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Posts Tagged ‘trasparenza’

Beneficenza a nostra insaputa? – Una matriciana lunga …

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 27 dicembre 2017

Nel settembre 2016, promosso dall’Amministrazione comunale, si svolse l’evento “Una matriciana lunga un giorno”, che vide la partecipazione corale di Associazioni, commercianti, partiti politici, cittadini, 140 volontari tra cui diversi dipendenti comunali, che si trovarono riuniti in un evento semplice ma ricco di solidarietà e voglia di supportare il riscatto delle popolazioni duramente colpite dal terremoto.

imm1“Grande spaghettata alla matriciana per raccolta di fondi da destinare alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto” si legge dalle locandine ufficiali.

Si raccolgono 6.850€;

nel dicembre dello stesso anno, in una serata della trasparenza, il Sindaco comunica la volontà – a suo parere in condivisione con le associazioni – di acquistare col ricavato dell’iniziativa beni alimentari da aziende colpite dal sisma da destinare ad associazioni caritatevoli muggioresi quali Caritas e San Vincenzo.

L’associazione Taccona, che partecipò attivamente all’evento solidaristico non ricorda la condivisione degli intenti del Comune, e col passare dei mesi non ha nessuna informazione su chi ha in gestione il ricavato, se è stato devoluto, a chi e con quali modalità… sta di fatto che a un anno dalla matriciana in piazza, l’associazione protocolla formale richiesta per avere le risposte attese… e non è l’unica realtà territoriale che a distanza di mesi si pone queste domande, perché ci risulta che anche in altre realtà si iniziavano a porre gli stessi quesiti.

imm2La risposta del Comune arriva dopo un mese (19 ottobre 2017), giustifica i propri ritardi con sopraggiunte problematiche tecniche e ambientali e annuncia scelte imminenti.

In sostanza: vengono raccolti i fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto. Successivamente si ipotizza la possibilità di acquistare beni da un’azienda colpita dalla calamità, beni che però non sarebbero più destinati alle popolazioni colpite dal terremoto.

 

imm3

Passa un anno e tutto tace fino a che l’associazione Taccona rompe il silenzio; l’Amministrazione risponde per iscritto che i

fondi raccolti sono “tuttora depositati nelle casse del Comune” e pochissime settimane dopo ci informa che la decisione è presa. Si compreranno generi alimentari che la Caritas e San Vincenzo di Muggiò distribuiranno per Natale alle famiglie bisognose.

Non discutiamo sulla validità dell’iniziativa solidaristica, che abbiamo condiviso e che ri-promuoveremmo e ri-sosterremmo in qualsiasi momento.

Non vogliamo polemizzare sul ritardo accumulato.

Qualche dubbio sulla trasparenza del percorso decisionale ci rimane… ma ci asteniamo dal polemizzare in questo frangente.

Quello che però non capiamo sono le difficoltà finali di questa operazione; visto che l’aspettativa unanime dei partecipanti all’evento, così come promosso dalla locandina dell’evento, era che i fondi raccolti sarebbero stati destinati alle popolazioni colpite dal terremoto, perché tutti i soldi e beni alimentari ricavati dalla solidarietà cittadina non rimangono nelle zone terremotate?

Possibile che ad Amatrice e tra tutti i comuni dell’area colpita dal terremoto non esista una associazione analoga alla nostra San Vincenzo e/o alla Caritas, capace di redistribuire in loco i beni alimentari acquisiti?

Non è che un domani i cittadini e le associazioni muggioresi, quando purtroppo ed inevitabilmente saranno nuovamente chiamati ad esprimere sostegno e solidarietà in iniziative similari, si domanderanno prima di aderire se il loro contributo sarà effettivamente utilizzato per l’obiettivo dichiarato?

Già nel recente passato abbiamo dovuto constatare le carenze amministrative sul fronte dell’Hotel Imperial e dei migranti, non vorremmo che si continuasse con la stessa improvvisazione anche per questa vicenda.

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BEA e rifiuti… la solita puzza di bruciato

Posted by PRC Muggiò su lunedì 30 novembre 2015

Ci sono novità sul bando di gara indetto da Bea per la gestione dei rifiuti: e sono novità che scottano!

Dal sito del consigliere regionale Corbetta si legge, riguardo alla convenzione stipulata da Bea con Comef a seguito di un bando di gara stipulato per la turbina dell’inceneritore di Desio:

[…] il testo della Convenzione sottoscritta con Comef è stato modificato rispetto allo Schema di Convenzione allegata al disciplinare di gara!!

La cosa è gravissima, tanto che la Convenzione stessa è viziata di nullità e giustificherebbe una risoluzione del contratto in essere con Comef!

Ma, rispetto al documento pubblicato nel bando di gara, cosa è stato cambiato? Andiamo a vedere…

Per leggere tutto l’articolo CLICCA QUI.

Già in altre occasioni Rifondazione Comunista ha sentito la puzza di bruciato e ha denunciato la gestione poco trasparente del CdA di Bea il cui indirizzo politico è chiaramente dettato dal Partito Democratico brianzolo.

