Muggiò Città@perta

Un'altra Muggiò è possibile

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

  • Giovani Comunisti Monza Brianza

  • Il PRC Muggiò su Facebook:

  • Muggiò a Sinistra

  • L’Altra Europa

  • SOTTOSCRIZIONE FEDERALE

    Vintage ornate card in east style. Golden Victorian floral decor. Template frame for greeting card and wedding invitation. Ornate vector border and place for your text.

  • NO alla modifica costituzionale

  • REFERENDUM SOCIALI

  • ISCRIZIONI 2015

  • Il fascismo è un crimine

  • I soldi dei caccia F35 vadano ai terremotati!

    Chiediamo che i fondi per i caccia F35 siano destinati interamente per la ricostruzione
  • SCIOPERO GENERALE

  • No alla Buona Scuola

  • In piazza con la FIOM

  • Ricordando il compagno Mandela

  • Electrolux non deve passare

  • 17 APRILE NO TRIV

  • Lotto per il 18 – iniziata la raccolta delle firme per indire il referendum

  • BASTA CEMENTO, PIU’ VERDE SUBITO! FIRMA ANCHE TU

  • ALCOA, la lotta continua

    ALCOA, la lotta continua
  • Col governo Monti cresce solo l’ingiustizia

  • Paghi chi non ha mai pagato

  • Manovra Monti – NO al governo dei banchieri

  • Manovra Monti – paghi chi non ha mai pagato

  • 2 SI per acqua bene comune

    2 SI per acqua bene comune
  • La legge è uguale per tutti: VOTA SI

    La legge è uguale per tutti: VOTA SI
  • MANDIAMOLI A CASA!

    Berlusconi e Marchionne vogliono la stessa cosa; comprimere i diritti e la democrazia a proprio vantaggio
  • A voi i profitti, a noi i lutti

  • Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

    Basta con il bipolarismo degli affari

  • Articoli Recenti

Posts Tagged ‘sinistra’

PRC, SI, MdP, Possibile: il non voto al referendum farsa

Posted by PRC Muggiò su giovedì 12 ottobre 2017

COMUNICATO STAMPA
Referendum per l’autonomia della Lombardia

Ecco perché il 22 ottobre, l’unica cosa giusta da fare è non andare a votare.

Il 22 ottobre i cittadini residenti in Lombardia saranno chiamati a votare su un quesito referendario consultivo che, genericamente, chiede maggiori poteri e autonomia nelle scelte regionali.
Un referendum fortemente voluto da Roberto Maroni a pochi mesi dalle elezioni lombarde, dal sapore spiccatamente elettorale e con un contenuto che potrebbe essere affrontato direttamente dal consiglio regionale, così come è avvenuto per la Regione Emilia Romagna, senza spreco di denaro pubblico. E in effetti, la questione è già stata affrontata dieci anni fa nel 2007 dai due consigli regionali.
Invece, ci chiedono di votare qualcosa che è stato già stato votato da loro. Siamo all’assurdo.
Si tratta quindi di una consultazione totalmente strumentale che la Lega sta utilizzando per la propria campagna elettorale; inutile e molto costosa: accantonati 22 milioni solo per l’acquisto dei tablet per il voto elettronico, per una spesa complessiva che si aggira attorno ai 50 milioni di euro.
Non solo, non è nemmeno chiaro su cosa esattamente andrà a votare l’elettore lombardo, perché non definisce nemmeno il campo di intervento e su quali competenze la Regione intende avviare le trattative con il Governo per ottenerle: Istruzione, tutela dell’ambiente, fisco, welfare?
Una farsa quindi, un vero e proprio sfregio ai principi di partecipazione democratica.
Un’operazione messa in piedi da Maroni per nascondere il proprio fallimento e le promesse non mantenute.
Un referendum che non aprirà nessun dibattito sul superamento delle regioni a statuto speciale, ma che lancerà inevitabilmente la volata alla Lega e alle destre in Lombardia, che in questi anni ci hanno regalato un sistema sanitario regionale sempre più privatizzato, autostrade inutili e non completate, legami sospetti con la criminalità organizzata, Formigoni e i suoi 49 milioni di euro (che gli sono stati sequestrati) e per ultimo questo inaccettabile sperpero di soldi dei cittadini lombardi, tra pubblicità,
acquisto di tablet per il voto elettronico e procedure elettorali. Raccontiamolo a tutti.
Soldi, che avrebbero potuto spendere per garantire il trasporto pubblico locale, la manutenzione delle scuole medie superiori, fondi per gli studenti disabili e per l’assistenza ai soggetti più deboli nelle strutture sanitarie.
Ecco perché il 22 ottobre, l’unica cosa giusta da fare è non andare a votare.

