persone fisiche” che criticammo ampiamente e sul quale proponemmo diversi emendamenti migliorativi (vedi qui); Tutte le proposte furono bocciate da PDL, Lega Nord e Brianza 2009, con l’astensione di PD e Lista Fossati (oggi lista Insieme per Muggiò). Assurda fu la posizione del PD che nel 2004 aveva votato contro il precedente regolamento sebbene fosse migliore della versione votata nel 2009.

A distanza di anni emerge però un ulteriore e grave errore in quel regolamemento, un errore a danno di uno dei soggetti più deboli destinatari degli interventi di sostegno, i disabili.

disabileLa vicenda è tecnicamente complessa e nasce dalla traduzione in atti amministrativi dei Decreti Legislativi 109/1998 e 130/2000 dove si fissano “criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti” (leggasi criteri ISEE  per accedere ai servizi sociali individuali). La normativa nazionale, art. 3 comma 2ter, recita: “Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave, … omissis …, nonchè a soggetti ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali, … omissis … al fine di favorire la permanenza dell’assistito presso il nucleo familiare di appartenenza e di evidenziare la situazione economica del solo assistito, anche in relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione, … omissis”
Cosa vuole dire questo testo di legge? Vuole dire che per le persone con handicap grave necessarie di permaenza diurna o continuativa  in RSA, comunità alloggio e similari, il reddito ISEE da considerare è quello personale del singolo assistito e non quello familiare.

Su questo testo negli ultimi 5 anni si sono scontrate nelle aule dei tribunali amministrativi le ragioni delle famiglie con soggetti portatori di handicap contro le interpretazioni delle Amministrazioni Locali che hanno ignorato quel testo e continuato a computare all’interno dei requisiti ISEE i redditi di tutti i membri del nucleo familiare. Ma di recente è intervenuta una sentenza del Consiglio di Stato (la n. 05355/2013) che censura l’illegittima richiesta dell’Amministrazione di considerare il cumulo dei redditi familiari al posto del reddito personale del singolo assistito.

Torniamo ora al regolamento per la concessione di contributi e sussidi economici di Muggiò, anche a seguito delle giuste rimostranze di alcuni concittadini che si sono rivolti a noi lamentando la mancata applicazione delle norme nazionali.

Rileviamo che effettivamente nè la formulazione dell’ articolo 17 (Interventi economici per la fruizione di servizi residenziali per anziani e diversamente abili), nè quella dell’articolo 18 (Interventi di residenzialita’ temporanea) del nostro regolamento hanno in alcuna considerazione il diverso metodo di calcolo del requisito ISEE che deve essere applicato in questi casi.

C’è inoltre un ulteriore e delicato aspetto che deve essere chiarito nel nostro regolamento in merito ai documenti da allegare alla domanda di contributo , infatti il nostro art. 17 recita: “Il richiedente per accedere alla prestazione ha l’obbligo di dimostrare di avere richiesto innanzitutto ai propri familiari (per la definizione dei quali si rimanda ai precedenti artt. 11 e 12) gli alimenti per far fronte alla propria situazione di difficoltà economica. Insieme alla domanda di accesso ai benefici economici, il richiedente pertanto deve presentare idonea dichiarazione dei tenuti per legge attestante l’impegno a partecipare al progetto di aiuto, secondo le rispettive possibilità economiche, da definire successivamente sulla base del minimo vitale

Quando, per contro, la citata sentenza del Consiglio di Stato testualmente recita:  “Inoltre, proprio perché la disciplina in esame è diretta ad individuare solo un metodo di calcolo del reddito dell’avente diritto alla prestazione, essa non può essere interpretata nel senso di dilatare il novero dei soggetti obbligati a sostenere le spese della prestazioni erogate al disabile, ed in particolare non consente di considerare obbligati altri familiari. Insomma, obbligato al pagamento può essere ritenuto solo il soggetto che riceve la prestazione anche se il suo reddito viene calcolato con riferimento alla sua situazione familiare (cfr. Tar Lombardia Milano, sez. I, 7 febbraio 2008, n. 291). Ecco, allora, che la presenza di obbligati agli alimenti può rilevare ai fini del calcolo dell’ISEE familiare del disabile, ma non può integrare una causa di esclusione dal beneficio, come invece previsto dal regolamento impugnato.