Il 17 novembre 2015 è pubblicato l’articolo “Da che parte sta il Partito Democratico” e nei primi mesi del 2015 è stato distribuito un volantino sul tema.

 

Che fine ha fatto la sbandierata trasparenza e legalità delle amministrazioni comunali PD?

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exPOI?

Posted by PRC Muggiò su lunedì 2 novembre 2015

Expo chiude – Primo bilancio (senza retorica)

Il buio oltre le code: Expo tra debiti e banche alle costole

Il boom (finale) di Expo non copre né i debiti né le previsioni sballate

Expo-2015-con-McDonalds-640x426Mai così pochi

Alla fin della fiera l’obiettivo è stato raggiunto, alla faccia di gufi e disfattisti: Expo chiude i battenti con oltre 20 milioni di ingressi. Un trionfo, almeno per il commissario Sala, che ha la strada spianata per Palazzo Marino, per il governo Renzi e la sua retorica dell’Italia che funziona, e per il gigantesco apparato mediatico mobilitato fin dall’inizio, a suon di milioni, in una delle più straordinarie operazioni di propaganda e manipolazione dell’opinione pubblica che si ricordino.

Restano però in sospeso due domande: i numeri testimoniano un successo? E, soprattutto, alla fine chi paga?

Il successo di un grande “camouflage”

Se al di là della fanfara celebrativa si guardano i fatti, l’Expo universale di Milano ha registrato ingressi contenuti, chiude con un disastroso buco di bilancio, non ha rilanciato l’economia e lascia dietro di sé uno strascico di problemi irrisolti.

Quello milanese è stato il peggior Expo degli ultimi 50 anni. Tolti i quasi 14 mila addetti che ogni giorno si sono avvicendati nel sito, su cui i comunicati di Expo sorvolano, e la ridicola mistificazione per cui si considerano le code da sfinimento un indice di successo e non di disorganizzazione, l’esposizione milanese chiude con 18 milioni di visitatori. È la stessa cifra registrata dall’Expo di Hannover 2000, ricordato come “il flop del millennio”. Per fare peggio di così bisogna andare all’Expo di Seattle del 1962, con 9 milioni di visite.

Ma il problema non è quello del flusso di visitatori. È che per evitare un flop colossale, il management dell’Expo ha spinto sui numeri dei tornelli a scapito del conto economico, che già partiva appesantito da malaffare, clientelismi, inefficienze.

La festa coi soldi degli altri

Il risultato è che la manifestazione peserà sui contribuenti per più di un miliardo di euro.

Expo è costata, finora, 2,4 miliardi di euro: 1,3 miliardi per la costruzione del sito; 960 milioni per la gestione dell’evento (840 milioni secondo Expo, ma è un conteggio basato su magheggi contabili già censurati dalla Corte dei conti) e 160 per l’acquisto dei terreni, pagati – giusto per ricordare come è partita l’operazione – dieci volte il prezzo di mercato.
I dati sulla spesa sono provvisori, visto che sono in corso i contenziosi per gli extracosti chiesti da tutte le principali imprese che hanno lavorato sul sito: solo per il Padiglione Italia, prima trattativa conclusa, ammontano a 29 milioni.

Ed è di questi giorni la notizia che per la bonifica dell’area, rivelatasi gravemente inquinata solo dopo che era stata comprata a peso d’oro, c’è un conto da 72 milioni.
La faccenda ha dato l’avvio a un tragicomico balletto in cui Expo spa, Arexpo (proprietaria dei terreni) e gli ex proprietari (tra cui la Fondazione Fiera Milano, che però è anche socia di Arexpo) si rimpallano le responsabilità, in uno scaricabarile in cui non è difficile immaginare su chi ricadranno, ancora una volta, i costi.

Storia di una voragine finanziaria

I costi di gestione dell’Expo si sarebbero dovuti pareggiare, secondo le dichiarazioni di Sala, con i ricavi da biglietti più quelli da sponsorizzazioni, royalties e via dicendo. Il pareggio si sarebbe raggiunto vendendo 24 milioni di biglietti a un prezzo medio di 22 euro e ricavando circa 300 milioni dalle altre voci. Visti gli scarsi afflussi iniziali, tali che la società si è rifiutata per i primi tre mesi di fornire dati, in estate è stato offerto al volo un nuovo conteggio: sarebbero bastati 20 milioni di biglietti a 19 euro di costo medio; il resto lo avrebbero fatto i ricavi diversi, aumentati chissà come. Già così, si sarebbe chiuso con un deficit di gestione da 200 milioni di euro.

Il problema è che per arrivare ai 20 milioni di ingressi promessi, con annessi titoloni di giornali, si è messa in campo una politica di omaggi e prezzi stracciati. Sconti da saldo alle scolaresche, praticamente precettate dal ministero, ai dipendenti delle aziende sponsor, alle parrocchie, alle coop, agli ordini professionali e a qualsiasi organizzazione che potesse portare a Rho flussi consistenti. Biglietti a 5 euro dopo le 18, ingressi regalati ai pensionati, ai titolari di bassi redditi, a chi parcheggiava per la visita serale nelle aree di sosta del sito. Il rivenditore ufficiale della manifestazione nelle ultime settimane faceva il 70 per cento di sconto.

