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Posts Tagged ‘Sindaco’

Arrestato il Sindaco di Seregno (Forza Italia) per corruzione

Posted by PRC Muggiò su martedì 26 settembre 2017

da infonodo.org

Seregno – Mazza: “Ogni promessa è debito”. L’intercettazione con Lugarà che incastra il sindaco

26/09/2017

di k.ts.

Edoardo Mazza, sindaco di Seregno, è stato arrestato questa mattina per corruzione.
In cambio dei voti garantitagli dall’imprenditore edile Antonino Lugarà, un passato nella DC, gambizzato negli anni ’90 nell’ambito di una faida di ‘ndrangheta che contrapponeva la famiglia Miriadi ai boss Peppe Flachi e Coco Trovato, il sindaco avrebbe facilitato le pratiche per la trasformazione dell’area ex pulman Dell’Orto, area di cui Lugarà era diventato proprietario.
L’imprenditore, anch’esso arrestato, è considerato contiguo alle organizzazioni mafiose di stampo ‘ndranghetista.
Il comando dei Carabinieri ha diffuso un video in cui si vedono prima a colloquio Mazza e Lugarà, poi si sentono le intercettazioni tra lo stesso Lugarà e un consigliere di maggioranza, Stefano Gatti di Forza Italia.
Infine l’intercettazione tra lo stesso Lugarà e Mazza.
Lugarà: “La prima pratica che doveva andare dopo la campagna elettorale, era la mia. La prima”.
A cui il sindaco di Seregno risponde così: “Ogni promessa è debito, no?”.

I tre, Mazza, Gatti e Lugarà, erano stato fotografati durante la campagna elettorale del maggio 2015, insieme a Mario Mantovani anche lui indagato, poi arrestato nell’ottobre del 2015 per tangenti nella sanità lombarda, durante un rinfresco elettorale nella panetteria Tripodi di Antonino Tripodi, arrestato nel 2010 nell’inchiesta Infinito sulla presenza della ‘ndrangheta in Lombardia e condannato per l’arsenale di armi che occultava nel suo garage (vedi Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss. Ora il ballottaggio).

La panetteria era stata chiusa nel gennaio del 2016 per ordine della Prefettura perché considerata contigua con la ‘ndrangheta (vedi Seregno – ‘Ndrangheta. Revocata la licenza a Tripodi, smarrimento tra i tripodisti).

L’ex assesore all’urbanistica Barbara Milani avrebbe ricevuto forti pressioni da parte del sindaco Mazza e del vicesindaco Giacinto Mariani per favorire alcune operazioni urbanistiche. A seguito delle pressioni ricevute, Barbara Milani avrebbe presentato un esposto alla Procura e poi si è  dimessa nel maggio di quest’anno, denunciando anche altre situazioni poco chiare (vedi Seregno – La lettera di dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Barbara Milani e anche Seregno – Il distributore di Giussani, il pozzo fantasma e le dimissioni dell’assessore Milani).

Il video delle intercettazioni.

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Il lavoro al nostro tempo

Posted by PRC Muggiò su martedì 7 marzo 2017

altan-da-la-repubblica-del-30-agosto-2011.jpg

Leggi il comunicato di solidarietà del PRC Muggiò.

Succede che un imprenditore voglia aprire un’attività produttiva senza assumere manodopera e che perciò si rivolga ad una “cooperativa” a cui delega tutta la gestione della produzione e del personale.

Succede però che la “cooperativa”, costituita a stragrande maggioranza da lavoratori stranieri, non applichi il contratto di lavoro previsto, non paghi malattia, straordinari e ferie ed inoltre il “responsabile” si renda colpevole di molestie sessuali.

Succede che i lavoratori si arrabbino, si organizzino in un sindacato, scioperino ed ottengano il licenziamento del “responsabile” e la sostituzione della “cooperativa”.

Succede che la nuova “cooperativa” (che non a caso si chiama Etika, con la Kappa), continui a comportarsi come la precedente, i vari incontri con le parti risultino inconcludenti e che di conseguenza continuino anche gli scioperi ed i presidi ai cancelli.

Succede allora che l’imprenditore chieda che i lavoratori iscritti al sindacato non lavorino più per lui, licenziandoli di fatto. Alla faccia del “lavoro di squadra e affiatamento” pubblicizzati negli slogan aziendali.

Succede quindi che la “cooperativa” convochi altri lavoratori in sostituzione di quelli licenziati i quali però bloccano i cancelli dell’azienda per impedirne l’accesso.

Succede che questi ultimi vengano manganellati dai carabinieri, (clicca e guarda il video) i media ne parlino ed intervengano finalmente le Autorità per tentare di trovare una soluzione condivisa.