Monza 10.10.2017
I Comitati di Possibile di Monza e Brianza, le segreterie provinciali di Sinistra Italiana, Partito della Rifondazione Comunista, Art-1 Movimento Democratico e Progressista

Annunci

Posted in appello, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Oltre 1000 comuni al voto. Si vota anche in Brianza

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 7 giugno 2017

page_1

Domenica 11 giugno 2017 aperti i seggi per oltre 1000 comuni italiani.

In Brianza si vota per rinnovare il Consiglio Comunale in 8 comuni, tra cui Monza.

Quali prospettive per la sinistra e per i comunisti?

A Monza si candida Michele Quitadamo – segretario del circolo locale di Rifondazione – sostenuto dalla lista Sinistra Alternativa Monza, appoggiata anche da PCI e Sinistra Anticapitalista e con una buona presenza di Giovani Comunisti. La lista è l’unica formazione monzese di sinistra non alleata col PD.

A Lissone l’alternativa al centrosinistra e alla destra può essere la lista del Partito Comunista dei Lavoratori, guidata dal candidato sindaco Filippo Piacere.

A Carnate invece intendiamo sostenere Anita Giuriato, in passato già segretaria provinciale di Rifondazione, candidata nella lista Progettiamo Carnate a sostegno di Daniele Nava candidato sindaco.

L’11 giugno VOTA COMUNISTA!

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Nel mio Paese nessuno è straniero

Posted by PRC Muggiò su lunedì 9 novembre 2015

20151114_pace_solidarieta_mombello_1000x1415

Posted in Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Grecia, nasce “Unità Popolare”, l’ala radicale di Syriza

Posted by PRC Muggiò su venerdì 21 agosto 2015

da collettivostellarossa.it

di Stathis Kouvelakis

up

Questa mattina, 25 parlamentari di SYRIZA hanno lasciato il gruppo del partito per creare un nuovo gruppo chiamato “Unità Popolare”. La maggior parte di questi parlamentari sono affiliati alla Piattaforma di Sinistra, ma hanno partecipato anche altri come Vangelis Diantopoulos e Rachel Makri, stretta collaboratrice di Zoe Kostantopolou.
Questa è una novità importante per la politica greca ma anche per la sinistra radicale, in Grecia e a livello internazionale.

Bisogna sottolineare tre elementi.

Il primo è che “Unità Popolare” è il nome di un nuovo fronte politico che raggruppa tredici organizzazioni della sinistra radicale, quelle che hanno firmato il testo del 13 agosto per la costituzione di un Fronte del No. Questo fronte è il primo risultato tangibile della ricomposizione all’interno della sinistra radicale greca. Una ricomposizione che impara le lezioni degli ultimi cinque anni e dell’esperienza di Syriza al governo e del suo risultato catastrofico.

Il secondo è che l’obiettivo del fronte è costituire l’espressione politico del No che è stato detto sia alle elezioni in gennaio che al referendum del 5 luglio. I principali punti di programma sono la rottura con l’austerità e i memorandum, il rifiuto di tutte le privatizzazioni e la nazionalizzazione sotto contro sociale dei settori strategici dell’economia, a cominciare dal sistema bancario, e più in generale una serie di misure radicali che spostino l’equilibrio delle forze a favore del lavoro e delle classi popolari e che aprano la strada per una ricostruzione progressiva del paese, della sua economia e delle sue istituzioni.