 

Abbiamo già detto che nel 2009 l’Amministrazione Comunale votò un regolamento peggiore di quello in vigore nel 2004. Adesso, dopo i rilievi del Consiglio di Stato, non capiamo cosa si stia aspettando per correggere le norme illegittime presenti nel regolamento e sospendere le scorrette modalità applicate fino ad oggi dai servizi sociali.

Se negli scorsi anni si poteva avanzare un pretestuoso dubbio interpretativo, oggi non ci sono più alibi, ed ogni mese che passa è una colpevole vessazione nei confronti di una delle fasce più bisognose della nostra società.

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Il 06 Maggio si mette la pietra tombale sul Dopo di Noi

Posted by PRC Muggiò su sabato 4 Mag 2013

Il prossimo 6 Maggio andrà in votazione la modifica alla convenzione vigente con la Soc. CESAS S.r.l. per la gestione della RSA (Casa di Riposo).

E’ una brutta pagina per il comune di Muggiò in quanto, in un colpo solo, si mette una pietra tombale alla possibilità di realizzare un Dopo di Noi dotato di risorse certe e di un futuro sostenibile mentre, al contempo, si regalano 2 milioni di euro alla società CESAS.

I conti portanti in Consiglio Comunale sono imbarazzanti: 

I numeri "addomesticati" che vengono portati in Consiglio Comunale

I numeri “addomesticati” che vengono portati in Consiglio Comunale

servono per giustificare una ristrutturazione della RSA  (facoltativa e finalizzata in pratica ad incrementare gli utili della gestione e quindi a massimizzare i profitti) fatta a totale spese degli anziani ricoverati e delle loro famiglie; servono per dire che c’è spazio solo per un misero aumento dei posti convenzionati con tariffa agevolata al 50% dai 10 attuali a 12… ma prolungando la gestione di ben 15 anni, fino al 2038, alla faccia della concorrenza che avrebbe permesso di mettere a gara la struttura nel 2024 così da massimizzare i benefici sociali dell’intervento tramite la riduzione delle tariffe, oppure tramite il raddoppio dei posti convenzionati, oppure indirizzando gli utili della gestione a sostegno del Dopo di Noi!
Non poteva mancare la demagogia di destinare 500.000€ (soldi derivanti dai servizi sociali) alla ristrutturazione della Caserma dei Carabinieri (struttura che colpevolmente Zanantoni ha fatto insediare in un immobile inadeguato e non a norma… come è il suo STILE), ma questo è un’altro discorso che si affronterà in altro ambito.

Invece i conti che dimostrano la perdita di ben due milioni di euro sono presto fatti

La perdita di 2 milioni di euro per i servizi sociali e per il Dopo di Noi

La perdita di 2 milioni di euro per i servizi sociali e per il Dopo di Noi

Basta considerare che l’attuale struttura, con gli utenti, le tariffe agevolate e tutto quanto è connesso alla convenzione, sarà completamente ammortizzata nel 2024 (ma non bisogna essere dei premi nobel per capire che il rientro totale avverrà prima di quella data), e quindi questa struttura tariffaria applicata alla platea degli attuali 100 utenti genererà un utile di oltre 327.000€ annuali a partire da quella data, che proiettati sui 15 anni della proroga generano una plusvalenza di quasi 5 milioni di euro.

Ci sono quindi larghissimi margini non solo per attuare la ristrutturazione dell’immobile, ma per distribuire alla collettività un tesoretto che permette di aggiungere non i due miseri posti aggiuntivi previsti da Zanantoni, bensì UNDICI posti aggiuntivi… oppure per dirottare le risorse disponibili sul Dopo di Noi, e se fosse toccato a noi avremmo fatto questa scelta.

Da domani chiederemo coerenza a tutte le forze politiche che voteranno questa bassa speculazione imprenditoriale… l’anno prossimo cancellate dai vostri programmi elettorali la voce “progetto Dopo di Noi”, e ditelo chiaramente ai vostri sostenitori!

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Servizi sociali secondo il Sindaco…

Posted by PRC Muggiò su domenica 25 novembre 2012

 

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