Succede anche che in Consiglio Comunale c’è chi – tra le massime cariche cittadine – vuole salvare capra e cavoli, l’imprenditore e i lavoratori depredati dei diritti contrattuali, il manganello e il manganellato, il boia e il condannato.

Non è la sceneggiatura di un film ma è quanto avvenuto e sta avvenendo alla TONCAR di via Sondrio a Muggiò tra i 90 lavoratori organizzati dal SOL COBAS e la proprietà dell’azienda.

Una situazione che evidenzia quanto ormai il lavoro manuale non sia un valore in sé ma accessorio come tanti altri del processo di produzione e come tale venga usato. Un accessorio così come vengono considerati i lavoratori stessi, sostituibili a seconda dei capricci del padrone e delle fluttuazioni di mercato: si veda la K-Flex di Roncello e le centinaia di lavoratori in presidio contro i licenziamenti di massa e la delocalizzazione della fabbrica attuata per ridurre i costi del lavoro oppure la lotta dei mesi precedenti dei lavoratori licenziati da Marcegaglia che mise in vendita un sito produttivo a Sesto S.Giovanni per ottenere liquidità utile per operazioni finanziarie e immobiliari; o ancora l’annosa vicenda Panem, dove i litigi famigliari tra proprietari hanno bloccato un intero sito produttivo.

E’ la stessa filosofia che sta alla base del Job Act, dei voucher, delle norme sugli appalti, dell’abolizione dell’Art. 18, tutti aspetti del lavoro affrontati con la legge di iniziativa popolare ed i referendum proposti dalla CGIL dei quali però ad oggi nessuno ne parla.

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Giorno del Ricordo o della memoria corta?

Posted by PRC Muggiò su domenica 5 febbraio 2017

Abbiamo più volte fatto notare la tragica narrazione della realtà dei terribili momenti vissuti dalle popolazioni al confine italo-jugoslavo, costruita abilmente per alimentare il sentimento nazionalista antislavo e anticomunista.

Nel 2015 è stata organizzata una mostra, realizzata con documenti storicamente autentici, che per due mesi ha occupato la galleria della Coop di Muggiò, per tentare di ridare un senso storico non distorto alla commemorazione, che come è organizzata oggi pecca di strabismo ed è lesiva della verità e della memoria di tutti coloro i quali nelle foibe ci sono finiti da innocenti, italiani o jugoslavi che fossero.

La mostra era organizzata dall’ANPI ed ha visto alla sua inaugurazione la presenza della Amministrazione comunale.

LA FOTO – NIENTE MENO CHE UN FALSO STORICO – CHE VIENE PUBBLICIZZATA QUEST’ANNO SUL MANIFESTO DELL’INIZIATIVA PER IL 10 FEBBRAIO ERA TRA QUELLE PRESENTI NELLA MOSTRA!

img_20170130_150502Questa foto, che nell’immaginario collettivo, rappresenterebbe la malvagità dei soldati slavi intenti a fucilare degli inermi istriani per poi gettarli nelle foibe,

ALTRO NON è CHE LA FUCILAZIONE, DA PARTE DEI SOLDATI ITALIANI, DI OSTAGGI SLOVENI CATTURATI DURANTE L’OCCUPAZIONE FASCISTA ITALIANA.

Molte sono state le occasioni di smentita della veridicità della foto, ma è utile ricordare quella che venne messa in onda nella trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa per la giornata del ricordo del 2012.

Ospiti in studio, tra gli altri, gli storici Raoul Pupo e Alessandra Kersevan.

In quell’occasione, seguita da miloni di italiani emerge, con enorme disappunto di Bruno Vespa, che la foto non mostra la fucilazione di vittime italiane da parte dei feroci partigiani titini. Tutt’altro. Alessandra Kersevan, fa notare che la foto ritrae la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Raoul Pupo interviene sulla questione solo quando viene interpellato direttamente dalla Kersevan e conferma che il contenuto dell’immagine è completamente opposto a quanto viene fatto passare nella trasmissione.

Quando è costretto a prendere atto che la foto ritrae effettivamente ostaggi sloveni fucilati da un plotone d’esecuzione italiano, il conduttore si giustifica dicendo che l’immagine è tratta da un libro sloveno ma non si scusa per il macroscopico errore

In effetti la fotografia è stata scattata nel villaggio di Dane, nella Loška Dolina, a sudest di Lubiana. Si sa anche il giorno in cui la foto fu scattata, il 31 luglio 1942, e addirittura i nomi dei fucilati:
Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič, Edvard Škerbec.

Come nella Wehrmacht e nelle SS, anche nell’Esercito italiano si documentavano stragi e crimini, salvo tenerli nascosti negli anni successivi per confermare il (finto) cliché del «buon soldato italiano».