Questi obiettivi non si possono realizzare senza l’uscita dall’Eurozona, come è stato abbondantemente dimostrato dal recente disastro, e senza rompere con le politiche istituzionalizzate dell’Unione Europea. Il fronte lavorerà anche per una lotta internazionalista unitaria attorno a obiettivi comuni, a livello europeo e internazionale, sosterrà l’uscita dalla NATO, la rottura degli accordo tra Grecia e Israele e si opporrà radicalmente alle guerre e all’interventismo imperialista.

Il terzo elemento è che questo nuovo gruppo parlamentare è ora il terzo in termini di grandezza nel parlamento greco, davanti al partito neonazista Alba Dorata. Questo vuol dire che nei prossimo giorni il leader di Unità Popolare, Panagiotis Lafazanis, riceverà un mandato lungo tre giorni per costituire un governo, come previsto dalla costituzione greca. Dopo le dimissioni del governo Tsipras il mandato per la costituzione di un nuovo governo è ora nelle mani del secondo partito, Nuova Democrazia, il principale partito dell’opposizione di destra. Questo lasso di tempo verrà usato da Unità Popolare per innescare un dibattito largo e una mobilitazione delle forze sociali che vogliono combattere l’austerità e i memorandum, quelli vecchi e quello nuovo.

Il programma del partito e la lista completa dei sostenitori tra le personalità della sinistra (che ci aspettiamo che sia impressionante), saranno resi pubblici all’inizio della prossima settimana.

Atene, 21 agosto 2015

Fonte: Stathis Kouvelakis

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“C’è una strada stretta che noi dobbiamo percorrere” – Intervento di Dino Greco

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 5 agosto 2015

“Non possiamo continuare ad investire sulla riformabilità dell’Europa”. Intervento di Dino Greco

da controlacrisi.org

Dino_Greco_nella_sede_del_Prc_di_ParmaLa cosa più semplice, diretta e, purtroppo, definitiva l’ha detta Lucio Carracciolo (direttore di Limes), quando ha scritto che dopo l’accordo della capitolazione “la Grecia cessa di esistere come Stato indipendente”.
Non ancora nella forma, ma certo nella sostanza. “Restano i Greci”, ma espropriati di tutto: della giurisdizione politica, economica, sociale.

Ciò perché l’intesa ha il carattere, neppure dissimulato, di una resa senza condizioni.

E’ davvero come se il board dell’Ue fosse entrato ad Atene alla guida dei tanks col mandato di non fare prigionieri e il signor Schauble avesse infine messo il suo sigillo sull’occupazione sbattendo sulla bilancia la “spada di Brenno”.

Il congegno del diktat è concepito per prefigurare una colonizzazione stabile del paese, la sua trasformazione in un protettorato su cui veglia la resuscitata troika, i cui funzionari, prima ripudiati dal governo greco, torneranno come cani da guardia a controllare l’attuazione di ogni singolo punto dell’accordo, prima ancora che su di esso si pronunci (pletoricamente) il parlamento preso in ostaggio insieme al popolo di Grecia.
Evito di riassumere qui l’impressionante incalzare del diktat, i contenuti scolpiti nelle 7 pagine del nuovo memorandum. Alla condizione però che essi siano tenuti ben presenti. Perché c’è un antico vizio, nella sinistra, ed è la tendenza a rimuovere le sconfitte (in questo caso la drammatica materialità di quell’intesa) per “buttarla in politica” e assolversi dall’urgenza di una rielaborazione critica delle proprie tesi.

Di questa pessima abitudine ha in questi giorni libero corso una versione ancor più paradossale, quella secondo cui l’accordo è una tagliola talmente pesante da non potere essere applicata: dunque – sento dire – è come se non esistesse!

Invece l’accordo esiste eccome, come esistono i pretoriani (gli euroburocrati di Bruxelles e Berlino) che vegliano al minuto su ciascun atto legislativo al fine di garantirne la meticolosa applicazione.

Vorrei essere chiaro su un punto preliminare: la questione non si pone in termini di “tradimento”, scorciatoia fuorviante di ogni querelle che annega il dibattito a sinistra in un mare di inutili e autolesionistici insulti.