Expo, pur sollecitata da questo giornale, non fornisce alcun dato sul prezzo medio di vendita: ma non ci vuol molto a capire che sarà molto inferiore alla soglia di 19 euro. Vale a dire che il deficit di gestione sarà ben maggiore dei 200 milioni previsti.

Volano e fantasia

La retorica con cui si cerca di mascherare la perdita economica è soprattutto quella sull’“indotto” e sull’eredità dell’Expo; ritorni economici che giustificherebbero gli 1,3 miliardi d’investimento a fondo perduto nel sito. Qui si entra direttamente nel campo della fantasia. Gli studi con cui si cerca di far passare Expo per un volano economico sono quelli preparati da un gruppo di accademici della Bocconi finanziato da Expo. Si parla di 3,5 miliardi di spesa complessiva dei visitatori, tali da generare, per l’effetto moltiplicatore (per cui ogni euro speso genera ulteriori spese a cascata), una produzione aggiuntiva per il Paese da 10 a 30 miliardi e 191 mila nuovi occupati l’anno dal 2012 al 2020, con un picco tra il 2013 e il 2015.

È l’apoteosi del moltiplicatore economico, un campo dei miracoli dove per ogni euro sotterrato se ne ritrovano 3, o anche 10. Solo che la stima ignora il costo delle risorse usate, in termini di tasse o tagli ad altre voci del bilancio pubblico. Qualsiasi investimento valutato in quel modo darebbe un risultato positivo. Per Carlo Scarpa, ordinario di Economia all’Università di Brescia, esperto di infrastrutture, “qualche effetto moltiplicatore la spesa generata da Expo ce l’avrà, ma stimarlo è pura fantasia. Inoltre, un conto è costruire infrastrutture che restano, un altro è un investimento di pura edilizia, come l’Expo, che dopo sei mesi chiude”.

Sui mirabolanti effetti occupazionali, basti dire che nel 2013, nel 2014 e fino al primo semestre 2015 (ultimi dati Istat disponibili) gli occupati in Lombardia sono stati in calo.

Alla ricerca dei cinesi perduti

L’arrivo di turisti stranieri è stato al di sotto delle previsioni. Secondo uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordinato da Jérôme Massiani, i risultati preliminari indicano una quota del 16 per cento di stranieri (soprattutto francesi e svizzeri) contro il 25 per cento previsto.

All’Expo sono andati soprattutto i lombardi (quasi il 40 per cento dei visitatori), mentre i non europei, compreso l’atteso milione di cinesi, hanno raggiunto quote irrisorie. Peccato, perché la spesa degli stranieri è quella che determina il saldo positivo per il Paese creato da Expo.

A patto che, fa notare Massiani, “nei benefici per l’economia sia contabilizzata solo la componente addizionale della spesa dei turisti”. Vale a dire quella di coloro che non sarebbero venuti in Italia se non ci fosse stata l’esposizione. Per gli esercenti milanesi e lombardi non sembra proprio che Expo sia stata una manna. Qualcuno certo ci ha guadagnato, ma per molti, come i locali del centro di Milano che hanno visto la movida serale trasferita a Rho, l’effetto è stato quello di un boomerang. Gli ultimi a manifestare la propria delusione, questa settimana, sono stati i commercianti bresciani: “Qui si perdono quattro imprese al giorno”, ha scritto un report di Confesercenti, “Expo a Brescia non si è proprio fatto sentire”.

“Carta di Milano”: fiera di buoni propositi

Dovrebbe essere il grande lascito morale di Expo. Sembra invece più che altro un esercizio d’ipocrisia. La Carta di Milano raccoglie indicazioni per risolvere i problemi mondiali dell’alimentazione, della produzione di cibo, della fame del mondo. Firmata da tutti i capi di Stato, ministri, politici, funzionari, delegati passati da Expo e da milioni di cittadini, è stata consegnata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al segretario dell’Onu Ban Ki-moon. Peccato che non sia altro che un elenco di buone intenzioni, senza vincoli né verifiche, destinata a restare lettera morta una volta spenti i riflettori sull’Expo.

Nata negli uffici della multinazionale alimentare Barilla, è stata bocciata dalle più importanti organizzazioni non governative. “Abbiamo partecipato ai lavori preparatori, ma abbiamo deciso di non firmarla perché non tocca alcuni nodi: la proprietà dei semi, l’acqua come bene comune, i cambiamenti climatici”, ha dichiarato Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, l’organizzazione fondata da Carlin Petrini, che aggiunge: “Non prevede impegni concreti per governi e multinazionali, è generica, tra i firmatari ci sono anche alcune multinazionali e capisco che il governo italiano non abbia potuto osare di più”.

Oxfam, network internazionale di organizzazioni non governative attive in 17 Paesi, l’ha definita “lacunosa” su temi fondamentali come le politiche per l’agricoltura contadina, la speculazione finanziaria sulle materie prime alimentari, l’espropriazione delle terre e il consumo di suolo agricolo”.