A protestare contro il clamoroso errore è addirittura il Ministero degli esteri sloveno che segnala al Comune di Bastia Umbra l’uso improprio della fonte. Altre volte lettere giungono da storici indipendenti come Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Le reazioni sono spesso di scuse (con la conseguente rimozione del materiale iconografico da siti online), ma in alcuni casi – quali quella dell’assessore alla cultura di Bastia Umbra Rosella Aristei – si procede ad un’improbabile giustificazione dell’uso della foto come denuncia simbolica della violenza, esecrabile in tutte le sue varie forme.

La vicenda della foto di Dane ha il suo apice in una lettera di protesta spedita direttamente al presidente Napolitano da parte di Miro Mlinar, Presidente dell’Associazione dei combattenti per i valori della lotta di liberazione nazionale di Cerknica (Slovenia), offeso dal fatto che l’immagine fosse stata addirittura pubblicata impropriamente sul sito del Ministero degli interni italiano.

Il Presidente dell’Associazione dei combattenti slovena sostiene che è stata proprio la pubblicazione sul sito ufficiale italiano a giustificare in seguito l’uso scorretto della foto, facendola diventare uno strumento improprio per aizzare l’odio verso il popolo sloveno. Per questo suggerisce a Napolitano di spostare la data del Giorno del ricordo al 10 giugno, «data del vero inizio delle tragedie del popolo italiano.» A quanto risulta Napolitano non si è nemmeno degnato di rispondere a Mlinar.

Purtroppo la storia è piena di bufale, falsità e revisionismi e proprio per questo motivo compito delle istituzioni è di verificare con estrema attenzione le fonti delle informazioni che ricevono.

Il manifesto affisso dal Comune di Muggiò e firmato dal Sindaco Maria Fiorito va subito ritirato o sostituito e va fatta ammenda nel corso dello spettacolo stesso, nel rispetto della storia e della memoria.

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Dopo di Noi. Un’occasione da non perdere

Posted by PRC Muggiò su giovedì 22 dicembre 2016

Giungono voci, sempre più frequenti, di sviluppi finalmente positivi sul Dopo di Noi a Muggiò.

disabili-1Il progetto ha una storia lunga e sterile, rimpallato di amministrazione in amministrazione, oggetto di ipotesi serie come di proposte elettoralistiche.

I constanti rinvii hanno frenato a tal punto il progetto da far ritenere impercorribile la strada di creare nel breve-medio periodo dei luoghi di residenza e convivenza tra persone affette da disabilità, specie quando queste perdono l’indispensabile aiuto dei loro genitori.

Ma sembrerebbe che qualcosa ora si sia sbloccato.

Pare che sia arrivata la proposta di un privato intenzionato a donare un immobile direttamente all’Associazione Aurora, l’associazione che raggruppa i genitori dei disabili muggioresi; uno stabile dotato di notevoli metrature che, previa ristrutturazione, potrà ospitare un Dopo di Noi sul territorio comunale. La proposta è giunta all’attenzione del direttivo dell’Associazione che ha provveduto a coinvolgere i tecnici comunali, il Sindaco e lo staff del donatore, già usciti per un sopralluogo dello stabile.
L’ipotesi sembra estremamente seria, perché non si parla di un privato qualsiasi ma della vedova dell’industriale Brugola, recentemente scomparso, in possesso della Cascina Brugola, lo stabile oggetto della donazione (o dell’affido).

Come Rifondazione Comunista di Muggiò pensiamo che se davvero la vedova Brugola donasse quell’immobile direttamente all’Associazione Aurora, allora si determinerebbero le condizioni affinché il complesso meccanismo di una fondazione dedicata alla realizzazione del progetto Dopo di Noi si metta finalmente in moto. Solo a quel punto infatti i possibili attori della fondazione – Associazione Aurora, Amministrazione Comunale, vedova/azienda Brugola ed altri privati che volessero concorrere alla realizzazione – avrebbero l’interesse e si potrebbero veramente riunire con pari dignità e ruolo, senza che i diretti interessati, rappresentati dall’Aurora, vengano chiusi o incanalati in soluzioni estemporanee e/o improvvisate, senza nessuna prospettiva strategica (che politicamente è l’aspetto che più ci interessa).

La struttura, una volta resa funzionale e fruibile, potrà essere gestita da una Fondazione – come nel progetto originario – che comprenda l’Associazione Aurora, il Comune, il donatore privato e i soggetti interessati dalla proposta.

Ci saranno tanti problemi.

Ovviamente il Comune avrà tutto l’interesse a sostenere una futura fondazione, e per questo magari potrebbe dover rinunciare ad incamerare gli oneri di urbanizzazione delle opere necessarie a ristrutturare la cascina o contribuire organizzativamente e/o economicamente in qualche altra forma.

L’Associazione Aurora dovrà maturare, diventare adulta, ed accettare la sfida che la donazione di un simile bene le assegna; ma questo non può che rinsaldare la forza e la comunione d’intenti che fino ad oggi ha tenuto assieme questa fragile e delicata realtà del nostro territorio.