Tsipras non è Vidkun Quisling. Semmai è una figura tragica che i fatti rischiano di trasformare nell’esecutore testamentario del referendum.
Alla radice dell’esito del lungo braccio di ferro c’è un errore (fatale) di comprensione teorica della realtà dell’Unione europea, errore del quale la stessa sinistra radicale italiana divide la paternità.

L’errore è consistito (consiste?) nel ritenere che con la Commissione europea, con la Bce, con il Fmi sia possibile negoziare la fine (o almeno l’attenuazione) dell’austerity.
Un po’ come se una vittima dei “cravattari” si illudesse di potere concordare con i propri aguzzini la fine dell’usura.

Ricordo, per inciso, che quasi tutta la sinistra italiana aveva creduto che le dimissioni di Varoufakis, intervenute dopo la vittoria nel referendum e prima che se ne conoscessero le reali ragioni, potessero essere un viatico positivo per l’accordo, quasi che ad impedirlo fosse ormai soltanto un conflitto di caratteri fra i ministri delle finanze greco e tedesco!

Il fatto che non si dovrebbe mai dimenticare è che l’austerity non è altro che la principale missione politica delle classi dominanti europee (privatizzazione integrale, abolizione del welfare, deflazione salariale, concentrazione di potere e ricchezza, mercatismo assoluto, ecc.). E che l’architettura congegnata per rendere inespugnabile questo modo dell’accumulazione, dell’appropriazione privata, dell’estrazione di plusvalore assoluto dal lavoro non può essere incrinata con il consenso dei suoi artefici che in quel caso vedrebbero messa in discussione la propria ragione di esistenza.

Non avere compreso l’irriducibilità del proprio antagonista ha fatto ritenere che la ragionevolezza delle proprie posizioni, il carattere manifestamente ingiusto e per giunta inefficace delle misure imposte sino ad allora alla Grecia potesse dischiudere la porta ad un’intesa positiva. Nulla di più illusorio.

La trattativa si è svolta su un binario a senso unico, con la dichiarazione condivisa che i trattati europei, a partire dalla moneta, non erano in discussione, e che l’accordo si sarebbe potuto raggiungere solo entro e non al di fuori del perimetro dato.

Poi, una volta scoperto che davanti c’era un muro invalicabile si è detto che la 1574sproporzione nei rapporti di forza era talmente grande da non consentire un esito diverso e che la firma era obbligata.
Ma che i rapporti di forza fossero questi e non altri era ben noto a tutti sin dall’inizio, anche quando si davano per certe la fine dell’austerity e la sconfitta della troika.

E allora? Il fatto è che ad una ipotesi alternativa, ad un’altra via d’uscita, che mettesse in conto di non firmare la capitolazione anche a prezzo di subire l’uscita dall’euro non si è mai pensato, se non in chiave di tattica negoziale (Varoufakis), anch’essa rigettata dalla maggioranza della segreteria di Syriza.

La convinzione che non esistesse una via d’uscita ha fatto sì che la straripante vittoria dell’oki sia stata paradossalmente usata non per sfidare la troika, ma per rendere le armi, senza nulla più negoziare, sotto il ricatto della “grexit” brandito dalla Germania come una clava.

L’accordo (per usare le stesse parole con cui Tsipras commentò le proposte dell’Ue appena prima della resa) è “umiliazione e disastro”, un taglieggiamento dai contenuti violentemente recessivi, un percorso che conduce esattamente là dove la Grecia è stata portata dagli altri memorandum.

Un accordo che distrugge Syriza (o ne muta in radice la natura) perché il vulnus democratico inferto al partito è fortissimo e alquanto difficile da riassorbire.

E’ questo un fatto incontrovertibile che nessuna acrobazia dialettica può relativizzare: mentre la maggioranza del comitato centrale del partito (e non solo la sinistra) respingeva l’accordo il suo segretario andava da un’altra parte, costruendo una nuova maggioranza parlamentare necessaria per approvare l’intesa col voto decisivo degli oligarchi di Potami, dei corrotti del Pasok e della destra di Nuova democrazia.