Il giudizio più duro arriva però da Caritas Internationalis: “È una carta scritta dai ricchi per i ricchi”, dichiara il segretario generale Michel Roy, “un testo parziale, per i destinatari e i contenuti. Non si sente la voce dei poveri del mondo, né di quelli del Nord, né di quelli del Sud”. Perché “indica un problema – la fame nel mondo – tutto sommato noto, ma non mette a fuoco le cause e quindi le soluzioni”, ha continuato Roy. “Contiene una nobile e giusta esortazione a evitare gli sprechi, ma non parla di speculazione finanziaria, accaparramento delle terre, diffusione degli ogm, perdita della biodiversità, clima, speculazioni finanziarie sul cibo, acqua, desertificazione e biocombustibili”.

Aggiunge Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e vicecommissario del padiglione della Santa Sede: “Siamo stati chiamati a partecipare alla sua stesura, ma dobbiamo constatare che il risultato non ha tenuto conto dei nostri suggerimenti, probabilmente per salvaguardare certi equilibri”.

L’area, i debiti e il rebus del dopo Expo

La vera sfida, comunque, inizia ora. Che cosa fare dell’area su cui sono stati investiti 2,4 miliardi di denaro pubblico? Il sito Expo, per ora, è solo una zavorra sui conti di Comune di Milano e Regione Lombardia, che devono restituire alle banche 200 milioni spesi per acquistarla. L’asta del novembre scorso per rivenderli, infrastrutturati, a 340 milioni, è andata deserta; ora si cerca la quadra per uscire dall’imbarazzo. In questo contesto, il rischio di lasciare una cattedrale nel deserto, destino comune a tante aree degli Expo del passato, è alto. Le idee, che sono gratis, non mancano. Così come si sprecano i nomi trendy: hub tecnologico, knowledge valley, start-up incubator.

Più difficile trasformare le idee in realtà. Tra i progetti annunciati, la realizzazione del nuovo polo delle facoltà scientifiche dell’’Università Statale di Milano, una buona idea del rettore Gianluca Vago. Ma sono necessari 540 milioni e una complessa operazione di dismissione e riqualificazione della vecchia area di Città Studi.

Il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, ha ipotizzato di aggiungerci un polo della tecnologia e dell’innovazione, Nexpo, in cui attirare aziende dell’hi-tech. Ma come pianificare una tale trasmigrazione? Con quale regia e quali soldi? Tutto ancora da decidere. Come pure l’ipotizzata realizzazione sul sito di una cittadella dell’amministrazione pubblica. E prima di tutto, qualcuno dovrà restituire alle banche i 200 milioni prestati. Di solito, la città che progetta un Expo pensa prima a che cosa fare dopo dell’area su cui fa investimenti pubblici colossali. A Rho, invece, i cancelli si chiudono senza che nessuno ancora sappia cosa ne sarà. “Non fate i ganassa”, dice Piero Bassetti, “la vera sfida inizia ora”.

Gianni Barbacetto, Marco Maroni
Milano, 31 ottobre 2015
da “Il Fatto Quotidiano” (del 31 ottobre 2015)

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MUGGIÒ CITTÀ SOLIDALE…MA LAICA

Posted by PRC Muggiò su martedì 13 ottobre 2015

Siamo alle fasi operative del fondo “Muggiò città solidale, una iniziativa voluta dal PD muggiorese – attuata dall’Amministrazione – a favore dei cittadini che versano in stato di disagio socio-economico e/o di bisogno.

FondosolidaleIl fondo, che è una novità veramente positiva per la città di Muggiò, parte con una dotazione economica pubblica del 95,4%…. e confessionale del 4,6%.

La quota pubblica iniziale destinata al fondo ammonta infatti a 41.242,88€ (dei quali ben 31.439,94€ provenienti dai fondi che i cittadini hanno destinato al comune con il loro 5Xmille, ed i rimanenti 9.802,94€ provenienti dalla auto-riduzione degli emolumenti di Sindaco e Giunta municipale).

Per contro gli altri promotori del fondo

  •  Parrocchia Santi Pietro e Paolo, Parrocchia San Carlo Borromeo, Parrocchia San Francesco d’Assisi, Parrocchia San Giuseppe Taccona,
  • Associazione S. Vincenzo Taccona e S. Vincenzo S. Carlo, “Conferenze” locali appartenenti all’Associazione Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Monza

contribuiscono alla dotazione economica iniziale con soli 2.000€ (cumulativi tra tutti loro).

Da notare che la dotazione pubblica, in virtù della auto-riduzione degli emolumenti di Sindaco e Giunta è destinata ad incrementarsi di non meno di 12.000€ annui.

Ciò premesso destano stupore le modalità gestionali e di trasparenza che l’Amministrazione ha sottoscritto con i rappresentanti delle Parrocchie e delle San Vincenzo.