La vedova, ma anche i privati che successivamente dovessero farsi avanti con ulteriori donazioni e contributi, dovranno perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale, senza secondi fini di qualsiasi natura.

Oggi sono solo voci.

Ma sono voci che lasciano ben sperare! Ci auguriamo che l’Aurora accetti la donazione e che il Comune si impegni a facilitare il percorso per poi concorrere a costituire una fondazione efficiente e partecipata. Ci auguriamo che la volontà politica per il bene comune possa far superare tutti gli ostacoli tecnici ed amministrativi.

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Giornata della Memoria e Giorno del Ricordo, “accostamento aberrante”

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 11 febbraio 2015

Sindaco ed assessore alla cultura del comune di Muggiò hanno firmato e propagandato questo volantino:

Volantino

Due giornate nazionali accostate come se fossero equiparabili.

Non si tratta solo di un errore storico ma di una forma subdola ed “aberrante” – per dirla con le parole dello storico Miccoli che nel ’76 scriveva questo articolo: http://www.diecifebbraio.info/2013/05/risiera-e-foibe-un-accostamento-aberrante-articolo-di-giovanni-miccoli-del-1976/ – di revisionismo.

Riportiamo qui due articoli redatti dal gruppo Wu Ming Fundation e Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette che trattano il tema maldestramente cavalcato dall’amministrazione comunale.

Ci solleva il fatto che almeno non abbiamo assistito a manifestazioni nostalgiche come negli anni passati.

FOIBE O ESODO? 24 FAQ SUL GIORNO DEL RICORDO di Wu Ming Fundation: clicca qui per leggere tutto.

[…] 3. Perché la «Giornata della memoria» va bene e il «Giorno del ricordo» no?

La monetizzazione politica della Shoah da parte del sionismo ha sempre colpito il neoirredentismo nostrano, che ha cercato di mutuarne spregiudicatamente i meccanismi di legittimazione. Nel dopoguerra l’unico frasario disponibile per riprodurre il paradigma vittimario era quello dell’olocausto, così si iniziò a parlare di «genocidio delle genti giuliane», facendo inorridire storici come Giovanni Miccoli dell’IRSML, che lo definì un «accostamento aberrante»[3].
Poi arrivò la guerra nell’ex-Jugoslavia, il massacro di Srebrenica permise di giocare sullo stereotipo dell’atavica barbarie orientale-balcanica e così un nuovo vocabolo, la “Pulizia etnica” (ma in verità esisteva già “bonifica etnica”, usata storicamente per descrivere la snazionalizzazione della Venezia Giulia operata dal fascismo), soppiantò il genocidio che tuttavia rimase in sordina per poi riemergere proprio nel linguaggio del giorno del Ricordo, strategicamente piazzato due settimane dopo quello della Memoria a scimmiottarne nome e forma.
Lo scopo malcelato è quello di ingenerare confusione – vedasi le «Foibe Ardeatine», tragicomica crasi segnalata da Federico Tenca Montini[4] – tra due episodi incomparabili: da un lato una commemorazione mondiale dal significato universale, dall’altro una commemorazione di impianto nazionale. Uno squilibrio che si manifesta a ogni livello di questo accostamento: emigrazione equiparata a deportazione, epurazioni politiche e rese dei conti equiparate a sterminio e massacri indiscriminati.
Interessante è anche confrontare i significati simbolici dei giorni prescelti dalle due commemorazioni: mentre nella giornata della memoria si celebra la liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche – la fine del male per gli ebrei – dall’altra parte si celebra la firma del trattato di pace – l’inizio del male secondo una certa narrazione esule – un male che continua e che idealmente soltanto la restituzione delle terre sottratte o dei “beni abbandonati” potrebbe chiudere.
Se proprio si volesse prendere ad esempio la giornata della memoria si dovrebbe indicare una data che celebrasse la fine delle ostilità, magari il 10 novembre, firma del Trattato di Osimo. Nessuna associazione di esuli lo accetterebbe, quella data in zona suscita ancora malumori (riemersi persino in recenti avventure politiche, come MTL) ma se non altro significò la normalizzazione dei rapporti italo-jugoslavi e la fine definitiva delle ostilità fra i due paesi. In realtà il giorno del Ricordo non ricopia quello della memoria, ma ne è un detournement: si ricalcano gli aspetti emotivi ma si perseguono diverse finalità. […]

L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO di Dieci Febbraio Millenovecentoquarantasette: clicca qui per leggere tutto.

Il parallelo che viene talvolta tracciato, in alcuni ambienti e circostanze, tra “Auschwitz” – o altri luoghi ed episodi della violenza genocidaria nazifascista – e le cosiddette “foibe”, è un abominio storiografico che va rigettato con sdegno.