Ma c’è di più: ora si sta spiegando che l’accordo fotocopia dei precedenti, contro i quali Syriza è nata, ha combattuto e vinto, lascia dischiusa una strada: quello che fino ad un giorno prima era considerato un obbrobrio indifendibile e una taglia insopportabile sul popolo greco diventa una “non sconfitta” che può rilanciare la lotta interna.
Il governo greco oggi simula un’autonomia che in realtà non gli è concessa.

Ecco, io credo che c’è una cosa peggiore del disfattismo ed è la capacità (di cui la sinistra italiana ha credenziali da master universitario) di trasformare le sconfitte in vittorie, il che equivale a non elaborarne e a non apprenderne la lezione, rimanendo prigionieri di una sorta di coazione a ripetere, a percorrere le strade di sempre anche se senza via d’uscita.

E allora?
Nei confronti di Syriza, di Tsipras, del popolo greco tutta la sinistra italiana ha un enorme debito di riconoscenza. Da soli, contro il moloch europeo, hanno saputo ribellarsi e mettere a nudo la violenza cieca del potere incardinato nelle istituzioni continentali, hanno disvelato la natura degli interessi che esso rappresenta mostrandone sino in fondo il carattere predatorio, hanno strappato le lenti deformanti con le quali certo progressismo aveva educato a guardare all’Europa.

Ma hanno anche dimostrato, a loro spese e a memoria di tutti, che quella immensa prova di coraggio e di generosità non basta, perché il meccanismo infernale che hanno combattuto pensando di piegarlo non è emendabile, non è riformabile dall’interno.

La questione di cui occorre prendere finalmente atto è che l’Ue, i trattati che ne formano l’ossatura e la moneta sono esattamente la stessa cosa, per concatenazione logica e simbolizzazione reciproca; e che l’euro è l’instrumentum regni, la tecnicalità monetaria di una politica socialmente reazionaria, di una inaudita oppressione di classe che trascina con sé una drammatica fuoriuscita dalla democrazia.

L’epilogo della vicenda greca dimostra che l’intera configurazione della formazione economico-sociale europea è una “gabbia d’acciaio” dalle cui maglie non si esce se non rompendola.

Vedo che cominciano a capirlo in molti: da Paul Krugman (che da quando se n’è convinto non scrive più su Repubblica) a Oskar Lafontaine, da James Galbraith a Stefano Fassina (che da quando si è affrancato dalla morsa del Pd dice persino cose sensate).

Ebbene, ho l’impressione che l’analisi materialistica della reale essenza dell’Ue noi fatichiamo ancora a compierla, per affidarci, nella pratica (che gramscianamente rivela il nostro reale ambito teorico) a pur generose illusioni volontaristiche.

E’ come se fossimo prigionieri di una sorta di blocco del pensiero, di conformistica adesione all’idea che fuori dall’euro non c’è che il disastro, la degenerazione nazionalistica, la caduta in un buco nero e un’inevitabile deriva reazionaria: anche noi, in certo qual modo, siamo succubi di un nostro “there is no alternative”.

Sicché nessun memorandum, neppure l’inevitabile avvitamento della crisi su se stessa, neppure la distruzione sempre più evidente di ogni aspetto della sovranità nazionale, sono riusciti a sciogliere in noi il timor panico per un’ipotesi che si configuri come vera rottura delle regole del gioco imposte dal capitale, per un salto di paradigma che non ci consegni sistematicamente alla sconfitta.

Eppure chi, se non i comunisti, dovrebbe essere capace di pensiero creativo, dunque “divergente”, tale da rompere continuamente gli schemi dell’esperienza e pensare il non già pensato.

L’elaborazione di una diversa proposta è oggi per noi (per l’esistenza stessa di una sinistra italiana) una necessità vitale. Altrimenti i già zoppicanti tentativi di rendere credibile e fare vivere l’Altra Europa e di immaginare “costituenti” della sinistra antiliberista nascono senza futuro, già con dentro inoculato il virus della dissoluzione.

L’Europa di cui abbiamo discusso sino a ieri e nelle cui coordinate si è mossa la nostra strategia è morta e sepolta. Continuare ad investire sulla sua riformabilità, alimentare questo equivoco significa condannarsi ad un suicidio politico che si compirebbe definitivamente con la firma del TTIP e con l’entrata in vigore del fiscal compact.