Modalità gestionali

  • Il fondo “Muggiò Città Solidale” è retto da un Consiglio di Gestione composto al 25% dalla parte pubblica e al 75% da quella confessionale (4 membri di cui uno in rappresentanza dell’Amministrazione e 3 in rappresentanza di Parrocchie e San Vincenzo di Monza).
  • Il conto corrente dove affluiscono i contributi è intestato al Legale Rappresentante del Consiglio Centrale Monza della San Vincenzo
  • Il Tesoriere è nominato dalla San Vincenzo di Monza
  • Alla scadenza del Fondo il Consiglio di Gestione deciderà la destinazione sociale della eventuale somma giacente
  • È istituita una Commissione per l’attività del Fondo composta al 20% dalla parte pubblica e al 80% da quella confessionale (5 membri di cui uno in rappresentanza dell’Amministrazione e 4 in rappresentanza di Parrocchie e San Vincenzo)
  • La Commissione opera sulla base del suddetto Regolamento e riferisce trimestralmente al Consiglio di Gestione
  • I cittadini che sono in stato di disagio e vorrebbero chiedere un sostegno economico telefonano ad un numero della Commissione (presumibilmente della San Vincenzo) ed espongono il loro caso

Trasparenza del Fondo

  • Il Consiglio di Gestione redige ed approva il Regolamento per l°attività del Fondo,
  • Il Consiglio di Gestione verifica l’attuazione del Regolamento da parte della Commissione ed apporta le eventuali modifiche al Regolamento stesso
  • Non è dato sapere se il Regolamento sarà reso pubblico
  • Non è dato sapere se ci sarà o meno un registro delle telefonate ricevute
  • Non è dato sapere se gli elenchi dei beneficiati, con i relativi importi, sarà reso pubblico
  • Non c’è menzione di controlli degli uffici pubblici né sui contenuti né sull’attuazione del Regolamento, così come non c’è menzione di alcuna rendicontazione da fornire ai pubblici uffici

Attenzione, lo stupore non è un giudizio prevenuto dell’iniziativa (che ribadiamo qui di apprezzare nella sostanza).

Lo stupore nasce dal constatare l’ incapacità degli Amministratori locali di assumersi la responsabilità di organizzare un servizio pubblico capace di intervenire efficacemente sui fenomeni di povertà e disagio che vengono invece delegati alle associazioni cattoliche.

Lo stupore nasce dal constatare che agli occhi dei cittadini in condizione di rischio di povertà, che lo costringe a chiedere letteralmente la carità, l’ente pubblico non esisterà; esisterà la parrocchia che può erogargli quel sussidio o integrazione che i Servizi Sociali gli negano.

Passato lo stupore, quindi, chiediamo per il fondo “Muggiò città solidale” la massima laicità e trasparenza amministrativa, ad esempio fissando nel Regolamento che i cittadini che chiedono a qualsiasi titolo di accedere alle prestazioni del fondo siano tenuti a contattare esclusivamente i Servizi Sociali i quali, dopo aver verificato le problematiche, la sussistenza dei requisiti e l’impossibilità a intervenire direttamente, attivano la collaborazione del fondo e ne monitorizzano le pratiche.

Sono gli oltre 31.000€ del 5Xmille dei cittadini che richiedono la massima trasparenza amministrativa, a prescindere dal colore dei braccialetti che indossa il Sindaco.

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Lo “STILE” Zanantoni. Post-elezioni.

Posted by PRC Muggiò su venerdì 18 luglio 2014

Le elezioni passano, i danni no.

A poche settimane dal voto dello scorso maggio l’ex giunta Zanantoni si impegna nella spesa per la stampa dell‘informatore comunale, in palese violazione della normativa vigente in merito alla propaganda elettorale. In particolare ci riferiamo al comma che impone il “divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale e per tutta la durata della stessa”.

Articolo de Il CIttadino 05/07/2014

Articolo de Il CIttadino 05/07/2014

Nelle pagine dell’informatore quindi i contenuti delle sue pagine e gli spazi utilizzati dai partiti politici rappresentati in consiglio comunale violavano sia il principio del silenzio elettorale delle amministrazioni pubbliche sia il principio di uguaglianza, dato che solo buona parte delle forze politiche in campo non avevano quello spazio solitamente dedicato ai gruppi politici eletti.

La stampa locale ora dà conferma di questo spreco di risorse, richiamando anche il timore di una denuncia ai danni dell’amministrazione Zanantoni.

Rifondazione Comunista per prima ha denunciato il fatto alla Prefettura e alla Polizia locale, chiedendo di verificare e monitorare la situazione, prevedendo un sequestro preventivo delle copie.

Assieme a noi hanno sottoscritto anche i gruppi locali di Sinistra Ecologia Libertà, Movimento 5 Stelle, Ora per Muggiò.

Ora queste copie risultano già stampate…più di 6.000 euro spesi.

Le nebulose politiche di trasparenza di Zanantoni lo hanno ripagato con un tracollo elettorale; si vigilerà comunque sulla nuova amministrazione, nella speranza che non vengano più buttati al vento i soldi dei cittadini muggioresi!

Rifondazione aveva visto correttamente: questo è uno stimolo ulteriore per proseguire – anche se non più rappresentata – la difesa dei cittadini e dei lavoratori muggioresi.

SCARICA IL TESTO DELL’ESPOSTO:

esposto

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Una città aperta è trasparenza, legalità, lotta alle mafie. [Pillole di programma]

Posted by PRC Muggiò su giovedì 8 maggio 2014

trasparenzalegalitàantimafia
La questione morale si può affrontare seriamente combattendo le scelte politiche sbagliate che ne sono all’origine.