Simili accostamenti sono fuorvianti dal punto di vista storico e sono profondamente diseducativi dal punto di vista didattico, quando vengono usati come espediente per inculcare negli studenti certe interpretazioni “semplificate” dei fatti accaduti nel corso della II Guerra Mondiale. Sono accostamenti insostenibili sotto il profilo morale, innanzitutto, in base ad elementari considerazioni: di carattere numerico (il “conteggio dei morti” ha una sua importanza nella storiografia, ed è ipocrita affermare il contrario); di carattere logico (non avrebbe avuto senso per il movimento partigiano e lo Stato jugoslavo nascente pianificare operazioni di “pulizia etnica” contro chicchessia, visto che quello Stato si fondava sul suo carattere multi-nazionale e internazionalista e gli italiani furono una componente importante dello stesso Esercito Popolare di Liberazione, con ben quattro Divisioni di combattenti inquadrate al suo interno); di opportunità politica (equiparare la violenza strutturale e programmatica del nazifascismo a qualsivoglia episodio criminale avvenuto ad opera delle altre parti in conflitto era e dovrebbe rimanere esclusiva dei reduci ed eredi del nazifascismo stesso).

Già negli anni Settanta, il professor Giovanni Miccoli ebbe occasione di intervenire con parole cristalline su questo tema, scrivendo un articolo che rimane -purtroppo- attualissimo. Diciamo “purtroppo” perché l’aria è cambiata, dagli anni Settanta ad oggi, al punto che persino l’A-B-C della Storia e della storiografia va riaffermato. Così, in troppi casi registriamo che proprio quell’accostamento aberrante (così lo definì Miccoli) viene proposto in tutte le sue più incredibili varianti […]

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Propaganda e affissioni pubbliche: cosa non torna

Posted by PRC Muggiò su martedì 3 febbraio 2015

Di seguito riportiamo gli articoli del Giornale di Monza di martedì 3 febbraio 2015 e del Cittadino di sabato 7 febbraio 2015.

Clicca qui per leggere il testo completo dell’esposto.

espostoClicca qui per leggere il testo completo dell’esposto.

esposto1

Clicca qui per leggere il testo completo dell’esposto.

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Cronistoria di un ecomostro

Posted by PRC Muggiò su martedì 6 maggio 2014

Tratto da infonodo.org

Submitted by Izz on 304\2014

Di Pier Attilio Trivulzio

Muggiò – Lo Stile Zanantoni. La gestione urbanistica del candidato sindaco che corre per il terzo mandato

zann2Tra Ici non pagata e ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, il “cubo di cemento” fatto costruire dall’amministrazione Zanantoni dentro al parco del Grugnotorto alla società Tornado Gest di Felice Vittorio Zaccaria – dichiarata fallita dal Tribunale di Monza nel gennaio 2010 con debiti per 56milioni di euro – è finora costato ai muggioresi oltre 2,5milioni di euro, ma il conto finale rischia d’essere ancor più salato.

Per il fallimento della Tornado Gest, Zaccaria è stato condannato in primo grado a 5 anni, la moglie, Aldina Stagnati, amministratrice della società, a 4 annni.

Saverio Lo Mastro, subentrato alla Stagnati nella proprietà – di fatto trasformando il multisala in una lavatrice della ’ndrangheta – e Stefano Firmano che a Lo Mastro aveva ceduto le quote societarie, hanno patteggiato rispettivamente a 4 e a 3 anni di reclusione.

Assolto invece il cinese Song Zhicai che a Zaccaria aveva versato 2,6 milioni di euro, primo anticipo per entrare nella proprietà dell’immobile trasformato nel frattempo in un Cinamercato.
In autunno è previsto a Milano il processo d’appello.

Storia lunghissima quella della costruzione del multisala, immaginato da Felice Zaccaria (procuratore della società) già nel 1990 dopo aver acquistato da Bozzi e Falsone i terreni agricoli che erano stati dei marchesi Casati Stampa.

CONTINUA A LEGGERE.

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Comunicato stampa

Posted by PRC Muggiò su domenica 27 aprile 2014

TESTATA_2013_se

La lista dei candidati

Dopo 5 anni di impegno in Consiglio Comunale, unici seri oppositori alle scellerate posizioni della destra e all’immobilismo del centrosinistra, Rifondazione Comunista prosegue su questa strada di impegno a favore della città e candida Lorenzo Capizzi, 55 anni, consigliere comunale, alla guida della lista “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a Sinistra”.

La lista unisce la sinistra d’alternativa che non rinuncia agli ideali di difesa del mondo del lavoro, dei giovani e dell’ambiente, pur rimanendo saldamente ancorata alla realtà locale. Una lista aperta che accoglie militanti ed iscritti ai partiti così come cittadini non iscritti e semplici sostenitori dei valori della sinistra; che rinsalda la collaborazione tra Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani, una lista formata 5 donne e 9 uomini, da giovani, lavoratori, precari, commercianti e pensionati.