Diciamolo in questo modo: se la conclusione della partita greca viene considerata una “contingente necessità” siamo tutti in un cul de sac. Perché nessuno avrà la forza di provarci più.

Un’ultima considerazione su un tema che è spesso tornato nelle nostre discussioni.

Dovrebbe essere ormai chiaro (anche questo è un apprendimento da non buttare) che proprio questa Europa è la più feconda culla del peggior nazionalismo.

Come ha scritto recentemente Marco Bascetta, nella fase più dura dello scontro fra Grecia e Germania il giudizio ricorrente nella stampa tedesca era che il popolo greco è “naturalmente infido”, culturalmente “inquinante”, “moralmente riprovevole”, “parassita”, e – nei casi peggiori – “miscuglio bastardo di Slavi, Turchi e Albanesi”, “altro che età di Pericle”, dunque.
Siamo a pochi passi – ammoniva Bascetta – dal confine invalicabile della dottrina razziale.

Questa è l’altra non meno pericolosa faccia del nazionalismo: il revanscismo sciovinistico tedesco, il bozzolo reazionario coltivato nell’involucro dell’Ue, la costruzione stabile di una gerarchia inossidabile di Stati con in testa la Germania come dominus per vocazione da una parte e i subalterni per costrizione dall’altra.

C’è una strada stretta che noi dobbiamo percorrere. Quella che impone, ad ogni costo, il recupero di una sovranità nazionale da incardinare su una strategia di riunificazione e difesa del lavoro e su una nuova tessitura solidaristica capace di trascendere i confini nazionali per costruire, su una proposta finalmente chiara, una trama democratica che l’attuale assetto dei poteri europei impedisce in radice.

Si tratta, per dirla con le parole di Mimmo Porcaro, di elaborare un nazionalismo democratico, lavorista, solidarista e antirazzista, diametralmente opposto alle farneticazioni reazionarie di Salvini. Senza questo cimento temo che sarà il capataz leghista ad avere la meglio. L’uscita dall’euro prima o poi ci sarà comunque, per autocombustione, ma a quel punto non saremo certo noi a determinarne la direzione.

Posted in Economia, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Regionali 2015

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 27 maggio 2015

regionali

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Festa di primavera!

Posted by PRC Muggiò su venerdì 1 maggio 2015

Incontriamoci per riunire la sinistra!

VENERDI 8 MAGGIO 2015

auguri comunisti

Dalle 19.00 aperitivo in compagnia, un’occasione per raccogliere proposte e problematicità dalla cittadinanza.

Dalle 20.30 proiezione documentarioQuale verità per Piazza Alimonda?” sui fatti del G8 di Genova 2001, dopo la condanna internazionale che l’Italia ha ricevuto per le torture inflitte dai poliziotti e subite dai manifestati nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto.

Aperitivo a offerta libera.

L’iniziativa si svolgerà presso la sede PRC di via Baruso 3.

Posted in Muggiò | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

In piazza con la FIOM

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 25 marzo 2015

15_03_28-UNIONS

Posted in manifestazione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Hanno cambiato la Grecia, ora cambiamo l’Italia. Uniti.

Posted by PRC Muggiò su venerdì 20 febbraio 2015

vol_greciavol_grecia_retro

Posted in Società | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

In Grecia vince la speranza

Posted by PRC Muggiò su lunedì 26 gennaio 2015

LA VITTORIA DI TSIPRAS IN GRECIA SERVE A TUTTI NOI:

BASTA CON LE POLITICHE DI AUSTERITA’ IN GRECIA, IN ITALIA, IN EUROPA!

syrizaLa vittoria di Alexis Tsipras e di Syriza alle elezioni politiche greche è un fatto storico: il popolo greco ha detto di no alle politiche di austerità e adesso si può cambiare. Basta con i sacrifici imposti dell’Europa delle banche, degli speculatori e dei poteri forti.