La realtà è, infatti, che ogni volta che a livello di Enti locali si discute di esternalizzazioni, privatizzazioni, norme derogatorie di piani regolatori ecc. non solo si mina la democrazia della rappresentanza degli interessi pubblici, ma si apre un varco alla possibilità di corruzione degli amministratori.

L’immoralità e l’opacità amministrativa emerge quando si promuovono o grandi operazioni immobiliari a vantaggio dei privati o complessi interventi di trasformazione territoriale (piani esecutivi, risanamenti ambientali, ristrutturazioni urbanistiche ed edilizie complesse) o esternalizzazioni di servizi pubblici. Muggiò non ne è esente, vedi il Multiplex nel parco del Grugnotorto, oppure la vicenda EX-Fillattice o i tanti fatti più o meno eclatanti che hanno caratterizzato le vicende muggioresi.

Ecco perché richiediamo per la nostra lista (e per la coalizione con cui eventualmente ci alleiamo), l’adozione di un codice etico da parte di ogni candidato, basato su alcuni principi a tutela della moralità pubblica:

  • nessun candidato, consigliere, rappresentante dell’amministrazione o amministratore inquisito;
  • impegno ad evitare, nell’ambito della propria attività istituzionale, ogni possibile conflitto d’interesse.

Una delle forme attraverso cui si può avere la ragionevole certezza dell’esclusione di ogni interesse privato è quella, di berlingueriana memoria, del distacco dalla gestione dei casi concreti: all’Amministrazione compete l’indirizzo politico, aifunzionari spetterà tradurre in atti concreti.

Separazione tra indirizzo e gestione significa riconoscere la prevalenza dell’indirizzo politico ed il conseguente rifiuto di assessori esclusivamente “tecnici”.

Ma non basta chiedere amministratori con le “mani pulite”: sosteniamo infatti criteri trasparenti per le nomine e le trattative private, per affidamenti di opere e di servizi, siamo per la limitazione delle consulenze esterne, e – nel caso siano indispensabili – si ricorra a bandi di evidenza pubblica.

Per rafforzare i valori di trasparenza amministrativa e creare un corretto bilanciamento dei poteri tra la Giunta ed il Consiglio Comunale, sosteniamo il principio che la Presidenza del Consiglio Comunale deve essere lasciata alla minoranza.

Intendiamo adottare, con la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali ed anche di altre rappresentanze sociali, un Accordo Quadro “Zero Illegalità – Diritti al Lavoro” che prevenga e argini infiltrazioni criminose nell’assegnazione degli Appalti Pubblici tali da pregiudicare i diritti contrattuali dei lavoratori.

Un segnale di rinnovamento e trasparenza può giungere anche con le dirette streaming online delle sedute del Consiglio Comunale oppure, se fattibile, portando i Consigli Comunali nelle Piazze cittadine.

Serve riorganizzare la macchina comunale per limitare gli sprechi, migliorare i servizi offerti alla cittadinanza e la loro efficacia, migliorare la sinergia tra le diverse Unità organizzative. Proponiamo di rimuovere la figura dei Dirigenti perché inefficace e fonte di spesa ingiustificata per la realtà muggiorese.

Siamo per reintrodurre una figura analoga al Difensore Civico così da supportare con un parere terzo le istanze tra i cittadini e l’Amministrazione.

Dopo l’operazione Infinito non si assiste più al processo di infiltrazione mafiosa ma ad una costante “colonizzazione” del tessuto sociale ed economico di realtà criminali organizzate. Colonizzazione anche culturale che viene contrastata – in Brianza – da pochi soggetti.

Gli ambiti mafiosi di intervento possono essere riassunti in:

  1. gestione del territorio, quindi urbanistica;
  2. trasparenza della Pubblica Amministrazione;
  3. Beni Comuni, in particolare ciclo dei rifiuti e acqua.

Sulla base di questi dati è fondamentale costruire una lotta alle Mafie che parta dalla capacità di amministrare il territorio e dalla cultura della legalità.
Vogliamo che il Comune aderisca alla Carta di Pisa, modificando il proprio Statuto, in modo da adottare un codice etico che promuova la cultura della legalità e della trasparenza negli Enti Locali.

Preoccupano le infiltrazioni mafiose a Muggiò, come in tutto il territorio circostante (300 condanne in Brianza tra cui vertici politici), ormai constatabili come un dato di fatto. Occorre sviluppare la consapevolezza di un tessuto fertile all’economia criminale e indagare le forme di economia che partoriscono illegalità.

Per questo sosteniamo una commissione Legalità e Antimafia territoriale al cui vaglio sottoporre tutti gli atti significativi delle città; e vogliamo sensibilizzare la cittadinanza con eventi culturali, attività e laboratori di partecipazione attiva.

Sempre in tema di contrasto ai fenomeni mafiosi, riteniamo che – qualora non si presentino i presupposti per una confisca – si possa agire con l’acquisizione del Multiplex impegnando le istituzioni, a partire dai Comuni fino alla Regione, per il riutilizzo sociale dell’immobile.


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Sono questi gli “amministratori” della cosa pubblica che si candideranno alle prossime elezioni comunali?

Posted by PRC Muggiò su sabato 1 marzo 2014

Costretta” dalle nostre continue interpellanze e pressioni politiche in Consiglio Comunale,

l’Amministrazione Zanantoni ha avviato il recupero delle somme indebitamente percepite dal CDA dell’Azienza Multiservizi a seguito della delibera di Giunta n. 36 del 22-03-2011.

L’ironia del termine “costretta” è legata alla celerità con cui stanno recuperando i soldi della collettività, evidentemente una incombenza che non è  ai primi posti delle priorità delle amministrazioni guidate da Zanantoni visti i tanti danni apportati alla citta e la lena con cui si è poi mossa per porre un qualche rimedio (mancata realizzazione del Campo 25 Aprile o della piazza Fillattice, Multiplex nel Grugnotorto, appalto rifiuti a Gelsia… tanto per fare alcuni esempi).

Arretrati Multiservizi

Con l’ultima richiesta sui compensi non dovuti al CDA della Multiservizi si scopre che a TRE ANNI dall’inizio della vicenda solo uno dei cinque componenti di quel CDA ha restituito integralmente all’Azienda quei compensi, mentre gli altri 4 devono ancora restituire la bellezza di quasi 10.000€!

Attenzione! Oltre allo scontato Zanantoni è possibile che qualcuno di questi “solerti” amministratori della cosa pubblica abbia il coraggio di candidarsi alle prossime elezioni comunali.

VOTATELI, LORO E LE LISTE CHE LI DOVESSERO CANDIDARE… SE VOLETE FARVI DEL MALE!

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LA DIFFERENZA TRA I COMUNISTI ED I LIBERALI (a Muggiò)

Posted by PRC Muggiò su mercoledì 2 ottobre 2013

Nel bilancio di previsione votato dal Consiglio Comunale del 1/07/2013, abbiamo proposto di:

 

1)      correggere le azioni di contrasto all’evasione fiscale, oggi pregiudizialmente limitate a controllare solo le dichiarazioni della fascia povera della popolazione (chi chiede agevolazioni ISEE)

2)      rimuovere l’ingiusta tassazione IMU sugli immobili ALER e di cooperativa assegnati in proprietà indivisa applicandogli l’aliquota per la prima casa (applicare lo 0,40% mentre oggi pagano lo 0,51%)

3)      che la “tassa sulla cassa” (esumazioni) introdotta a Febbraio dalla Giunta fosse ridotta di due terzi così da non pesare sulle famiglie dei defunti anche per importi superiori all’IMU delle seconde case

4)      rimborsare il costo della marca da bollo (16€) che assurdamente viene imposto alle Associazioni sociali, ambientali, culturali e di volontatiato per le iniziative che comportano l’occupazione del suolo pubblico 

Sono richieste sensate e non ideologiche, per accettare le quali c’erano le disponibilità economiche di bilancio … se solo non ci fosse stato il pregiudizio ideologico e politico.

Nella discussione, a proposito dell’evasione fiscale, abbiamo tra l’altro sostenuto che bisognerebbe controllare le dichiarazioni di tutti i Consiglieri Comunali; perché nel momento in cui andiamo a fare azione antielusiva, … noi dovremmo essere i primi a dare l’esempio.

 

Invece PDL, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Brianza 2009 hanno respinto tutti gli emendamenti ed anzi il sindaco Zanantoni, rispetto alle nostre affermazioni sulle azioni antielusive e l’auspicio a controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali, ha testualmente detto: 

E’ proprio ideologicamente che è sbagliato, ma che cosa significa controllare le dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri Comunali? E’ qua, è questa cosa che è sbagliata di fondo………. E’ questa la diversità vera, ideologica, tra noi liberali e lei comunista!

(pag. 59 del verbale del Consiglio Comunale del 01-07-2013)

 

SIAMO ORGOGLIOSI DI QUESTA DIVERSITA’ E FAREMO IN MODO CHE SI EVIDENZI SEMPRE DI PIU’, A DIFESA DEI DIRITTI E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE DEI CITTADINI MUGGIORESI 

NB: il noto arcicomunista Governo Monti ha introdotto nel marzo 2013 l’obbligo di pubblicare, oltre alla dichiarazione dei redditi di tutti i membri del Consiglio Comunale (e, ove lo consentano, anche di tutti i loro parenti entro il secondo grado!!!):
   – tutte le somme percepite con oneri a carico della finanza pubblica,
   – i beni mobili e immobili posseduti,
   – le partecipazioni azionarie
   – gli incarichi nei Consigli di Amministrazione di qualsiasi società
…. e per evitare di introdurre l’ennesima legge “di facciata”, che poi viene amabilmente ignorata da politici e funzionari, ha previsto sanzioni pecuniarie da 500,00 a 10.000,00 euro in caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati richiesti.
  
COME E’ POSSIBILE FAR AMMINISTRARE LA NOSTRA CITTA’ A UN SINDACO CHE PROCLAMA COSI’ SGUAIATAMENTE L’OPACITA’ AMMINISTRATIVA QUANDO ANCHE LE LEGGI DELLO STATO LIBERALE VANNO NELLA DIREZIONE OPPOSTA?

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OPERE DA ELETTRICISTA; LA TRASPARENZA CONVIENE

Posted by PRC Muggiò su domenica 30 settembre 2012

Che casualità!

Sono passati pochi mesi dall’interpellanza sui Criteri di trasparenza nell’affidamento lavori in privativa e vediamo che i risultati ci sono…

La trasparenza paga!

La trasparenza paga!

ovviamente i lavori sono stati assegnati all’offerta più vantaggiosa!

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Bilancio di previsione 2011 – scarsa trasparenza e demagogia

Posted by PRC Muggiò su venerdì 1 aprile 2011

Martedì 28 marzo è stato approvato il bilancio di previsione 2011; un programma opaco e non veritiero (nel senso della incompletezza degli importi allocati rispetto ai programmi annunciati dall’Amministrazione, eclatante la partita delle opere pubbliche), che assorbe sempre più risorse dei cittadini muggioresi, aumenta indiscriminatamente i costi di molti servizi sociali e taglia ingiustificatamente la manutenzione degli immobili comunali di edilizia economica popolare.

Opaco e non completo

cerca di nascondere l’assenza di contenuti dietro la demagogica bandiera degli aiuti ai lavoratori in crisi occupazionale… peccato che i fondi a disposizione sono costituiti da un residuo di ben 35.000€ del bilancio 2010 e solo 3.000€ vengono stanziati nel 2011; il residuo è conseguenza diretta

  • della discriminazione tra lavoratori in crisi (ad esempio esclude i giovani con contratti a termine che non viene rinnovato ed esclude gli extra comunitari con permesso di soggiorno inferiore a 5 anni)
  • della assoluta insufficienza degli importi erogati (praticamente un obolo)
  • dalla bocciatura degli emendamenti di Rifondazione-Comunisti Italiani, con l’incomprensibile astensione del PD, volti ad estendere la platea dei beneficiari e degli importi erogati

il risultato è una regolamentazione di facciata che impedisce di erogare somme dignitose rispetto al problema che si dice di voler affrontare; si potrebbero stanziare anche 100.000€, tanto è impossibile erogarli.
Sempre in tema di trasparenza e completezza analizziamo il programma delle opere pubbliche; il Sindaco ha parlato di

  • lavori urgentissimi per rifacimento del manto stradale pari a 250.000€… nessuna traccia all’interno del programma OOPP 2011 anche se c’è l’obbligo di inserimento delle opere il cui importo supera i 100.000€ (si aggira la legge?)
  • progetto strategico per collocare il “Dopo di noi” all’interno dell’area ex-Ravizza (udite utite, all’interno della ex-Ravizza in cambio di modifica della destinazione d’uso industriale e di volumetrie esorbitanti; ma non è stato un cavallo di battaglia elettorale di Lega e PDL che quell’area doveva rimanere industriale? E che dire dell’idea di ghettizzare dei cittadini deboli come saranno gli utenti del “Dopo di noi” in un luogo inospitale, senza verde e saturo di palazzoni?) con un impegno pubblico di 4-5 milioni di euro… nessuna traccia all’interno del programma OOPP 2011-2013
  • progetto strategico per realizzare 47 appartamenti di edilizia economica al posto del “cubo” di via gandhi con un impegno pubblico (della provincia) di 3 milioni di euro… nessuna traccia all’interno del programma OOPP 2011-2013
  • progetto di risanamento nel 2013 della parte interna del cortile di palazzo Brusa per un importo di 900.000€… ma come? fino al 22 febbraio 2011 l’opera era stimata in 1.500.000€ e poi, “per ovvie ragioni di quadratura contabile” sparisce un costo di ben 600.000€?

Assorbe sempre più risorse

tagliati i fondi per laboratori scolastici, acquisti della biblioteca, contributi alle associazioni locali….

Aumenta indiscriminatamente i costi di molti servizi

inutile commentare, le cifre parlano da sole

  • +85,0% servizio trasporto disabili
  • +10,5% assistenza scolastica pre-post scuola
  • +13,5% centri estivi
  • +7,2% Asilo nido
  • +1,7% assistenza domiciliare
  • ticket per ogni pratica del servizio alloggi
  • +1,7% tutta l’area Promozione, Sport ed Eventi

Taglio alla manutenzione degli immobili ERP

sebbene gli inquilini delle case popolari versino, solo per gli affitti, circa 240.000€ annui (e con il recupero delle spese si superano i 300.000€), gli importi delle manutenzioni ordinarie sono state tagliati annualmente dalla giunta Zanantoni, passando

  • da 116.991€ del 2009,
  • a 91.700€ nel 2010 (ma pagati i fornitori solo per 10.000€, come mai?)
  • per scendere alla vergognosa previsione 2011 di 50.000€;

cos’è, gli affittuari delle case popolari sono diventati una nuova gallina dalle uova d’oro per il bilancio comunale? E come se non bastasse oltre al danno la beffa; si procede alla vendita degli immobili ERP con atti la cui legittimità è ancora tutta da verificare

Un piatto veramente indigesto; il nostro voto è stato contrario!

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