Si è scelto di non organizzare il classico “show” di presentazione della lista perché rifiutiamo la spettacolarizzazione della politica, in particolar modo i format già prestabiliti in cui i riflettori si posano solo momentaneamente sui singoli candidati. I nostri candidati non hanno bisogno di nessuno show, potete incontrarli nelle nostre iniziative e manifestazioni, in strada, sul posto di lavoro, nelle associazioni, vivono il territorio e ne conoscono le esigenze.

Ecco la lista con una breve presentazione (più completa su https://prcmuggio.wordpress.com/elezioni-comunali-2014-unaltra-muggio-a-sinistra/i-candidati-nella-lista/ ):

LORENZO CAPIZZI, Candidato Sindaco, 55 anni, tecnico informatico, quadro, consigliere ed ex-Presidente del Consiglio Comunale, socio fondatore degli Amici del Parco Grugnotorto.

 

  1. CLAUDIO RENDINA, 23 anni, studente e bibliotecario a Monza, Segretario del circolo di Muggiò di Rifondazione, ex presidente della sezione locale degli Amici del Parco Grugnotorto.
  2. ANNA MIGLIACCIO, 49 anni, funzionaria del Comune di Nova Milanese, membro del Comitato Centrale del PdCI, delegata FP-CGIL.
  3. RICCARDO DE TONI, 20 anni, studente e attivista del movimento studentesco, membro del Comitato Regionale del PRC.
  4. FRANCESCO CORESTINI, 53 anni, dipendente presso la Cancelleria del Tribunale di Monza, delegato FP-CGIL.
  5. GIUSEPPINA DI BLASI, 53 anni, educatrice di asilo nido comunale a Cinisello Balsamo, membro del coordinamento regionale dell’USB.
  6. ALESSANDRO FRIGHI, 29 anni, studente e impiegato a Milano, membro del Collegio di Garanzia del PRC di Monza e Brianza.
  7. VILMA GAETANI, 71 anni, pensionata ex FIOM, membro del direttivo SPI-CGIL di Muggiò.
  8. PATRIZIA GIUSSANI, 52 anni, commerciante a Desio, attivista ambientale.
  9. ANTONELLA MAZZABÒ, 51 anni, impiegata Macchingraf in mobilità, naturopata, delegata sindacale, volontaria AUSER di Muggiò.
  10. FEDERICO NARDI, 41 anni, lavoratore presso la Coop di Desio.
  11. PIERO CARLO PALEARI, 65 anni, pensionato, collaboratore Patronato INCA-CGIL di Monza, segretario di Circolo uscente.
  12. RICCARDO PARIS, 68 anni, pensionato, membro della Cooperativa Sociale ONLUS “Lo Sciame” di Arcore.
  13. FILIPPO ROSALIA, 54 anni, ex dipendete di un giornale locale, attivista nei movimenti e nei sindacati per il diritto alla casa.
  14. ELIO SCHIAVON, 60 anni, operaio CRAI di Taccona.

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IL LAVORO PRIMA DI TUTTO: successo per la serata organizzata a Muggiò

Posted by PRC Muggiò su giovedì 17 aprile 2014

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Inizia così la campagna elettorale per la lista “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a Sinistra”, parlando di lavoro e di crisi, per l’organizzazione dei lavoratori contro un modello di sviluppo economico e politico a loro ostile.

Martedì 15 aprile, Muggiò. Sala piena, solo posti in piedi: un grande successo che si trasforma in buono auspicio per le prossime elezioni comunali (ed europee) del 25 maggio.

Presenti molti cittadini, rappresentanti politici e sindacali, lavoratori e giovani.

La serata viene aperta e moderata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, siciliano di nascita, tecnico informatico e militante politico da lunghi anni, conosciuto a Muggiò per le molte battaglie in Consiglio Comunale (Consiglio da lui in precedenza anche presieduto) e per il suo costante impegno nell’associazionismo ambientalista.

Parla quindi Gaia Schiavon, dottoressa in Servizio Sociale neolaurata con tesi di indagine sociale sul fenomeno degli esodati nel Nord Milano: molti i disagi percepiti e poche le risposte delle istituzioni, risulta sempre più necessario unire i servizi (sociali, sindacali, psicologici) per affrontare uno dei peggiori scempi dei governi di larghe intese.

Simone Pulici – della Segreteria provinciale della CGIL – risponde enumerando le tante realtà in crisi sul territorio: la Brianza non è più quel polo d’eccellenza che è stata in passato, sempre più aziende chiudono, delocalizzano e licenziano (pensiamo alla Cartonstrong, alla Panem, alle Officine Monzesi, alla Carrier, alla Marcegaglia, alla Yamaha, all’Alcatel…).