E’ un messaggio di speranza che va al di là dei confini della Grecia: parla a tutte le donne e a tutti gli uomini che in questi anni hanno perso il lavoro, hanno visto ridurre i propri diritti, hanno dovuto fare i conti con un futuro sempre più precario ed incerto.

Fino ad oggi tutti i governi europei sono stati complici del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea. I governanti italiani, da Berlusconi a Monti a Letta e Renzi hanno sempre fatto i camerieri della Merkel. Hanno sbraitato un po’ ma poi con la coda tra le gambe hanno applicato i voleri dei poteri forti. Tsipras e Syriza spezzeranno questa complicità dimostrando una cosa molto semplice: non è vero che le politiche di austerità sono obbligatorie e senza alternative, si può cambiare politica e far pagare i ricchi per dare ai poveri e creare occupazione.

Adesso non bisogna lasciare da sola la Grecia: la battaglia di Tsipras per dimezzare il debito pubblico non è solo la battaglia del popolo greco ma di tutti i popoli poveri dell’Europa. In Italia non dobbiamo stare a guardare cosa succederà in Grecia ma costruire da subito un movimento di lotta che chieda al governo Renzi di appoggiare Tsipras nella trattativa con l’Europa isolando la Merkel. Oggi dalla Grecia ci viene la possibilità di rovesciare le politiche europee e occorre cogliere questa occasione: schierarsi a fianco della Grecia vuol dire battersi per cambiare radicalmente questa Europa e mettere al centro la giustizia sociale, l’uguaglianza, la creazione di posti di lavoro e il futuro dei giovani.

Rifondazione Comunista fa parte a livello europeo dello stesso partito di Alexis Tsipras: il Partito della Sinistra Europea di cui Tsipras è vicepresidente. Per questo abbiamo avanzato l’anno scorso la sua candidatura a presidente dell’Unione Europea e abbiamo partecipato alle elezioni europee – insieme a tanti altri – con la lista L’Altra Europa con Tsipras.

syriza1Ora, in Italia, bisogna prendere esempio dalla Grecia proprio perché anche qui il governo – presieduto da Renzi – bastona con il Job Act i lavoratori rendendoli sempre più precari e ricattabili, taglia brutalmente la sanità e i servizi sociali, vuole privatizzare il patrimonio abitativo pubblico, punta a svendere definitivamente i beni comuni e a stravolgere la Costituzione.

Per questo proponiamo di unire tutta la sinistra antiliberista e lavoriamo per costruire subito un coordinamento nazionale: perché anche nel nostro Paese c’è bisogno di un’alternativa, c’è bisogno di una sinistra unita che faccia gli interessi del popolo.

COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO RENZI, CHE STA ROTTAMANDO IL LAVORO, I DIRITTI E LA SPERANZA

COSTRUIAMO IN ITALIA, COME IN GRECIA, UNA SINISTRA UNITA E FORTE. PER CAMBIARE L’ITALIA E PER CAMBIARE L’EUROPA

Partito della Rifondazione Comunista
www.rifondazione.it

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Roma, 29 novembre: manifestazione nazionale L’Altra Europa

Posted by PRC Muggiò su domenica 23 novembre 2014

141125_29novembrevolantino29

Posted in manifestazione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

SCUOLA LAVORO SINISTRA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 29 ottobre 2014

tsipras

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su martedì 27 maggio 2014

TESTATA_2013_se

ELEZIONI COMUNALI – L’esito del voto

Vogliamo ringraziare vivamente tutti gli elettori, i militanti ed i simpatizzanti che, pur consci della difficoltà della prova elettorale, con slancio e passione ci hanno confermato il loro sostegno votandoci e scegliendo anche la lista europea Per un’Altra Europa con Tsipras.
Il risultato elettorale ci consegna però una sconfitta netta per il progetto di cambiamento di un’altra Muggiò che abbiamo proposto.

Le divisioni delle forze che storicamente si richiamano alla sinistra, che pure pesano molto sulle cause di tale sconfitta (e peraltro mostrano la precarietà dello straordinario risultato del PD nel voto per le europee), non possono tuttavia essere un alibi alla mancanza complessiva di credibilità che la nostra proposta ha suscitato nella cittadinanza.