Infine Giusy Di Blasi, educatrice in asilo nido pubblico e delegata sindacale USB, nonché candidata in lista, racconta quanto sia necessario oggi un sindacato forte e rivendicativo, che sappia essere conflittuale.

Si accende il dibattito e la serata acquista sempre più valore.

Ringraziando i relatori e tutti i presenti, invitiamo i cittadini a seguire le attività della lista in campagna elettorale.

Queste le nostre proposte per Una Muggiò Città Aperta, per il diritto al lavoro contro la crisi economica:

volantino1

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 marzo 2014

TESTATA_2013_seElezioni comunali ed europee 2014

Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni amministrative di domenica 25 maggio 2014 per il rinnovo del Sindaco e dei consiglieri comunali di Muggiò.

Inoltre Rifondazione sostiene e appoggia la lista “L’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee che si terranno nella stessa giornata, per una nuova Europa sociale, contro i trattati dell’austerità, per il lavoro e l’ambiente.

A Muggiò presentiamo una lista di candidati aperta a più istanze della sinistra, agli studenti, ai lavoratori, ai pensionati, ma prima ancora aperta alla tutela dell’ambiente e agli interessi della città e dei cittadini di Muggiò: “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a sinistra”.

La lista è guidata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, attuale consigliere comunale.

Vogliamo continuare con l’intenso lavoro svolto in questi 5 anni di opposizione alla destra (spesso solitaria) volendo unire una sinistra alternativa all’immobilismo del PD, alle larghe intese e al civismo “né di destra né di sinistra”; una sinistra che si riconosce nei valori della pace, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della trasparenza, dell’antifascismo.

Rivendichiamo infatti i nostri ideali di sinistra per una società nuova e differente, e da 20 anni, a Muggiò, offriamo concretamente e non a parole capacità amministrative e di opposizione.

Il programma elettorale –disponibile online –, partendo dalle molte limitazioni a cui sono sottoposti tutti i Comuni italiani, non rinuncia a progettare una Muggiò nuova, futura e aperta: dalle tutele per il lavoro, alla salvaguardia dei beni comuni e del territorio, alla promozione della cultura e delle Associazioni.

DALLA PARTE DEI CITTADINI, DA SEMPRE!

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COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su giovedì 19 dicembre 2013

TESTATA_2013_se

Leggiamo sul Giornale di Monza di martedi 17 dicembre 2013 un articolo d’analisi sulle prossime elezioni amministrative che coinvolge anche Rifondazione Comunista.
Pur essendo lieti di venire citati e coinvolti sulla stampa locale, è nostro dovere anche dare maggiori informazioni e correttezza.
In primo luogo vorremmo spendere qualche parola sulle certe o presunte coalizioni elettorali: il dato di fatto su cui si basa l’agire politico (elettorale o meno) di Rifondazione è quello della difesa del mondo del lavoro, dell’ambiente e della legalità, il contrasto alle destre e la netta alternatività al centrosiarticolonistra e alle larghe intese.
Una posizione ribadita anche nel Documento Politico Federale e Nazionale (espressione finale del recente Congresso di Partito) disponibile su brianzapopolare.it e su prcmuggio.wordpress.com.
Dopo questa precisazione è però corretto chiarire che a livello locale Rifondazione Comunista è in attesa di un confronto programmatico-elettorale con il centro sinistra e le altre forze politiche alternative, confronto già richiesto dal neo-Segretario Rendina, per definire se ci sono eventuali convergenze programmatiche che giustificano una aggregazione più ampia, capace di proporre alla città di Muggiò quello scenario di cambiamento che l’attuale gestione amministrativa di centrodestra richiederebbe.
Indipendentemente da questa verifica programmatica l’ipotesi che l’ex assessore Dossola – che diversi cittadini ricordano per il positivo operato nella Giunta Fossati e che da tre anni non è tesserato al nostro partito – possa rappresentarci in qualità di candidato Sindaco o svolgere per noi un qualche ruolo amministrativo nella prossima consiliatura è destituita di ogni fondamento; Dossola esprime da tempo, con la legittima libertà che è data ad ogni cittadino, posizioni strettamente personali.
Per concludere possiamo dichiarare che il Circolo di Muggiò di Rifondazione Comunista si è già dotato di un programma elettorale per le amministrative 2014 e tale programma sarà la base di discussioni programmatiche anche con altre forze politiche e definirà l’agire politico del Partito a Muggiò.

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LA DIFFERENZA TRA I COMUNISTI ED I LIBERALI (a Muggiò)

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 2 ottobre 2013

Nel bilancio di previsione votato dal Consiglio Comunale del 1/07/2013, abbiamo proposto di:

 

1)      correggere le azioni di contrasto all’evasione fiscale, oggi pregiudizialmente limitate a controllare solo le dichiarazioni della fascia povera della popolazione (chi chiede agevolazioni ISEE)

2)      rimuovere l’ingiusta tassazione IMU sugli immobili ALER e di cooperativa assegnati in proprietà indivisa applicandogli l’aliquota per la prima casa (applicare lo 0,40% mentre oggi pagano lo 0,51%)

3)      che la “tassa sulla cassa” (esumazioni) introdotta a Febbraio dalla Giunta fosse ridotta di due terzi così da non pesare sulle famiglie dei defunti anche per importi superiori all’IMU delle seconde case

4)      rimborsare il costo della marca da bollo (16€) che assurdamente viene imposto alle Associazioni sociali, ambientali, culturali e di volontatiato per le iniziative che comportano l’occupazione del suolo pubblico 

Sono richieste sensate e non ideologiche, per accettare le quali c’erano le disponibilità economiche di bilancio … se solo non ci fosse stato il pregiudizio ideologico e politico.

Nella discussione, a proposito dell’evasione fiscale, abbiamo tra l’altro sostenuto che bisognerebbe controllare le dichiarazioni di tutti i Consiglieri Comunali; perché nel momento in cui andiamo a fare azione antielusiva, … noi dovremmo essere i primi a dare l’esempio.

 

Invece PDL, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Brianza 2009 hanno respinto tutti gli emendamenti ed anzi il sindaco Zanantoni, rispetto alle nostre affermazioni sulle azioni antielusive e l’auspicio a controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali, ha testualmente detto: 

E’ proprio ideologicamente che è sbagliato, ma che cosa significa controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali? E’ qua, è questa cosa che è sbagliata di fondo………. E’ questa la diversità vera, ideologica, tra noi liberali e lei comunista!

(pag. 59 del verbale del Consiglio Comunale del 01-07-2013)

 

SIAMO ORGOGLIOSI DI QUESTA DIVERSITA’ E FAREMO IN MODO CHE SI EVIDENZI SEMPRE DI PIU’, A DIFESA DEI DIRITTI E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE DEI CITTADINI MUGGIORESI 

NB: il noto arcicomunista Governo Monti ha introdotto nel marzo 2013 l’obbligo di pubblicare, oltre alla dichiarazione dei redditi di tutti i membri del Consiglio Comunale (e, ove lo consentano, anche di tutti i loro parenti entro il secondo grado!!!):
   – tutte le somme percepite con oneri a carico della finanza pubblica,
   – i beni mobili e immobili posseduti,
   – le partecipazioni azionarie
   – gli incarichi nei Consigli di Amministrazione di qualsiasi società
…. e per evitare di introdurre l’ennesima legge “di facciata”, che poi viene amabilmente ignorata da politici e funzionari, ha previsto sanzioni pecuniarie da 500,00 a 10.000,00 euro in caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati richiesti.
  
COME E’ POSSIBILE FAR AMMINISTRARE LA NOSTRA CITTA’ A UN SINDACO CHE PROCLAMA COSI’ SGUAIATAMENTE L’OPACITA’ AMMINISTRATIVA QUANDO ANCHE LE LEGGI DELLO STATO LIBERALE VANNO NELLA DIREZIONE OPPOSTA?

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QUANDO LA NAVE AFFONDA IL CAPITANO ABBANDONA LA NAVE

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 28 novembre 2012

 

 

Come si vede da questa intervista al Giornale di Monza del 13 /11/2012 il sindaco Zanantoni, in vista del naufragio della nave del PDL, sta cercando una scialuppa di salvataggio che lo traghetti verso un’altra sponda politica. 

Però sul simbolo con cui è stato eletto c’era scritto con BERLUSCONI e non con ALBERTINI, per cui sia coerente, se non gli va più la compagnia che frequenta ne tragga le dovute conclusioni. Anche perchè sia che si candidasse alle elezioni regionali, sia che fosse eletto, le sue dimissioni ci sembrerebbero più che opportune.

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LA COERENZA NON E’ UNA VIRTU’…. DEL SINDACO ZANANTONI

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 28 novembre 2012

VERBALE DEL CONSIGLIO COMUNALE del 4 giugno 2012.

 

Nel Consiglio Comunale di lunedì 26 novembre 2012 le minoranze hanno garantito il numero legale altrimenti il Consiglio non si sarebbe potuto fare a causa delle assenze dei consiglieri di maggioranza.

LE DICHIARAZIONI DI 6 MESI FA VALGONO ANCORA O ERANO SOLO PAROLE AL VENTO?

UN PO’ DI COERENZA PER FAVORE!!!

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Servizi sociali secondo il Sindaco…

Posted by PRC Muggiò su domenica 25 novembre 2012

 

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