I cittadini hanno scelto “altro” perché vogliono altro.

Detto questo, la sconfitta elettorale incoraggia una riflessione e un’analisi sia sulle modalità che sui contenuti del nostro agire politico a favore della città che non ci spaventa e, anzi, ci stimola nella ricerca di maggiori relazioni con la città.

Per noi comunisti, che non siamo un comitato elettorale che si attiva nella parentesi di una campagna elettorale, le elezioni non costituiscono il fine, bensì sono uno dei tanti strumenti da affiancare alle lotte per una società libera dallo sfruttamento, giusta e solidale … la lotta continua!

VOTI AL CANDIDATO CAPIZZI: 245 su 12.719 – 1,93%

VOTI ALLA LISTA: 238 su 12.719 – 1,90%

fonte: comune.muggio.mb.it

Posted in Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

RISULTATI L’Altra Europa con Tsipras

Posted by PRC Muggiò su lunedì 26 maggio 2014

SUPERATA LA SOGLIA DI SBARRAMENTO NAZIONALE: LA LISTA TSIPRAS ELEGGERÀ 3 ITALIANI!

tsi

COMUNE DI MUGGIÒ

375 VOTI SU 12583 VOTI VALIDI – 2,98%

 

PROVINCIA MONZA E BRIANZA

13.303 VOTI SU 422.111 VOTI VALIDI – 3,15%

 

REGIONE LOMBARDIA

171.928 VOTI SU 4.890.123 VOTI VALIDI – 3,51%

 

ITALIA – CIRCOSCRIZIONE NORD-OVEST

303.805 VOTI SU 7.962.308 VOTI VALIDI – 3,81%

 

ITALIA

1.103.203 VOTI SU 27.371.747 VOTI VALIDI – 4,03%

 

ITALIA + ESTERO

1.108.254 VOTI SU 27.443.363 VOTI VALIDI – 4,03%

fonte: interno.gov.it

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

DALLA TUA PARTE, DA SEMPRE!

Posted by PRC Muggiò su sabato 24 maggio 2014

banner

Posted in appello | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

COMUNICATO STAMPA

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 marzo 2014

TESTATA_2013_seElezioni comunali ed europee 2014

Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni amministrative di domenica 25 maggio 2014 per il rinnovo del Sindaco e dei consiglieri comunali di Muggiò.

Inoltre Rifondazione sostiene e appoggia la lista “L’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee che si terranno nella stessa giornata, per una nuova Europa sociale, contro i trattati dell’austerità, per il lavoro e l’ambiente.

A Muggiò presentiamo una lista di candidati aperta a più istanze della sinistra, agli studenti, ai lavoratori, ai pensionati, ma prima ancora aperta alla tutela dell’ambiente e agli interessi della città e dei cittadini di Muggiò: “Rifondazione Comunisti Italiani – Per un’altra Muggiò a sinistra”.

La lista è guidata dal candidato Sindaco Lorenzo Capizzi, 55 anni, attuale consigliere comunale.

Vogliamo continuare con l’intenso lavoro svolto in questi 5 anni di opposizione alla destra (spesso solitaria) volendo unire una sinistra alternativa all’immobilismo del PD, alle larghe intese e al civismo “né di destra né di sinistra”; una sinistra che si riconosce nei valori della pace, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della trasparenza, dell’antifascismo.

Rivendichiamo infatti i nostri ideali di sinistra per una società nuova e differente, e da 20 anni, a Muggiò, offriamo concretamente e non a parole capacità amministrative e di opposizione.

Il programma elettorale –disponibile online –, partendo dalle molte limitazioni a cui sono sottoposti tutti i Comuni italiani, non rinuncia a progettare una Muggiò nuova, futura e aperta: dalle tutele per il lavoro, alla salvaguardia dei beni comuni e del territorio, alla promozione della cultura e delle Associazioni.

DALLA PARTE DEI CITTADINI, DA SEMPRE!

copertina_elezioni

Posted in Muggiò, Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Odore di sinistra…

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 12 dicembre 2012

NEWS_81292

Posted in Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »